Discussione:
Di Black Blockers, musica e altre cose. Un libro.
(troppo vecchio per rispondere)
Riccardo Venturi
2004-07-30 13:38:53 UTC
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Oggi mi va di parlare a lungo di un libro, sperando che dia fastidio a
molti. Un libro, fra l'altro, fatto di musica e le canzoni in ogni
pagina, a cominciare da quello che fa l'autrice. Canzoni, musica,
black blockers, "casseurs" ed altre febbri. Del tutto "inutili".

Il libro si chiama appunto "Une fièvre impossible à négocier", ignoro
se sia stato tradotto in italiano (ne dubito, ma non si sa mai) ed è
stato pubblicato nel 2003 da Flammarion. Dell'autrice non si sa
moltissimo: si chiama,o si fa chiamare, Lola Lafon. Sul retro di
copertina una sua foto semioscura nella quale appare con gli occhi
chiusi. Ha 28 anni, recitano le scarne "note biografiche", e "abita
dappertutto" (elle habite partout). Scrive e canta canzoni in un
gruppo di musica "électro" balcanica. "Une fièvre impossible à
négocier" è il suo primo libro; ed un libro che piglia alla
gola fin dalla prima pagina.

Fino dalla copertina, dove sullo sfondo del nome e dell'autrice e del
titolo compare solo la "A" cerchiata dell'Anarchia. Quella sola.
Fino dalla citazione d'inizio, dall' "exergo". Una frase di Raoul
Vaneigem (sempre lui, eh), il filosofo situazionista che, già, ha
scritto anche una canzone che si chiama "La vie s'écoule, la vie
s'enfuit", cantata poi da Gilles Servat :

"La vie s'écoule, la vie s'enfuit
les jours défilent au pas de l'ennui /
Parti des rouges, parti des gris
nos révolutions sont trahies").

Dal "Traité de savoir-vivre à l'usage des jeunes générations":

L'aube rouge des émeutes ne dissout pas les créatures monstrueuses de
la nuit
"L'alba rossa delle rivolte non dissolve le creature mostruose della
notte"

Fin dall'attacco della narrazione: "E' da molto tempo che so come
evitare le polizie segrete. E' da molto tempo che ho imparato un bel
po' di cose che non mi servono. So parlare in un appartamento pieno
di microfoni, eludendoli. So passare davanti a dei militari restando
insospettabile, so vivere una vita di apparenze preparando una
partenza improvvisa, quasi una fuga. Evidentemente, questo non mi
serve a niente a Parigi, adesso; e non ho quasi mai soldi. In un
libro ho letto una descrizione di quello che mi è successo in
settembre. Adesso so un bel po' di cose, per una ragazza. Sembra
che la mia psicosi sia esplosa come un bianco d'uovo sbattuto. Come in
John Woo. Sono sfilacciata, ecco.
Non voglio davvero morire. Ma non voglio nemmeno restare sdraiata e
immobile, con la testa voltata verso delle cifre in cristalli liquidi
azzurri che avanzano. Mi sollevo, e sono viva, viva, anche se devo
dirlo un sacco di volte al giorno perché funzioni.
È strano, ma troverò la pace della mia anima sfilacciata nei gruppi
radicali antifascisti."

Così parla Landra, la protagonista del libro. Landra è l'autrice
stessa.
Nata e vissuta in Romania fino all'età di quindici anni, la Romania di
Ceausescu dove i genitori, insegnanti di francese e appassionati di
musica proibita, sopravvivevano facendo un necessario doppio gioco e
ingannando la Securitate con improbabili notizie "riservate" sui
membri dell'ambasciata francese. La sera ricevono dei giovani
cantautori e poeti, vanno in bagno e aprono i rubinetti del lavandino
e della vasca a tutta randa. "I microfoni non amano l'acqua che
scorre", suole dire il padre di Landra. Per fare uscire canzoni e
poesie senza pericolo, i genitori di Landra escogitano un
sistema infallibile: le imparano semplicemente a memoria e le fanno
imparare a Landra e a sua sorella. Così tutta la vita di Landra è
accompagnata da pezzi di canzoni che ritornano, incancellate e
incancellabili, nella testa, in ogni momento.

Landra arriva in Francia all'età di quindici anni. Per un po' "scopre
la vita occidentale". Passa il tempo, e un 14 settembre incontra un
ragazzo elegante (anzi, "branché", come si direbbe in Francia). Con
delle scarpe a tennis bianche. Un ragazzo gentile e "insoupçonnable",
insospettabile.
Che la violenta come se niente fosse, con quel suo orologio a
cristalli liquidi dove scorrono le cifre dell'ora e dei minuti. 23:27.
23:30. 23:31. 23:32. 23:58. Comincia qui la guerra di Landra, la
guerra contro tutti gli insospettabili. Comincia la sua febbre
impossibile da negoziare.

"Non è cominciata perché mi annoiavo. Non è cominciata per isteria di
vendetta. Niente affatto.
È cominciata quando un giorno mi sono svegliata con il sentimento
pesante di essere la sola a pensarla così. Sapevo che tanta gente si
sentiva come me, solo che non la conoscevo. Un giorno di settembre,
mi sono ritrovata talmente sola nel mio disgusto e con le mie piccole
convinzioni che mi ripetevo in testa, che ho pensato forse di unirmi a
quelli che, su dei manifestini stampati in formato A4 e in
bianco-nero, attaccati un po' dovunque nel mio quartiere, scrivevano:
'La rassegnazione è un suicidio quotidiano'. Mi è sembrato niente
male. Non lascerò più perdere. Resterò in piedi, e non avrò paura."

Comincia l'attività di Landra come "casseuse" in un gruppo che si
chiama ENE, "Etoile Noire Express", Stella Nera Express. Giù a
spaccare vetrine del McDonald's, delle banche, de L'Oréal, della GAP
(abbigliamento), della Nike, di Adidas. A pestare e bastonare gli
"antiabortisti" cattolici tradizionalisti che cercano di impedire
l'ingresso delle donne in un ospedale pubblico a Versailles.
Soprattutto, a spaccare un discreto numero di denti ai fascisti del
Front National, possibilmente spedendoli all'ospedale, in occasione
del loro 1° maggio a base di coccarde tricolori e
Giovanna d'Arco. Le tecniche di mimetizzazione nella folla, le
tecniche per scappare alla polizia, per disperdersi dopo un'azione,
per far fronte alla situazione quando gli sbirri ti hanno preso e
sbattuto a terra. Tutto ricorda molto "Vento in faccia", il primo
racconto de "Il contrario di uno" di Erri de Luca. Tutto questo tra
"vicende personali", la (cattiva) strada di Landra che ogni tanto si
indirizza verso le lunghe spiagge delle Landes, dove va a praticare
il surf, dei campi antifascisti e no-global in Vandea, e
tante altre cose. Vita e morte che si intrecciano in ogni riga; come,
forse, in una canzone.

"Allora delle Stelle Nere mi afferrano, proprio nel momento in cui sto
per cadere per sempre, e mi tengono stretta per le braccia, uno da
ogni lato.Si fa la catena. Solidali, un blocco, un black bloc. Non
posso cadere, e se mi scorrono le lacrime, là, davanti a degli sbirri
che prendono la mira su di noi col flash-ball e ci vogliono sbattere a
terra, è solo perché il foulard nero che mi copre la bocca è stato
appena trapassato dai lacrimogeni."

