Discussione:
@. La società civile con la Fiom: "Sì ai diritti, No ai ricatti".
(troppo vecchio per rispondere)
pirex
2011-01-11 22:35:41 UTC
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La società civile con la Fiom: "Sì ai diritti, No ai
ricatti".

Firma l'appello di Camilleri, Flores d'Arcais e Hack

Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato,
contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei
reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata:
la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo,
l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la
loro abrogazione di fatto.

Questo incredibile annientamento di un diritto
costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione
morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si
dicono democratici.
Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in
forma post-moderna e soft (soft?), dello squadrismo contro le
sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei
lavoratori a organizzarsi liberamente.

Per questo ci sembra che la richiesta di sciopero generale,
avanzata dalla Fiom, sia sacrosanta e vada appoggiata in ogni
modo.
L’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un
attacco ai diritti di tutti i cittadini, poiché mette a
repentaglio il valore fondamentale delle libertà
democratiche. Ecco perché riteniamo urgente che la società
civile manifesti la sua più concreta e attiva solidarietà
alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici: ne va delle libertà
di tutti.

Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack

Primi firmatari:
don Andrea Gallo,
Antonio Tabucchi,
Dario Fo,
Gino Strada,
Franca Rame,
Luciano Gallino,
Giorgio Parisi,
Fiorella Mannoia,
Ascanio Celestini,
Moni Ovadia,
Lorenza Carlassarre,
Sergio Staino,
Gianni Vattimo,
Furio Colombo,
Marco Revelli,
Piergiorgio Odifreddi,
Massimo Carlotto,
Valerio Magrelli,
Enzo Mazzi,
Valeria Parrella,
Sandrone Dazieri,
Angelo d'Orsi,
Lidia Ravera,
Domenico Gallo,
Marcello Cini,
Alberto Asor Rosa.


FIRMA L'APPELLO
http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&idappello=391202


“La società civile con la Fiom”, l’appello lanciato da
Micromega oltre quota 50mila firme

"Superate le 50mila adesioni a dimostrazione che la Fiom è
tutt'altro che isolata.
Ma adesso bisogna continuare per raggiungere l’obiettivo
delle 100mila entro il 28 gennaio, giorno dello sciopero".

MicroMega rende noto che l'appello "Sì ai diritti, no ai
ricatti. La società civile con la Fiom" di Andrea Camilleri,
Paolo Flores Flores d'Arcais e Margherita Hack sta ottenendo
"un grandissimo successo perchè il piano Marchionne mette in
pericolo la democrazia e non riguarda solo le tute blu ma il
destino di tutti i cittadini".
E domani, 12 gennaio, alla fiaccolata organizzata dalla Fiom
a Torino contro l'accordo di Mirafiori parteciperà anche il
direttore di MicroMega Paolo Flores d'Arcais.

Fino al 28 gennaio - fa sapere ancora MicroMega - ci deve
essere una "mobilitazione permanente".
L'appello si può firmare sul sito di MicroMega a questo
link:

http://temi.repubblica.it/micromega-appello?action=vediappello&idappello=391202
--
"...il sud è il Bancomat d’Italia, è il derubato che continua
a essere chiamato ladro...
http://www.beppegrillo.it/2010/04/terroni_intervi.html#a3_tito
E' doveroso celebrare l'Unità d'Italia ma è altrettanto
doveroso fare chiarezza
sui sorprusi patiti dal Sud durante ma soprattutto dopo
l'unificazione.
pirex
AntiKomunista
2011-01-12 08:49:01 UTC
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La società civile con la Fiom: "Sì ai diritti, No ai ricatti".
Firma l'appello di Camilleri, Flores d'Arcais e Hack
Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una
clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta
la cancellazione dei sindacati che non firmano l'accordo, l'impossibilità
che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto.
ROTFL!!!!!
Come al solito i sinistri si svenano per cercare la migliore cazzata da dire
sull'argomento del giorno!!!!
Che chi non firma il contratto deve stare fuori dalle palle non lo dice
Marchionne, lo dice la LEGGE, lo statuto dei lavoratori.

