Discussione:
Mentre 61 famiglie palestinesi piangono i loro morti, Israele festeggia la sua nefandezza.
(troppo vecchio per rispondere)
Rocco Catalano
2018-05-15 20:22:28 UTC
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NAKBA DAY. Nuove proteste, il giorno dopo la strage (aggiornamenti 15
maggio 2018)

Pubblicato da ab il 15/5/18 • Inserito nella categoria: Primo
Piano,Strillo,Esperienze,Testimonianze

15 mag 2018
Ieri 61 morti a Gaza, un massacro mentre i vertici statunitensi e
israeliani festeggiavano l’inaugurazione della nuova sede
dell’ambasciata Usa a Gerusalemme. E oggi i palestinesi commemorano i 70
anni dalla catastrofe

A Gaza ieri (Foto: Ma’an News)
AGGIORNAMENTI:
ore 19 – Secondo palestinese ucciso a Gaza dall’esercito israeliano
ore 18.45 – Nikki Haley esce dalla sala quando il rappresentante
palestinese all’Onu prende la parola
L’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikki Haley, ha lasciato il meeting del
Consiglio di Sicurezza quando ha preso la parola Riyad Mansour,
rappresentante palestinese. Mansour ha chiesto all’Onu un’indagine
indipendente: “Quanti palestinesi ancora deveono morire prima che si
intervenga? Un potere che si nasconde a chilometri dagli abitanti da
Gaza li colpisce con bombardamenti aerei, missili e altri atti
mostruosi. Colpiscono civili disarmati. Lo accettate? Quei bambini
meritavano di morire?”.
ore 18.40 – Israele espelle il console turco
ore 18 – Mezzaluna Rossa: a Gaza oggi 113 feriti, 17 da proiettili

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ore 17.45 – Ministero Agricoltura israeliano: stop a importazioni dalla
Turchia
Il ministro dell’Agricoltura israeliano Uri Ariel ha ordinato la
sospensione delle importazioni di prodotti agricoli dalla Turchia come
risposta all’espulsione “temporanea” dell’ambasciatore di Tel Aviv da
Ankara.
ore 16.40 – Immagini dalla casa della famiglia della piccola Leila,
uccisa ieri a Gaza. Foto di Michele Giorgio

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ore 16.35 – Israele all’Onu: “Ogni vittima è vittima dei crimini di
guerra di Hamas”
Alle Nazioni Unite, dove è in corso una riunione d’emergenza del
Consiglio di Sicurezza su Gaza, l’ambasciatore israeliano Danny Danon ha
addossato le responsabilità della strage ad Hamas: “Ogni vittima causata
dalle recenti violenze è una vittima dei crimini di guerra di Hamas.
Hamas ha commesso crimini di guerra non solo contro i civili israeliani
ma anche contro il suo stesso popolo, trasformandoli in scudi umani per
il suo cinico guadagno”.
Il Kuwait ha presentato una bozza di risoluzione che chiede protezione
internazionale per i civili palestinesi.
ore 16.30 – I nomi e i volti dei palestinesi uccisi da ieri nella
Striscia di Gaza: clicca qui
ore 16.10 – Ucciso un manifestante a Gaza
L’esercito israeliano torna ad aprire il fuoco: ucciso un 51enne, Abdel
Nasser Ahmed Ghorab, a est del campo profughi di al-Bureji.
ore 15.50 – Domani sciopero generale dei palestinesi in Israele
Oggi l’Alto Comitato per i cittadini arabi di Israele ha annunciato per
domani lo sciopero generale dei lavoratori palestinesi in solidarietà
con la Striscia di Gaza. Manifestazioni previste per stasera a Majd
al-Krum, Wadi Ara e in Naqab.
ore 15.20 – Foto dall’accampamento Abu Safieh, a est di Jabaliya.
Immagini di Michele Giorgio

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ore 15.10 – La Turchia espelle l’ambasciatore israeliano
Il governo turco ha deciso di espellere l’ambasciatore israeliano ad
Ankara, riportano i media israeliani. E’ inoltre in fase di negoziazione
per creare un ponte aereo su Gaza ed evacuare i feriti più gravi, che
gli ospedali della Striscia non riescono a trattare. Ankara ha inoltre
convocato una riunione d’urgenza dell’Organizzazione per la cooperazione
islamica (Oic) per venerdì a Istanbul: “I paesi musulmani devono
rivedere le proprie relazioni con Israele”, ha detto il primo ministro
Yildirim.
ore 15.05 – Il bilancio dei morti e dei feriti dal 30 marzo a oggi
Secondo i dati del Ministero della Salute di Gaza, dal 30 marzo –
Giornata della Terra e data di inizio della Grande Marcia del Ritorno –
ad oggi sono stati uccisi 97 manifestanti, compresi 12 bambini, e feriti
12.271 palestinesi. 6.760 sono stati ricoverati e di questi 3.598 (il
53%) sono stati colpiti con proiettili. Il numero di feriti è più alto
di quello totale registrato nei due mesi di offensiva militare
israeliana Margine Protettivo del luglio-agosto 2014.
ore 15 – Diretta da Gaza, lungo le linee di demarcazione con Israele,
dove si stanno radunando i manifestanti:


ore 14.55 – Foto e voci dall’ospedale Al-Awda nel nord di Gaza
Parla il dottor Ghassan Abu Sitta, chirurgo ortopedico volontario
palestinese che lavora a Beirut e che si reca spesso nella Striscia
durante i periodi di maggiore emergenza. Foto e video di Michele Giorgio