È la storia di una ragazza che attraversa il caos: dai paesi ex
"socialisti" ai gruppi francesi di estrema sinistra, dagli squatters
alle notti passate senza dormire e a guardare video di surf. Dopo lo
stupro, Landra si rifugia nelle "Stelle Nere"; nella sua rivolta
anticapitalista, trova uno sfogo alla sua "febbre impossibile da
negoziare". I black blockers diventano la sua famiglia, il suo modo di
sopravvivere e di cercare amore. Troverà anche la forza, un giorno,
per mettere con le spalle al muro l' "insospettabile" che
la ha stuprata e che gira per le strade sempre elegante, sempre
tranquillo, sempre con le sue belle scarpine. E troverà la forza per
dire, ad esempio, una cosa del genere, che voglio riportare
integralmente. Con la "Canzone del maggio" sullo sfondo, con dei
cuccioli che lottano così come si gioca.

"Fra le Stelle Nere, si aveva il coraggio di divertirci. La lotta
aveva l'aria di essere accettabile solo se aveva un certo alone di
sussiego un po' lugubre, bisognerebbe dire da obitorio (*). Se ci si
diverte è perché ci fa piacere. Il piacere è troppo giocoso per essere
utile.
La politica, questa parolona pesante una tonnellata, resterà dunque in
buon ordine tra due moderatori di dibattiti televisivi inchiodati alle
loro poltrone girevoli.
Io non faccio politica, io provo piacere nel tirare calci, forse dei
calcetti ma comunque dei colpi, a un cemento armato in cui non trovo
breccia. Ma poco a poco compariranno delle crepe.
Quella gente là, dico, tento solo di farla sbandare sperando che si
rompa l'osso del collo invece di romperlo agli altri. Sabotaggio. Di
un tipo infimo, certo, ma pur sempre sabotaggio. E siccome ho imparato
che bisogna parlare bene la lingua dei propri nemici per farsi capire
da loro, io parlo in euro e dollari: credo dei danni materiali e spero
di costar loro caro.
Il loro panico, le loro guardie, le saracinesche che si abbassano
precipitosamente, i loro allarmi quando una manifestazione passa dalle
loro parti, mi provano che Footlocker, MacDonald's, Esso, il CIC,
Renault, TF1, l'Oréal, ci hanno capito alla perfezione.
Alla fine del pranzo, l'amico di un mio amico si è girato verso di me,
con un bel sorriso, e mi ha chiesto: 'Ma che fareste se arrivaste al
potere?'
Ho rinunciato a spiegargli che il potere non ce la facevamo più a
tenerlo lontano dalle nostre strade. Ho rinunciato a dirgli che non
cercavamo affatto un posto a fianco di quelli che decidono e dei
padroni del mondo. Vogliamo che non ci siano più padroni del mondo.
Non ci teniamo a passare alla TV. Non saremo mai famosi, non sarò mai
famosa. Non siamo ambiziosi, siamo dei sognatori e sognare è una cosa,
è un diritto di cui manco vi parliamo più, gli rispondevo. Poi mi
contraddicevo e aggiungevo: "Ve ne parlano, eccome, dei vostri sogni,
sognare, vi dicono di che colore sognare, quale sogno acquistare. Vi
ordinano di sognare. Lo vedete, no?"
Ero 'superata' e 'utopista'. Avrei voluto spiegare l'assurdo di un
sistema che promette la 'felicità' alle donne che usano uno shampoo
'rivoluzionari'o che procura autentica felicità'. La perversione
dell'obbligo continuo di raggiungere questa condizione di 'felicità'
legata direttamente al codice segreto di un bancomat.
Avrei voluto dire a tutti i miei amici 'apolitici' che è piuttosto
terrificante constatare che trovassero tutti quanti perfettamente
legittimo che ci sia della gente sacrificata sull'altare della Grande
Economia; e che, sebbene giovani, non concepissero che ci potessero
essere una diversa organizzazione del mondo, un piccolo cambiamento
dello stato di cose.
Non smetterò mai di stupirmi di un sistema il cui potere ipnotico
riesce a fare accettare alla stragrande maggioranza delle persone che
la loro felicità quaggiù va a farsi fottere se milioni di persone non
vengono sacrificate per questo (in India, in Turchia, in Bulgaria,
dovunque). (...)"

(*) in francese: "morgue" = sussiego; obitorio

"Ho pensato alla violenza incommensurabile degli Stati, di tutti gli
Stati: le armi, le guerre chirurgiche, le galere, i licenziamenti, le
polizie.
Ho pensato a un piccolo testo spedito alla stampa da diversi gruppetti
di black blockers che non gli avrei recitato a memoria. Diceva così:

'Giorno dopo giorno l'ordine mondiale produce tipi differenti di
violenza.
Povertà, fame, esclusione, la morte di milioni di persone, la
distruzione di spazi vivi, degli alberi, degli oceani. E' esattamente
ciò che noi rifiutiamo.
Scassare le vetrine delle banche e delle multinazionali è un'azione
simbolica.
Ci accusano di violenza?
Quello che noi distruggiamo, non sono che degli oggetti inanimati, ma
i contadini brasiliani, i ribelli messicani, i bambini messi a
lavorare a 7 anni, i mari del mondo sono belli vivi, loro, e le loro
sofferenze sono ben reali.
Piangete se tremano delle vetrine.
Ma restate in silenzio quando muoiono delle persone."

Mi fermerò qui. Non dirò come "va a finire"; anche perché in questo
libro non "va a finire" niente; anzi, tutto comincia.
--
*Riccardo Venturi* <***@SPAMMACECCHIGORIspl.at>
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
So er an îr ufgestigen ist (Vogelweide & Wittgenstein)*
*CH-1700 Fribourg/Freiburg (Confoederatio Helvetica)
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http://www.obiezione.it ==> Canzoni contro la guerra
Chester
2004-07-30 14:51:27 UTC
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Post by Riccardo Venturi
Oggi mi va di parlare a lungo di un libro, sperando che dia fastidio a
molti. Un libro, fra l'altro, fatto di musica e le canzoni in ogni
pagina, a cominciare da quello che fa l'autrice. Canzoni, musica,
black blockers, "casseurs" ed altre febbri. Del tutto "inutili".
Credo che dopo tutto ciò che abbiamo visto e saputo sulla Resistenza, sui
sessantottini, sui *rivoluzionari* di ogni colore e specie, sui terroristi,
sugli *idealisti* di ogni risma e utopia, sarebbe ora di avere un
atteggiamento di sano distacco e disincanto verso certe espressioni di
*libertà*.

Tra la piccola antagonista del libro ed una *stupida* ragazzotta milanese
che non si perde una puntata del Grande Fratello, che ha la stanza
tappezzata di poster di Bon Jovi, che passa la giornata a spettegolare su
Filippo o Andrea con Deborah e Micaela e che appena sente la parola
"politica" viene presa da un attacco di diarrea, non c'è quasi alcuna
differenza reale e profonda.