Lo Statuto dei Lavoratori, ovvero la Legge 300 del 20 maggio 1970 recita
così all'articolo 19:
ART. 19. - Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali.
Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa
dei lavoratori in ogni unità produttiva, nell'ambito:
a) delle associazioni aderenti alle confederazioni maggiormente
rappresentative sul piano nazionale(1);
b) delle associazioni sindacali, non affiliate alle predette confederazioni,
che siano firmatarie di contratti collettivi nazionali o provinciali di
lavoro applicati nell'unità produttiva(1).
Nell'ambito di aziende con più unità produttive le rappresentanze sindacali
possono istituire organi di coordinamento.

(1) Con D.P.R. 28 luglio 1995, n. 312 (Gazz. Uff. 29 luglio 1995, n. 176),
in esito al referendum indetto con D.P.R. 5 aprile 1995 (Gazz. Uff. 11
aprile 1995, n. 85) è stato abrogato l'art. 19, primo comma, lettera a)
nonché l'art. 19, primo comma, lettera b), limitatamente alle parole "non
affiliate alle predette confederazioni" e alle parole "nazionali o
provinciali", della legge 20 maggio 1970, n. 300.

Quindi... lettera a) abrogato, lettera b) diventa:
"...delle associazioni sindacali che siano firmatarie di contratti
collettivi di lavoro applicati nell'unità produttiva..."

In pratica è ciò che sta scritto nel contratto sottoposto a referendum della
Fiat, e che i coglioni a cottimo della FIOM dicono "antisindacale".
E il referendum fu voluto dai radicali proprio per contrastare lo strapotere
dei sindacati confederali e dare voce a tutti, credo che i radicali siano
tutt'altro che di destra.
Quindi, se FIOM non firma il contratto... fuori dalle palle (legittimamente,
altro che antisindacale)!!!!

E adesso ditemi... perché i cigiellini ed affiliati sono così cretini?

AntiKomunista
pirex
2011-01-12 12:38:14 UTC
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Post by AntiKomunista
Post by pirex
La società civile con la Fiom: "Sì ai diritti,
No ai ricatti".
Firma l'appello di Camilleri, Flores d'Arcais e
Hack
Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno
firmato, contiene una clausola inaudita, che
nemmeno negli anni dei reparti-confino di
la cancellazione dei sindacati che non firmano
l'accordo, l'impossibilità che abbiano una
rappresentanza aziendale, la loro abrogazione
di fatto.
ROTFL!!!!!
Riforme.net - 31 dicembre 2010

Contro i ricatti di Marchionne, applicare l'Art. 41 della
Costituzione

di Franco Ragusa

Di fronte al contratto capestro che i lavoratori della Fiat
saranno costretti a sottoscrivere, pena la perdita del posto
di lavoro, la domanda sorge spontanea:
"Ma il ruolo della politica, qual è?"

Certamente, in un'economia globalizzata dove il mondo
continua a girare secondo la regola che se mangiano i
lavoratori tedeschi o quelli polacchi o cinesi non mangiamo
noi e viceversa, parlare di tutela dei diritti può sembrare
soltanto un inutile lusso.

Un concetto che il Ministro Tremonti riuscì a sintetizzare in
modo efficace riferendosi alle norme europee riguardanti la
sicurezza sul lavoro:
"robe come la 626 sono un lusso che non possiamo permetterci.
Sono l'Unione europea e l'Italia che si devono adeguare al
mondo" (25 agosto 2010 - Berghem fest).

E la parola "lusso" sta riecheggiando anche in questi giorni
proprio in occasione degli accordi proposti dalla Fiat.
L'invito che infatti giunge anche dalla maggiore forza
politica di opposizione è quello di accettare le nuove
regole, in quanto, oggi, la prima esigenza da soddisfare è
che l'investimento non vada altrove.

Per dirla nuovamente con Tremonti, quindi , "oggi sono i
numeri che fanno la politica e la politica è l'arte di
adeguarsi ai numeri".

Vista la sostanziale convergenza, possiamo ben parlare di un
pensiero unico che di fronte alle sfide imposte dalla
globalizzazione non sa rispondere in altro modo che riducendo
i diritti.

Un'ideologia che non ammette modelli alternativi di
convivenza e che sta facendo del "realismo ragionieristico"
il proprio agire quotidiano.

In tal senso, risultano di più facile comprensione i continui
attacchi del Governo Berlusconi al contenuto dell'art. 41
della Costituzione.
Un articolo dove "si parla molto di lavoro e quasi mai di
impresa" e dove "non è mai citata la parola mercato", questo
il giudizio severo di Berlusconi.

