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PACCHIA FINITA, COOP VERSO ONDATA LICENZIAMENTI IMMIGRATI
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Filippo Giustiniani
2018-11-10 20:01:14 UTC
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Taglio dei fondi per il business dell’accoglienza. Il Dl Salvini, che
mercoledì ha ricevuto il via libera del Senato e ora deve affrontare la
formalità della Camera, prevede un giro di vite. Meglio: una stretta
alla cinghia.

E non è un caso che oggi a Roma protestino i mantenuti:



Come potranno comprarsi li cellulare ultimo modello?

Nel dettaglio, i centri più grandi, e dunque in grado di fare economie
di scala, dovrebbero ricevere, dal prossimo rinnovo di contratto, 19
euro per fancazzista accolto (-45% rispetto agli attuali 35), mentre il
contributo pro capite per i centri più piccoli si attesterebbe a quota
26 euro (con una riduzione nell’ordine del 25%). Ancora troppi, perché
dobbiamo mantenere i nigeriani? Certo è che l’obiettivo è zero
nigeriani con l’abrogazione del permessino umanitario.

Ventisei euro sono ancora quasi 800 euro al mese. Quasi il doppio di
una pensione minima. Più di tanti stipendi da precari.

A tutti verrà garantito vitto, alloggio, kit igienico-sanitario, pocket
money (2,50 euro al giorno) e una scheda telefonica da cinque euro.
Tagliati, invece, altri sprechi e quelli che vengono definiti “servizi
non essenziali”.

“Secondo i nostri calcoli – dicono le cooperative che hanno già
studiato gli effetti del taglio voluto dal governo ai contributi per
l’accoglienza – 18mila professionisti (:lol:) sui 36mila che oggi
lavorano nelle strutture rischiano di andare a casa”. Sono praticamente
tutti immigrati, come l’ex boss della mafia nigeriana e padre della
discobola colpita all’occhio da un uovo sodo.

E speriamo. O riconvertitevi in centri per anziani: non abbiamo bisogno
di badanti?

“Stiamo studiando il capitolato nei dettagli – spiega il presidente di
una di queste Coop, tal Carlo Zagato – finché la situazione non ci sarà
del tutto chiara preferisco non dire niente sull’argomento. Certo è che
con queste cifre un sistema della accoglienza serio non sta in piedi”.
Starete seduti.

Lo Stato, tramite le prefetture, destina ancora oggi circa 35 euro al
giorno per ciascun migrante accolto nelle strutture. In genere, e in
media, di questi 35 euro 9 euro e spiccioli se ne vanno per pagare
l’alloggio, ovvero l’affitto ai proprietari delle strutture, altri 5,20
euro per i pasti. Totale 14 euro e 20 centesimi per vitto e alloggio.

Altri 8,80 euro per migrante vengono assorbiti dalla coop per pagare
gli stipendi del personale. E siamo così a quota 23 euro: già oltre il
livello di 19 euro fissato dalle nuove regole. E non è finita: altri 2
euro e mezzo al giorno vengono consegnati “cash” ai richiedenti asilo
per gli stravizi: siamo a quota 25 euro. Aggiungendo il 4% di Iva il
totale è di 26,50 euro.

Esattamente quanto sarà fissato per le strutture più piccole, mentre
quelle più grandi dovranno fare ancora più economia. O, ancora meglio
(e questo è l’intento nemmeno troppo velato di Salvini) chiudere.
ernesto
2018-11-11 01:35:01 UTC
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Post by Filippo Giustiniani
Taglio dei fondi per il business dell’accoglienza. Il Dl Salvini, che
mercoledì ha ricevuto il via libera del Senato e ora deve affrontare la
formalità della Camera, prevede un giro di vite. Meglio: una stretta
alla cinghia.
Ovviamente non licenziano IMMIGRATI ma lavoratori italiani, a parte questa cosa ovvia che sfugge a Pugnetta ( gli sfugge tutto tranne il suo gennarino)l'immond decreto del bruto manda per strada 120milaimmigrati che si stavano integrando.

Quanti saranno costretti a delinquere per mangiare visto he non possono lavorare onestamente?

E' quello che vuole SALVINI molto turbato dal costante e veloce CALO diefreati e degli omici in Italia, se passa la paura è fottuto.

e

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