Entrambe hanno trovato nel *gruppo* e nell'adeguamento a norme fisse,
statiche, *burocratiche* e imposte da altri il sostegno necessario al loro
equilibrio, sostegno che da sole non sono in grado di darsi e che in loro
stesse non sono in grado di trovare.

Il fatto che una sia contro il sistema e l'altra a favore è un dettaglio
insignificante, dal punto di vista della crescita e della realizzazione
profonda personale (quella vera, non quella della laurea o della carica di
dirigente), che è l'unica cosa reale per la quale siamo costretti a vivere.

E da questo esempio molto *locale* e contingente sarebbe bello trarre delle
conclusioni più generali che ci permettano di osservare le lotte *politiche*
e ideologiche per quello che al 99% sono: delle lotte per il potere (in
tutte le sue infinite forme e varianti, ma sempre espressione della volontà
di controllo del mondo e degli altri) tra fazioni diverse e concorrenti.

Sarebbe ora di sollevarsi a ricercare altri *sintomi* di grandezza e di
nobiltà nelle azioni delle persone, cercandoli ad un livello più alto, che
faccia riferimento a parametri quali la coerenza, l'integrità, il senso
della responsabilità, il coraggio (quello vero, non quello di attaccare dei
bancomat), il distacco (quello vero, non quello che usa la sostituzione di
un attaccamento con un altro, magari ancora più forte)... e smettere di
fermarsi all'oscena semplificazione del "contro è bello".

Così poi si può leggere un libro come quello da te citato come un bel
romanzetto, scritto da una ragazza simpatica e dinamica, che ci dà la
possibilità di *conoscere* le emozioni e le motivazioni di un certo tipo di
persone, né più né meno di quanto non faccia un romanzo giallo sul mondo
della malavita o della polizia newyorchese, restando immuni in entrambi i
casi da sentimenti di reale coinvolgimento o identificazione personale negli
approcci e nelle motivazioni.

Coinvolgimento personale che sarebbe ridicolo esattamente nello stesso modo
sia quando fosse rivolto ad uno 007 o a un Terminator che quando fosse
invece rivolto ad una Landra.
Stardust®
2004-07-30 15:06:25 UTC
Permalink
Post by Chester
Credo che dopo tutto ciò che abbiamo visto e saputo sulla Resistenza,
sui sessantottini, sui *rivoluzionari* di ogni colore e specie, sui
terroristi, sugli *idealisti* di ogni risma e utopia, sarebbe ora di
avere un atteggiamento di sano distacco e disincanto verso certe
espressioni di *libertà*.
Tra la piccola antagonista del libro ed una *stupida* ragazzotta
milanese che non si perde una puntata del Grande Fratello, che ha la
stanza tappezzata di poster di Bon Jovi, che passa la giornata a
spettegolare su Filippo o Andrea con Deborah e Micaela e che appena
sente la parola "politica" viene presa da un attacco di diarrea, non
c'è quasi alcuna differenza reale e profonda.
Entrambe hanno trovato nel *gruppo* e nell'adeguamento a norme fisse,
statiche, *burocratiche* e imposte da altri il sostegno necessario al
loro equilibrio, sostegno che da sole non sono in grado di darsi e
che in loro stesse non sono in grado di trovare.
Visto Venturi?
Che dicevo nell'altro thread a proposito di cultura e intelligenza?

Eccone un esempio.
--
Stardust®
"La differenza tra intelligenza e stupidita' e'
che l'intelligenza ha un limite." Albert Einstein
Riccardo Venturi
2004-07-30 15:27:30 UTC
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Post by Stardust®
Visto Venturi?
Che dicevo nell'altro thread a proposito di cultura e intelligenza?
Eccone un esempio.
Chester ha postato comunque una sua opinione al riguardo, la quale
merita una risposta adeguata.
Quindi do appuntamento a tutti al termine del mio oramai bieco NTP
della General Electric.
Mi piacerebbe star qui a rispondere a tutti; ma altrimenti, ci perdo
il lavoro :-)

Salut,


--
*Riccardo Venturi* <***@SPAMMACECCHIGORIspl.at>
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
So er an îr ufgestigen ist (Vogelweide & Wittgenstein)*
*CH-1700 Fribourg/Freiburg (Confoederatio Helvetica)
*0041 78 623 99 86
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http://utenti.lycos.it/Guctrad/alamanno.html
http://utenti.lycos.it/Balladven/index.html
http://www.obiezione.it ==> Canzoni contro la guerra
Stardust®
2004-07-30 15:33:18 UTC
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Post by Riccardo Venturi
Post by Stardust®
Visto Venturi?
Che dicevo nell'altro thread a proposito di cultura e intelligenza?
Eccone un esempio.
Chester ha postato comunque una sua opinione al riguardo, la quale
merita una risposta adeguata.
Non ne sono capace, e' piu' forte di me...
Post by Riccardo Venturi
Quindi do appuntamento a tutti al termine del mio oramai bieco NTP
della General Electric.
Mi piacerebbe star qui a rispondere a tutti; ma altrimenti, ci perdo
il lavoro :-)
Idem :-)
--
Stardust®
"La differenza tra intelligenza e stupidita' e'
che l'intelligenza ha un limite." Albert Einstein
Riccardo Venturi
2004-07-30 16:38:32 UTC
Permalink
Post by Chester
Credo che dopo tutto ciò che abbiamo visto e saputo sulla Resistenza, sui
sessantottini, sui *rivoluzionari* di ogni colore e specie, sui terroristi,
sugli *idealisti* di ogni risma e utopia, sarebbe ora di avere un
atteggiamento di sano distacco e disincanto verso certe espressioni di
*libertà*.
(Cut)

Mon cher Chester,

tu me pardonneras si je te réponds en français, une langue que tu
maîtrises, j'en suis absolument sûr. C'est aussi parce qu'il me semble
déjà d'entendre les mots des petits chauvins de chez nous, des
chauvins en sauce tomate qui ne perdent jamais l'occasion de cracher
sur la culture française et sur ce qu'elle produit.
Lola Lafon était, entre autres choses, à la sortie du tribunal du
parquet de Paris lorsque la sentence sur l'extradition de Cesare
Battisti a été rendue. Avec Oreste Scalzone, avec un bon nombre de
gens que tu n'aimes peut-être pas trop. Par contre, moi j'arbore avec
orgueil la carte postale qu'Oreste m'a envoyé de Paris en décembre;
c'est parce qu'on est des militants, tu sais. Des militants qui, dans
leur vie, ont payé des prix que tu n'arriveras jamais à imaginer.
Tu sais qu'est-ce qu'ils faisaient à la sortie du tribunal? Ils
chantaient. Oreste Scalzone jouait son accordéon en chantant "Addio a
Lugano".
Et tout ce que Lola Lafon a raconté dans son bouquin, ce n'est pas une
invention. Elle a changé seulement son nom, mais les événéments
qu'elle raconte sont réels, autobiographiques.
Un viol et une prise de conscience, voilà tout.
Elle n'a pas écrit des choses "sympas" ou "dynamiques". Au contraire.
Tu n'as pas encore lu le livre, et j'espère que tu le feras; il
faudrait toujours faire comme le "fratello figlio unico" de la vieille
chanson de Rino Gaetano, qui n'avait jamais critiqué un film sans
l'avoir regardé avant. Tes observations sur le livre de Lola Lafon,
donc, ne sont que des préjugés, des préconceptions qui sont bien loin
de témoigner de ton intérêt réel pour les faits qui y sont énoncés
et/où racontés.
Naturellement, je suis bien conscient que cela peut dépendre aussi de
la nature de ma présentation, qui est une présentation rangée d'un
certain côté. C'est d'ailleurs exactement pour ça que je l'ai faite.
J'ai recommencé à lire sur ce forum des conneries et des platitudes
sur Carlo Giuliani, et j'ai cru bon de bouleverser un peu les petites
âmes des pauvres minus qui s'accrochent à leur flics comme à des
épaves.
Tu me comprendras, j'espère.