Ma cosa dice di così tanto sconvolgente l'art. 41, al punto
di essere divenuto una sorta di cancro da rimuovere anche per
il Presidente della Confindustria Marcegaglia?

Art. 41. Cost.
L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in
modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla
dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché
l'attività economica pubblica e privata possa essere
indirizzata e coordinata a fini sociali.

A ben vedere, l'art. 41 dice semplicemente che nulla è
vietato a patto che … a patto che vengano rispettate alcune
condizioni.
La domanda allora da porsi è se queste condizioni siano
eccessivamente severe nei confronti della libera iniziativa
economica e del libero mercato e se, quindi, debbano essere
riviste.

Anche a voler considerare l'utilità sociale un inutile
orpello bolscevico del quale liberarsi, le altre tre
condizioni, sicurezza, libertà e dignità umana, appaiono
difficilmente contestabili.

Ma un accordo come quello di Pomigliano è proprio su queste
tre condizioni che va ad incidere, laddove peggiora le
condizioni di lavoro e riduce fortemente la qualità della
vita, le tutele sindacali e il diritto di sciopero.

Ma per il realismo da globalizzazione, come sopra ricordato,
"a che serve garantire diritti che non potrebbero in ogni
caso essere goduti nel caso la Fiat decidesse di non
investire più in Italia?"
Ciò che però non si comprende in questo ragionamento, è la
diversità di atteggiamento nei confronti della Fiat e non
solo.
Se è infatti vero che nessuno potrebbe costringere un
operatore privato ad investire alle condizioni imposte dalla
nostra Costituzione, non si capisce bene come e perché allo
stesso operatore potrebbe però essere consentito fare affari
in Italia vendendo prodotti realizzati altrove proprio per
sfuggire alle restrizioni della legislazione italiana.

Non si tratterebbe, anche in questo caso, di un'iniziatica
economica svolta a danno degli interessi sanciti in
Costituzione a tutela dei cittadini italiani?

Non si investe in Italia perché in altri Paesi non ci sono
diritti dei lavoratori da dover rispettare;
però poi si pretende di poter godere del massimo della
libertà quando si tratta di fare profitti con le merci
prodotte altrove a costi minori.

Ora, proprio perché la FIAT vende in Italia il 30% circa
delle auto che produce, per "la politica" sarebbe stato
quanto mai opportuno cogliere l'occasione per chiedere
l'applicazione dell'art. 41 e non, piuttosto, la sua
riduzione in nome delle superiori esigenze imposte dalla
globalizzazione.

Ad un'impresa che costringe ad una competitività basata sulla
riduzione dei diritti sanciti in Costituzione, proprio per
quanto puntualizzato all'art. 41, non potrebbe e non dovrebbe
essere consentito importare e commercializzare merci prodotte
in regimi legislativi e/o contrattuali tali da comportare una
forma di concorrenza sleale nei confronti dei lavoratori e
del sistema Italia nel suo complesso.

Poche e semplici righe di legge per ribadire, non solo alla
Fiat, ovviamente, che la libera circolazione delle merci non
può divenire il cavallo di troia per costringere intere
nazioni a violare i diritti costituzionalmente riconosciuti e
a ridurre la qualità della vita dei propri cittadini per
permettere ad un'impresa di fare profitti in nome di una
competitività senza regole.

http://www.riforme.net/editoriali/ed2010-20.htm
--
"...il sud è il Bancomat d’Italia, è il derubato che continua
a essere chiamato ladro...
http://www.beppegrillo.it/2010/04/terroni_intervi.html#a3_tito
E' doveroso celebrare l'Unità d'Italia ma è altrettanto
doveroso fare chiarezza
sui sorprusi patiti dal Sud durante ma soprattutto dopo
l'unificazione.
pirex
AntiKomunista
2011-01-12 16:17:19 UTC
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Post by pirex
Riforme.net - 31 dicembre 2010
Contro i ricatti di Marchionne, applicare l'Art. 41 della Costituzione
di Franco Ragusa
Di fronte al contratto capestro che i lavoratori della Fiat saranno
costretti a sottoscrivere, pena la perdita del posto di lavoro, la domanda
"Ma il ruolo della politica, qual è?"
cut
ROTFL!!!!!
Come al solito i sinistri si svenano per cercare la migliore cazzata da dire
sull'argomento del giorno!!!!
Che chi non firma il contratto deve stare fuori dalle palle non lo dice
Marchionne, lo dice la LEGGE, lo statuto dei lavoratori.