Il y a une différence essentielle entre la petite nana qui se régale à
la Loft Story ou à la Star Ac' et Lola Lafon. C'est la conscience et
la responsabilité de ses actes. C'est se poser des questions et
essayer de donner n'importe quelle réponse. Des questions qui ne
regardent pas Philippe, André, Déborah ou Micaela, mais tous les
grands thèmes et problèmes de ce monde de crotte. Comparer Lola Lafon
(qui n'est peut-être pas un grand écrivain mais qui a voulu quand-même
rendre un témoignage précis de sa vie, de ses pensées et de ses
actions), ce n'est que de l'inculture. Par exemple, je lirais avec
plaisir le témoignage d'une fille comme celle que tu as décrit. On est
toujours prêts à "condamner", tantôt Lola Lafon, tantôt l'accro de la
Star Academy. Moi je préfère comprendre, surtout les différences.

Ta tentative de réduire tout cela à un discours sur la "réalisation
personnelle" est très typique de ceux qui aiment délégitimer plutôt
qu'analyser, comprendre et convaincre sur la base d'arguments autres
que les "chiffres" ou les "données statistiques". Lis donc ce bouquin,
et tu me feras savoir ce que tu en penses vraiment. Je te dis
seulement une chose: ce n'est pas un "petit roman" ou un polar qui
parle d'événements inventés. Ce n'est pas Sanantonio. C'est exactement
ce que Lola Lafon a vécu dans sa vie, avec participation et douleur.

A ce point-là, tu pourras tirer tes conclusions sans tomber dans la
platitude la plus désolante. Tu as dit qu'il n'y aurait aucune
différence entre Lola Lafon et la nana qui se régale de la Loft; en
suivant ce principe, je pourrais te répondre qu'il n'y a aucune
différence entre toi, avec tes grands discours philosophiques (que
j'apprécie, quand-même, pour leur valeur de témoignage d'une certaine
façon de penser et d'entendre la réalité et les relations humaines),
et ceux qui exultent pour la mort d'un "voyou".
Et je ne veux pas le croire.

Bonne lecture,



--
*Riccardo Venturi* <***@SPAMMACECCHIGORIspl.at>
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http://www.obiezione.it ==> Canzoni contro la guerra
Harpo Marx
2004-07-30 19:25:21 UTC
Permalink
Post by Chester
Credo che dopo tutto ciò che abbiamo visto e saputo sulla Resistenza, sui
sessantottini, sui *rivoluzionari* di ogni colore e specie, sui terroristi,
sugli *idealisti* di ogni risma e utopia, sarebbe ora di avere un
atteggiamento di sano distacco e disincanto verso certe espressioni di
*libertà*.
Anche il situazionismo si è evoluto e da Vaneigem è passato a Luther
Blissett e infine ad Hakim Bey (T.A.Z. e la sua autocritica/negazione, da
leggere), che tutto è tranne che situazionista, ma che ha lanciato segnali
importanti per quanto riguarda la contrapposizione tra libertà di
espressione e potere, forse i più lucidi di fine secolo.

Se lo scontro fisico, finanche armato, è stata una caratteristica del
ventesimo secolo, credo sia l'ora di prendere in considerazione altre forme
di dissenso; forme che prevedano prima di tutto la continua autoriforma
interiore.
"Prima di tutto uccidi il poliziotto dentro di te", ho avuto modo di leggere
nelle mie confuse ed arruffate letture tra un turno di notte e una sbronza.

Che il potere sia ormai un'entità virtuale inarrivabile agli occhi è un dato
di fatto e continuare a prendersela con le sue marionette porta soltanto al
moltiplicarsi di queste. E, naturalmente al proliferare di nuove forme di
controllo.
Sono profondamente convinto che il potere si sconfigge con la
consapevolezza, ma non quella solamente mistica e fine a se stessa; la New
Age mi sta sulle palle perchè in fondo non fa che costruire un paravento di
cartapesta ben decorato da piazzare davanti ai giramenti di coglioni, quindi
alla fine è un mezzo anche essa di repressione.
Parlo della consapevolezza del sè, di chi siamo, di cosa siamo capaci di
fare e cosa non stiamo facendo, quali capacità stiamo sopprimendo in
ossequio alla civiltà globale e come invece potremmo sbatterle sul tavolo
della vita come sbatteremmo un poker in faccia al giocatore di fronte che,
tutto tronfio, ha appena calato un full d'assi.
Ancora sangue & sudore quindi? No.
Finalmente capire che la sofferenza che le religioni esaltano, il Duro
Lavoro, l'espiazione, l'autoflagellazione, il senso di colpa, la Paura,
QUESTI SONO I NEMICI DA SCONFIGGERE.

Qualche testa spaccata in meno e qualche illuminato a se stesso non
farebbero male.

Col tutto che stasera avrei voglia di far saltare per aria questa cazzo di
raffineria Eni che c'ho davanti casa.

Harpo Marx - Stagno - Livorno

p.s. x Riccardo Venturi : Il francese non lo capisco bene, ma tanto
rtispondevi a Chester; sennonchè NUVOLON LE VOLOVAN SIRVUPLE' (era "Ce n'est
que un debut" o qualcosa del genere)
Chester
2004-07-31 13:11:00 UTC
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"Harpo Marx" <***@usciodischifani.it> ha scritto nel messaggio news:BgxOc.77406$***@news4.tin.it...

Il tuo post mi sembra un po' confuso.

Insomma, mi sembra di intuire che qualche barlume di consapevolezza c'è, che
hai già superato certi schemi mentali molto semplicistici per non dire
sempliciotti che, in maniera per me del tutto incomprensibile, sembrano
ancora guidare le menti di tanti *intellettuali*, però alla fine non è che
abbia ben capito cosa proponi o cosa hai in mente.

In quanto alla *filosofia* "New Age" fai attenzione, anche etichettare le
cose è un modo di distorcere la verità, la *filosofia*"New Age" è tante cose
diverse ed a suo modo è anch'essa una pesante semplificazione. Inoltre
spesso viene usata in un modo platealmente commerciale che ne stravolge
totalmente ogni principio originale e integro.

Però tutto ciò non può portare a cancellare tout-court ogni prospettiva che
possa in qualche modo assomigliare o avere qualche tratto in comune con ciò
che della "New Age" si sa o si crede di sapere.

Come ad esempio la predominanza dell'aspetto individuale su quello
comunitario nell'evoluzione e nella crescita della persona. O la capacità,
oltre che necessità/obbligo di cercare di sfruttare tutto quanto l'individuo
ha a disposizione (in termini di eventi, situazioni, occasioni) per
costruire questa sua crescita, senza ingolfarsi in inutili e assurde guerre
contro i mulini a vento, che altro non sono, nel 110% dei casi, che pietose
scuse per non occuparsi dei propri problemi reali.

Comunque resto in attesa di chiarimenti. :-)))
Chester
2004-07-31 11:03:05 UTC
Permalink
Post by Riccardo Venturi
Post by Chester
Credo che dopo tutto ciò che abbiamo visto e saputo sulla Resistenza, sui
sessantottini, sui *rivoluzionari* di ogni colore e specie, sui terroristi,
sugli *idealisti* di ogni risma e utopia, sarebbe ora di avere un
atteggiamento di sano distacco e disincanto verso certe espressioni di
*libertà*.
(Cut)
Mon cher Chester,
tu me pardonneras si je te réponds en français, une langue que tu
maîtrises, j'en suis absolument sûr.
Caro Riccardo, mi fai troppo onore, il francese lo capisco bene, mais dire
che je le maîtrise c'est une exagération absolue, quindi spero mi perdonerai
se ti rispondo in italiano.
Post by Riccardo Venturi
C'est aussi parce qu'il me semble
déjà d'entendre les mots des petits chauvins de chez nous, des
chauvins en sauce tomate qui ne perdent jamais l'occasion de cracher
sur la culture française et sur ce qu'elle produit.
Ecco, questa accusa mi sembra piuttosto pretestuosa ed anche molto strana: è
vero che i francesi mi piacciono poco, per non dire pochissimo, ma in questo
caso non c'entra nulla.

Io non stavo parlando della qualità letteraria dell'opera, che non conosco,
ma del concetto che ne è alla base.

E si tratta di un concetto *antagonista* che poteva essere espresso da Lola
Lafon a Parigi, come da Lela Lafontana di Napoli, o da Lalla Fontina di Nus,
o da Lala Defont di Vancouver.

Nella sua essenza, Lola violentata da un cretino che però era anche ben
vestito e benestante, ha deciso che tutti coloro che sono ben vestiti e
benestanti non solo sono dei cretini, ma sono anche colpevoli dello stesso
delitto.

Questo ragionamento è altrettanto assurdo, razzista e osceno nella sua
semplicità di quello di coloro che considerano terroristi comunisti tutti
coloro che hanno i capelli lunghi e che non vanno a lavorare in giacca e
cravatta.
Post by Riccardo Venturi
Lola Lafon était, entre autres choses, à la sortie du tribunal du
parquet de Paris lorsque la sentence sur l'extradition de Cesare
Battisti a été rendue. Avec Oreste Scalzone, avec un bon nombre de
gens que tu n'aimes peut-être pas trop. Par contre, moi j'arbore avec
orgueil la carte postale qu'Oreste m'a envoyé de Paris en décembre;
c'est parce qu'on est des militants, tu sais. Des militants qui, dans
leur vie, ont payé des prix que tu n'arriveras jamais à imaginer.
Mah, su Scalzone mi trovi impreparato (e non ho tempo di fare delle
ricerche), su Cesare Battisti posso dire ciò che vedo: un tizio che è
responsabile diretto o indiretto dell'assassinio di 4 persone e della seduta
su sedia rotelle a vita del figlio di una delle quattro e che, quando l'aria
si è fatta troppo irrespirabile, ha riparato in un paese dove una *legge*
assurda gli ha permesso, finora, di non pagare alcun prezzo per ciò che ha
fatto.

Un tizio che ha ordinato una missione punitiva ed assassina contro un uomo
che ha avuto il coraggio (quello sì, coraggio vero) di opporsi al suo primo
tentativo di rapina sparando da solo contro una banda di criminali. E la
vendetta è stata l'esecuzione del gioielliere e l'invalidamento definitivo
del figlio.

Cosa tu ci veda di pedagogico, di *positivo*, di encomiabile o di coraggioso
negli atti vigliacchi di un uomo simile non riesco proprio ad immaginarlo.

L'impressione che ne ricavo io è quella di un opportunista che ha rivestito
di una patina *politica* il suo desiderio di arraffamento molto
semplicemente criminale e che poi si è immerso senza alcuna remora
*politica* nella vita molto piccolo-borghese dello scrittore di medio
successo di libri gialli in Francia, godendo di tutti quei privilegi che la
società occidentale e consumistica offre a chi ha un certo reddito ed è ben
accetto in una cerchia intellettuale, di qualunque tipo essa sia. Ma che si
è ben guardato dal pagare il suo debito con la stessa società (che è la
stessa, sia che si tratti di quella francese che di quella italiana), come
se l'assassinio di 4 persone (di cui almeno una per pura vendetta) sia solo
un dettaglio di nessuna importanza.

Ecco, gli uomini di cui parlavo io nel mio post precendente sono fatti in un
altro modo: se sono dei Cesari Battisti allora vanno avanti ad uccidere fino
alla morte, mai scendono a patti con la società, mai passano le loro
giornate a bere gustosi aperitivi sugli Champs Elises, oppure cambiano idea
e si ravvedono e ammettono i loro errori mostruosi, chiedono il perdono alle
loro vittime e relativi parenti e poi pagano per intero il proprio debito
con la società. Poi, possono anche fare gli scrittori di libri gialli ed
hanno tutta la mia simpatia e apprezzamento per il doloroso cammino che
hanno compiuto nella loro vita.
Post by Riccardo Venturi
Tu sais qu'est-ce qu'ils faisaient à la sortie du tribunal? Ils
chantaient. Oreste Scalzone jouait son accordéon en chantant "Addio a
Lugano".
Et tout ce que Lola Lafon a raconté dans son bouquin, ce n'est pas une
invention. Elle a changé seulement son nom, mais les événéments
qu'elle raconte sont réels, autobiographiques.
Un viol et une prise de conscience, voilà tout.
Allora, intanto a quanto pare non si tratta di una rumena emigrata in
Francia, ma di una francese che è stata in Romania perchè i suoi erano lì
per lavoro. Se ha modificato questo *dettaglio* è più che possibile che
abbia modificato anche altri dettagli, compreso quello della violenza
subita.

Mi sembra che per essere un uomo di mondo quale mi pare tu ti pregi di
sostenere di essere, tu dimostri un'ingenuità un po' troppo marcata.