Lo Statuto dei Lavoratori, ovvero la Legge 300 del 20 maggio 1970 recita
così all'articolo 19:
ART. 19. - Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali.
Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa
dei lavoratori in ogni unità produttiva, nell'ambito:
a) delle associazioni aderenti alle confederazioni maggiormente
rappresentative sul piano nazionale(1);
b) delle associazioni sindacali, non affiliate alle predette confederazioni,
che siano firmatarie di contratti collettivi nazionali o provinciali di
lavoro applicati nell'unità produttiva(1).
Nell'ambito di aziende con più unità produttive le rappresentanze sindacali
possono istituire organi di coordinamento.

(1) Con D.P.R. 28 luglio 1995, n. 312 (Gazz. Uff. 29 luglio 1995, n. 176),
in esito al referendum indetto con D.P.R. 5 aprile 1995 (Gazz. Uff. 11
aprile 1995, n. 85) è stato abrogato l'art. 19, primo comma, lettera a)
nonché l'art. 19, primo comma, lettera b), limitatamente alle parole "non
affiliate alle predette confederazioni" e alle parole "nazionali o
provinciali", della legge 20 maggio 1970, n. 300.

Quindi... lettera a) abrogato, lettera b) diventa:
"...delle associazioni sindacali che siano firmatarie di contratti
collettivi di lavoro applicati nell'unità produttiva..."

In pratica è ciò che sta scritto nel contratto sottoposto a referendum della
Fiat, e che i coglioni a cottimo della FIOM dicono "antisindacale".
E il referendum fu voluto dai radicali proprio per contrastare lo strapotere
dei sindacati confederali e dare voce a tutti, credo che i radicali siano
tutt'altro che di destra.
Quindi, se FIOM non firma il contratto... fuori dalle palle (legittimamente,
altro che antisindacale)!!!!

E adesso ditemi... perché i cigiellini ed affiliati sono così cretini?

AntiKomunista
pirex
2011-01-12 19:46:09 UTC
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Post by pirex
Riforme.net - 31 dicembre 2010
Contro i ricatti di Marchionne, applicare
l'Art. 41 della Costituzione
di Franco Ragusa
Di fronte al contratto capestro che i
lavoratori della Fiat saranno costretti a
sottoscrivere, pena la perdita del posto di
"Ma il ruolo della politica, qual è?"
cut
ROTFL!!!!!
Il Giornale si iscrive alla Fiom e sbugiarda il manager Fiat:
guadagna come 6.400 operai.
http://tinyurl.com/2wx3pcl

I lavoratori Fiat e poi tutti gli altri sono liberi di
scegliere.
Possono liberamente scegliere la corda con cui impiccarsi...
il sapone lo fornisce la premiata ditta Bonanni-Angeletti con
il beneplacito dei benpensanti.
--
"...il sud è il Bancomat d’Italia, è il derubato che continua
a essere chiamato ladro...
http://www.beppegrillo.it/2010/04/terroni_intervi.html#a3_tito
E' doveroso celebrare l'Unità d'Italia ma è altrettanto
doveroso fare chiarezza
sui sorprusi patiti dal Sud durante ma soprattutto dopo
l'unificazione.
pirex
AntiKomunista
2011-01-13 09:05:04 UTC
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Contro i ricatti di Marchionne, applicare l'Art. 41 della Costituzione
di Franco Ragusa
Di fronte al contratto capestro che i lavoratori della Fiat saranno
costretti a sottoscrivere, pena la perdita del posto di lavoro, la
"Ma il ruolo della politica, qual è?"
cut
ROTFL!!!!!
guadagna come 6.400 operai.
http://tinyurl.com/2wx3pcl
I lavoratori Fiat e poi tutti gli altri sono liberi di scegliere.
Possono liberamente scegliere la corda con cui impiccarsi...
il sapone lo fornisce la premiata ditta Bonanni-Angeletti con il
beneplacito dei benpensanti.
--
Pagagli tu gli stipendi senza avere produzione... liberamente.

AntiKomunista

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