Ma comunque non è questo il punto: anche ammesso che sia tutto vero, il
tutto non perde un solo grammo di assurdità. Se tutte le donne violentate
dovessero estendere la loro giusta rabbia ed il loro comprensibile desiderio
di vendetta dal loro stupratore a tutti gli uomini o a tutti gli uomini
benestanti, se tutti coloro che hanno subito un torto da UN albanese
dovessero cercare di sterminare tutti gli albanesi, se tutti coloro che
hanno subito UN torto da un tedesco dovessero puntare alla distruzione della
Germania, etc. etc., allora il mondo sarebbe già finito da un pezzo.
Post by Riccardo Venturi
Elle n'a pas écrit des choses "sympas" ou "dynamiques". Au contraire.
Tu n'as pas encore lu le livre, et j'espère que tu le feras; il
faudrait toujours faire comme le "fratello figlio unico" de la vieille
chanson de Rino Gaetano, qui n'avait jamais critiqué un film sans
l'avoir regardé avant. Tes observations sur le livre de Lola Lafon,
donc, ne sont que des préjugés, des préconceptions qui sont bien loin
de témoigner de ton intérêt réel pour les faits qui y sont énoncés
et/où racontés.
Come ho già detto e come credo fosse chiaro fin dall'inizio, io sto
criticando il concetto che ne sta alla base, non l'opera letteraria o
artistica, che può essere fenomenale e bellissima e far anche piangere dalla
commozione. Io sto criticando quella che mi sembra una tua sempre più
evidente identificazione con le motivazioni di questa *eroina*, motivazioni
che possono essere ottime per la scrittura di un capolavoro della
letteratura (anche se ho qualche dubbio), ma che dal punto di vista della
vita reale sono semplicemente insensate.

Oppure, se vogliamo vederla in un altro modo, è ottimo poter leggere e
conoscere in modo dettagliato il modo distorto di ragionare di certe persone
per gettare una luce possibile su atti che altrimenti sono inspiegabili, ma
è certo molto strano arrivare ad avallare questo modo di ragionare e di
distorcere la realtà. Insomma, la comprensione va benissimo e richiede un
certo grado di apertura mentale, ma questa comprensione non può diventare
condivisione, apprezzamento, adesione.
Post by Riccardo Venturi
Naturellement, je suis bien conscient que cela peut dépendre aussi de
la nature de ma présentation, qui est une présentation rangée d'un
certain côté. C'est d'ailleurs exactement pour ça que je l'ai faite.
J'ai recommencé à lire sur ce forum des conneries et des platitudes
sur Carlo Giuliani, et j'ai cru bon de bouleverser un peu les petites
âmes des pauvres minus qui s'accrochent à leur flics comme à des
épaves.
Tu me comprendras, j'espère.
Ti comprendo solo fino ad un certo punto, comprendo benissimo gli intenti
provocatori e mi vanno benissimo quando si tratta di scuotere il perbenismo,
l'ipocrisia, la chiusura mentale, l'ignavia di tante persone annegate nelle
loro convinzioni incrollabili, molto meno quando mi sembri elevare a modello
o eroe un Cesare Battisti o una Lola.
Post by Riccardo Venturi
Il y a une différence essentielle entre la petite nana qui se régale à
la Loft Story ou à la Star Ac' et Lola Lafon. C'est la conscience et
la responsabilité de ses actes. C'est se poser des questions et
essayer de donner n'importe quelle réponse. Des questions qui ne
regardent pas Philippe, André, Déborah ou Micaela, mais tous les
grands thèmes et problèmes de ce monde de crotte.
Ecco qui la differenza fondamentale: per me la risposta è importante,
fondamentale. Si tratta sempre di una risposta relativa e soggetta a
continui cambiamenti, ma dare n'importe quelle réponse non è segno di
responsabilità, ma del suo esatto opposto, della ricerca di una comoda
scorciatoia.

E' anche segno di uno snobismo del tutto fuori luogo e che dimostra una
profonda ignoranza della vita vera, e quindi una profondissima mancanza di
Cultura (con la C maiuscola): lo snobismo del pensare che si è gli unici a
porsi certe *domande* o *questioni* e che quindi già solo il fatto di farlo
sia encomiabile. Non è così: milioni di persone si pongono quegli stessi
problemi ogni giorno, ogni minuto e combattono nel silenzio per cercare di
dare le risposte giuste, perchè sanno benissimo di NON essere responsabili
della domanda, ma di esserlo della risposta.
Post by Riccardo Venturi
Comparer Lola Lafon
(qui n'est peut-être pas un grand écrivain mais qui a voulu quand-même
rendre un témoignage précis de sa vie, de ses pensées et de ses
actions), ce n'est que de l'inculture. Par exemple, je lirais avec
plaisir le témoignage d'une fille comme celle que tu as décrit. On est
toujours prêts à "condamner", tantôt Lola Lafon, tantôt l'accro de la
Star Academy. Moi je préfère comprendre, surtout les différences.
Qualche mese fa è uscito un libro di una ragazza sedicenne siciliana che
descriveva le sue avventure erotiche con uomini pronti a coprirla d'oro pur
di potersela scopare, un libro che non ho letto ma che è stato presentato
con tutti i mezzi del marketing librario, forse puoi leggere quel libro e
cercare lì le differenze. In realtà, paradossalmente, la siciliana e Lola
partono dallo stesso presupposto, il fatto che TUTTI gli uomini benestanti
siano dei porci e poi danno a questa loro identica tesi una *risposta* molto
diversa, ma per moltissimi versi molto simile, almeno nella sua profonda
superficialità.

Certo, tu mi dirai che una ha sofferto le pene dell'inferno e l'altra è solo
una troietta, ma se avessi voglia di sollevarti un po' dalla superficie,
forse capiresti ciò di cui parlo.
Post by Riccardo Venturi
Ta tentative de réduire tout cela à un discours sur la "réalisation
personnelle" est très typique de ceux qui aiment délégitimer plutôt
qu'analyser, comprendre et convaincre sur la base d'arguments autres
que les "chiffres" ou les "données statistiques".
Io non sto tentando di ridurre nulla a nulla. E' la vita, quella reale, che
è fatta così, le motivazioni profonde della nostra esistenza su questa terra
vanno ben oltre i temi dell'antagonismo new-global o black-blocchista, della
carriera dirigenziale o da onorevole.

Quindi ho semplicemente cercato di farti vedere quelle che sono le
motivazioni vere e *profonde* (in senso molto relativo) di Lola e di
mostrarti quanto siano assimilabili a quelle dei ciellini, degli ultras
romanisti, dei kamikaze palestinesi, degli adepti delle sette, sataniche o
meno.
Post by Riccardo Venturi
Lis donc ce bouquin,
et tu me feras savoir ce que tu en penses vraiment. Je te dis
seulement une chose: ce n'est pas un "petit roman" ou un polar qui
parle d'événements inventés. Ce n'est pas Sanantonio. C'est exactement
ce que Lola Lafon a vécu dans sa vie, avec participation et douleur.
Questo può certamente dare un tocco di emotività superiore, ma non cambia il
concetto di base, che era ciò di cui parlavo.
Post by Riccardo Venturi
A ce point-là, tu pourras tirer tes conclusions sans tomber dans la
platitude la plus désolante. Tu as dit qu'il n'y aurait aucune
différence entre Lola Lafon et la nana qui se régale de la Loft; en
suivant ce principe, je pourrais te répondre qu'il n'y a aucune
différence entre toi, avec tes grands discours philosophiques (que
j'apprécie, quand-même, pour leur valeur de témoignage d'une certaine
façon de penser et d'entendre la réalité et les relations humaines),
et ceux qui exultent pour la mort d'un "voyou".
Guarda che se è corretto dire che una pera e una mela sono due frutti ciò
non significa che si possa anche dire che un cammello ed una motocicletta
sono due sistemi solari. Cerca di fare degli esempi un attimino più
calzanti, sono sicuro che la tua erudizione sterminata e la tua altrettanto
invidiabile conoscenza linguistica te lo possono permettere.
Post by Riccardo Venturi
Et je ne veux pas le croire.
Beh, credi pure quello che ti pare :-)), d'altronde già in questa tuo post
di risposta hai *creduto* molte cose su di me che hanno ben poco a che
vedere con me, quindi una più, una meno ...
Post by Riccardo Venturi
Bonne lecture,
Vedremo, ma non credo mi potrà mai permettere di cambiare in modo radicale
quanto sopra.
UFFICIO STAMPA
2014-05-14 08:05:14 UTC
Permalink
E' uscito il brano di Tony Braschi dedicato a NELSON MANDELA: You'll Go Ahead


"You'll Go Ahead" il brano di Tony Braschi dedicato alla scomparsa di NELSON MANDELA, è scritto - suonato - interpretato - prodotto dal Chitarrista e Vocalist TONY BRASCHI. Nei prossimi giorni sara' disponibile in nel mercato Mondiale e su alcuni dei maggiori Social Network, nonché presso la pagina personale dell'artista. Tony Braschi ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma: "Questo brano e' un inedito che riposava nel cassetto da 9/10 anni. Qualche settimana fa mi e' tornato in mente ed e' diventato un mio tormentone. Riascoltandolo ho avuto i brividi e, per la prima volta dopo anni, mi sono commosso. Il giorno stesso ho appreso della scomparsa terrena di NELSON MANDELA. Sono rimasto senza parole. Poi le ho ritrovate nel mio inedito che proprio in quei giorni era diventato il mio tormentone: la mia reiterata ossessione. A quel punto ho capito che il brano era stato una Premonizione. E cosi' ho deciso di pubblicarlo cosi' com'e': esattamente il demo inedito che riposava nel mio archivio d'inediti. Ora e' pronto per vivere di luce propria insieme allo spirito del suo ispiratore, il grande Uomo di questo Nuovo Millennio: NELSON MANDELA". Qui è possibile ascoltarlo in anteprima assoluta:

http://www.soundclick.com/player/single_player.cfm?songid=12781428&q=hi

http://www.soundclick.com/player/single_player.cfm?songid=12781426&q=hi&newref=1

Tony Braschi è uno dei pochissimi artisti italiani che ha il privilegio di essere distribuito negli USA, e lì oltre oceano è stato recensito positivamente dalla distribuzione di DWMmusic. Il precedente cd-album di TONY BRASCHI "Rock Blues Experience", ha vantato la presenza gli ospiti internazionali, tra i quali: HERBIE GOINS, KARL POTTER, DEREK WILSON, DAVE SUMNER, ERIC DANIEL, DOUGLAS MEAKIN, MARK HANNA, DANIELE SEPE, AGOSTINO MARANGOLO, etc.
Rock Blues Experience ha avuto la consacrazione della critica anche in Italia.
Rock & blues italiano DOC, ma dal respiro internazionale, non solo per la scelta di cantare in Inglese, ma per la struttura dei brani, il modo di suonare e la validità del risultato che non temono confronti con produzioni analoghe provenienti da altre nazioni.
AXE (Marzo '05) Mario Milan
Nei 14 brani arrivano sferzate e colpi di pennata tipiche dei vecchi maestri in vena di sfoderare grinta e mestiere. Rock my Blues è un piccolo capolavoro con la sua andatura Shuffle, compreso l'assolo centrale a deliziare i fan di E. Clapton, S. Ray Vaughan.
CHITARRE (Dicembre '05) Mauro Salvatori
Definito spesso il Johnny Winter italiano, Tony Braschi è uno dei più sorprendenti e talentuosi chitarristi della scena blues italiana. Il suo tono vocale rauco e pungente che ci riporta spesso alla mente tanto Joe Cocker quanto George Thorogood.
IL POPOLO DEL BLUES (Ott/Nov/-'05) M. Manzi
Solo la chitarra sarebbe più che sufficiente per mandare in visibilio lo zio Fender. Inoltre Tony Braschi fornisce una grande dimostrazione della sua abilità di cantante, sprigionando una voce calda alla Bruce Springsteen.
DNA MUSIC (Ottobre '05) Alessio Romani
Braschi compone con organicità una musica dai toni contemporanei che comunica confidenza e si snoda armonicamente con classe ed eleganza e che non teme confronti con quelli di artisti di più grosso calibro del circuito internazionale.
ERNESTO DE PASCALE (Settembre '05) Booklet CD
Riferimenti possono sicuramente essere trovati in Sound come quello dei Led Zeppelin e anche dei Metallica più morbidi. L'accostamento più naturale nel Sound è sicuramente quello con Buddy Guy e Eric Clapton.
LIVE CITY (Ottobre '05) Federico Armeni
Ciò che caratterizza questo disco in modo particolare è la grande energia sprigionata da Tony in studio che rispecchia in tutto e per tutto l'esplosiva potenza dei suoi concerti.
FOLK BULLETTIN (Ottobre '05) Salvatore Esposito
Tony Braschi tira fuori un blues a cavallo tra passato e futuro, tra grande produzione e intenso artigianato musicale, solismo raffinato e riconoscibile. Non perdete questo cd: un'indimenticabile esperienza rock blues.
MOVIMENTI PROG (Ottobre '05) Donato Zoppo
Difficile trovare un brano migliore dell'altro, dal primo all'ultimo minuto Tony Braschi riesce a dare emozioni in ogni suono, in ogni armonia.
SONIK MUSIK (Novembre '05) Camozzato Loris
Braschi ha dato alle stampe un ottimo disco. lo ha fatto con mestiere, intelligenza e onestà verso chi ascolta. L'energia è infatti ben presente, così come l'ottima capacità compositiva.
L'ISOLA CHE NON C'ERA (Ott/Dic/-'05) Michele Manzotti
Giovane compositore attento alle tendenze d'oltralpe, i suoi brani hanno fatto immediatamente il giro d'Europa, restando primi in classifica in Danimarca, Germania, Inghilterra e Olanda e a breve faranno rotta su Los Angeles e i paesi dell'Est. Tanto personale e attuale, da riuscire intrigante anche per la diffusione radiofonica.
CAMPANIA ON WEB (novembre '05) Dario de Simone
He became a fantastic European attraction because of his incredible live performances. These songs are powerful and melodic blues which at times, invoke the spirit of Bob Seger.
DWM MUSIC (USA- Dwm)

Inserito a pieno merito dalla stampa e dagli addetti ai lavori tra i primi 50 migliori chitarristi italiani, vicino a nomi quali Ricky Portera, Andrea Braito, Nick Becattini, Alex Britti, Paolo Bonfanti, Maurizio Solieri, Alex Masi, Pino Daniele... fonti ufficiali pubblicate presso IL POPOLO DEL BLUES (http://www.ilpopolodelblues.com/rev/dic05/concerti/tony-braschi.html) e presso GUITARLIST (http://www.guitarlist.it/newsite/profili2.asp)
Tony Braschi, reduce dalla pubblicazione del suo Tributo a Joe Cocker, ed ora con il nuovo brano dedicato a NELSON MANDELA, You'll Go Ahead, al momento non sembra intenzionato ad iniziare un nuovo Tour, ma ha deciso di pubblicare una parte consistente del suo cospicuo materiale inedito.


UFFICIO STAMPA
BELLINI LAURA
NATALIA SEMPRONI

Blog Artista: http://tonybraschi.blogspot.it/

YOU'LL GO AHEAD, dedicato a Nelson Mandela:

http://www.soundclick.com/player/single_player.cfm?songid=12781428&q=hi

http://www.soundclick.com/player/single_player.cfm?songid=12781426&q=hi&newref=1
n***@gmail.com
2014-06-11 08:34:36 UTC
Permalink
TONY BRASCHI E' ENTRATO NELLE CHARTS U.S.A.

Con "You'll Go Ahead", il nuovo brano dedicato alla scomparsa di Nelson Mandela, Tony Braschi nè approdato nelle classifiche americane: le Charts U.S.A.

http://www.soundclick.com/player/single_player.cfm?songid=12781428&q=hi http://www.soundclick.com/player/single_player.cfm?songid=12781426&q=hi&newref=1


Il brano è scritto - suonato - interpretato - prodotto dal Chitarrista e Vocalist TONY BRASCHI. Egli ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma: "Questo brano e' un inedito che riposava nel cassetto da 9/10 anni. Qualche settimana fa mi e' tornato in mente ed e' diventato un mio tormentone. Riascoltandolo ho avuto i brividi e, per la prima volta dopo anni, mi sono commosso. Il giorno stesso ho appreso della scomparsa terrena di NELSON MANDELA. Sono rimasto senza parole. Poi le ho ritrovate nel mio inedito che proprio in quei giorni era diventato il mio tormentone: la mia reiterata ossessione. A quel punto ho capito che il brano era stato una Premonizione. E cosi' ho deciso di pubblicarlo cosi' com'e': esattamente il demo inedito che riposava nel mio archivio d'inediti. Ora e' pronto per vivere di luce propria insieme allo spirito del suo ispiratore, il grande Uomo di questo Nuovo Millennio".


Tony Braschi è uno dei pochissimi artisti italiani che ha il privilegio di essere distribuito oltre oceano e negli USA è stato recensito positivamente da DWMmusic. Inserito a pieno merito dalla stampa e dagli addetti ai lavori tra i primi 50 migliori chitarristi italiani, vicino a nomi quali Ricky Portera, Andrea Braito, Nick Becattini, Alex Britti, Paolo Bonfanti, Maurizio Solieri, Alex Masi, Pino Daniele... fonti ufficiali pubblicate presso IL POPOLO DEL BLUES (http://www.ilpopolodelblues.com/pdb/old/rev/dic05/concerti/tony-braschi.html) (http://www.ilpopolodelblues.com/pdb/old/rev/nov05/rec/tony-braschi.html) e presso GUITARLIST (http://www.guitarlist.it/newsite/profili2.asp)



Reduce dalla pubblicazione del suo Tributo a Joe Cocker, (http://tonybraschi.blogspot.it/) ed ora con il nuovo brano dedicato a Nelson Mandela, YOU'LL GO AHEAD, l'artista al momento non sembra intenzionato ad iniziare un nuovo Tour, ma ha deciso di pubblicare una parte consistente del suo cospicuo materiale inedito.

Il suo precedente cd-album Rock Blues Experience, ha vantato la presenza gli ospiti internazionali, tra i quali: HERBIE GOINS, KARL POTTER, DEREK WILSON, DAVE SUMNER, ERIC DANIEL, DANIELE SEPE, AGOSTINO MARANGOLO, MARK HANNA, DOUGLAS MEAKIN, ed altri.

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Rock Blues Experience ha avuto la consacrazione della critica anche in Italia.
Rock & blues italiano DOC, ma dal respiro internazionale, non solo per la scelta di cantare in Inglese, ma per la struttura dei brani, il modo di suonare e la validità del risultato che non temono confronti con produzioni analoghe provenienti da altre nazioni.
AXE - Mario Milan
Nei 14 brani arrivano sferzate e colpi di pennata tipiche dei vecchi maestri in vena di sfoderare grinta e mestiere. Rock my Blues è un piccolo capolavoro con la sua andatura Shuffle, compreso l'assolo centrale a deliziare i fan di E. Clapton, S. Ray Vaughan.
CHITARRE - Mauro Salvatori
Definito spesso il Johnny Winter italiano, Tony Braschi è uno dei più sorprendenti e talentuosi chitarristi della scena blues italiana. Il suo tono vocale rauco e pungente che ci riporta spesso alla mente tanto Joe Cocker quanto George Thorogood.
IL POPOLO DEL BLUES - M. Manzi
Solo la chitarra sarebbe più che sufficiente per mandare in visibilio lo zio Fender. Inoltre Tony Braschi fornisce una grande dimostrazione della sua abilità di cantante, sprigionando una voce calda alla Bruce Springsteen.
DNA MUSIC - Alessio Romani
Braschi compone con organicità una musica dai toni contemporanei che comunica confidenza e si snoda armonicamente con classe ed eleganza e che non teme confronti con quelli di artisti di più grosso calibro del circuito internazionale.
ERNESTO DE PASCALE - Booklet CD
Riferimenti possono sicuramente essere trovati in Sound come quello dei Led Zeppelin e anche dei Metallica più morbidi. L'accostamento più naturale nel Sound è sicuramente quello con Buddy Guy e Eric Clapton.
LIVE CITY - Federico Armeni
Ciò che caratterizza questo disco in modo particolare è la grande energia sprigionata da Tony in studio che rispecchia in tutto e per tutto l'esplosiva potenza dei suoi concerti.
FOLK BULLETTIN - Salvatore Esposito
Tony Braschi tira fuori un blues a cavallo tra passato e futuro, tra grande produzione e intenso artigianato musicale, solismo raffinato e riconoscibile. Non perdete questo cd: un'indimenticabile esperienza rock blues.
MOVIMENTI PROG - Donato Zoppo
Difficile trovare un brano migliore dell'altro, dal primo all'ultimo minuto Tony Braschi riesce a dare emozioni in ogni suono, in ogni armonia.
SONIK MUSIK - Camozzato Loris
Braschi ha dato alle stampe un ottimo disco. lo ha fatto con mestiere, intelligenza e onestà verso chi ascolta. L'energia è infatti ben presente, così come l'ottima capacità compositiva.
L'ISOLA CHE NON C'ERA - Michele Manzotti
Compositore attento alle tendenze d'oltralpe, i suoi brani hanno fatto immediatamente il giro d'Europa, restando primi in classifica in Danimarca, Germania, Inghilterra e Olanda e a breve faranno rotta su Los Angeles e i paesi dell'Est. Tanto personale e attuale, da riuscire intrigante anche per la diffusione radiofonica.
CAMPANIA ON WEB (novembre '05) Dario de Simone
He became a fantastic European attraction because of his incredible live performances. These songs are powerful and melodic blues which at times, invoke the spirit of Bob Seger.
DWM MUSIC (USA- Dwm)

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MP3 / You'll Go Ahead:

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