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ore 14.35 – Lista araba unita: I bambini muoiono mentre a Gerusalemme
bevono champagne
Dura dichiarazione di Ayman Odeh, parlamentare palestinese alla Knesset
e leader della Lista araba unita: “Mentre bevono champagne a Gerusalemme
e celebrano ‘l’accettazione dell’altro’ in Piazza Rabin, dei genitori
perdono il loro filgi. Non c’è limite alla repressione e l’opacità.
Dobbiamo fornire un’alternativa morale a chi nell’attuale governo aizza,
così che possa esserci qui un futuro per entrambi i popoli: israeliani e
palestinesi”

ore 14.30 – 46 feriti a Betlemme, manifestazioni in tutta la Cisgiordania
Secondo la Mezzaluna rossa palestinese, sono almeno 46 i palestinesi
feriti oggi a Betlemme dall’esercito israeliano durante le proteste per
la strage di ieri a Gaza e le manifestazioni di commemorazione della
Nakba. Proteste in tutto il territorio, a Nablus, Hebron, Ramallah e
vicino Qalandiya dove l’esercito ha chiuso le strade per impedire le
manifestazioni
ore 14.15 – Sale a 61 il numero delle vittime di ieri, alle 15
manifestazione a Gaza
E’ prevista alle 15 una manifestazione a Gaza per la Nakba e per la
commemorazione delle vittime di ieri, il cui bilancio è salito a 61:
sono morti due feriti, Omar Juma Abu Fall, di 30 anni, e Talal Adel
Ibrahim Matar, 16. Oggi si sono tenuti i funerali di molte delle
vittime, a cui hanno preso parte in tantissimi. Restano chiusi negozi e
uffici pubblici per lo sciopero generale.
ore 12.30 – Studenti protestano all’università di Tel Aviv

Foto: Hadash Tel Aviv, Tel Aviv University

Foto: Hadash Tel Aviv, Tel Aviv University
ore 12 – Stati Uniti bloccano comunicato del Consiglio di Sicurezza su Gaza
Gli Stati Uniti hanno impedito con il veto l’emissione di una bozza di
comunicato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva l’apertura
di un’inchiesta indipendente sulla strage di ieri a Gaza: “Il Consiglio
di Sicurezza esprime il suo oltraggio e il suo dolore per l’uccisione di
civili palestinesi che esercitvano il diritto alla protesta pacifica –
si leggeva nella bozza, visionata dall’Afp – Chiede un’inchiesta
indipendente e trasparente sulle azioni per garantire l’individuazione
delle responsabilità”.
ore 11.50 – Onu: Diritto a difendersi non giustifica la violenza
Oggi l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite di Ginevra ga
condannato “la sconvolgente violenza letale” da parte delle forze armate
israeliane e ha chiesto un’inchiesta indipendente. Il portavoce Colville
ha aggiunto che il diritto alla difesa di Israele non è la
giustificazione all’uso di forza letale contro palestinesi che si
avvicinano a una barriera.
ore 11.15 – Scontri ad Aida, Betlemme. Negozi chiusi per lo sciopero
Fonti palestinesi riportano di scontri in corso nel campo profughi di
Aida a Betlemme tra manifestanti ed esercito israeliano. Ci sarebbero
due arresti. A Gerusalemme est, Gaza e Cisgiordania tutti i negozi sono
chiusi, come gli uffici pubblici, le banche e le scuole. A Ramallah
hanno risuonato le sirene a commemorare il giorno della Nakba mentre
migliaia di persone stanno manifestando nelle principali città
palestinesi. Sotto, immagini da Betlemme

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della redazione
Gaza/Roma, 15 maggio 2018, Nena News – Cinquantanove morti, il più
grande aveva 39 anni il più giovane otto mesi: ieri a Gaza è stato un
massacro. Usando cecchini, artiglieria e aviazione l’esercito israeliano
ha aperto il fuoco su decine di migliaia di manifestanti negli
accampamenti lungo le linee di demarcazione tra la Striscia e Israele. I
primi morti sono arrivati già in tarda mattinata a pochi minuti dalla
ripresa della Marcia del Ritorno: a fine serata il bilancio è di 59.
Tra loro sei minori, la più piccola aveva otto mesi, Leila al-Ghandour:
è morta per l’inalazione di gas lacrimogeni, che sono piovuti a
centinaia ben distante dalla barriera, dentro gli accampamenti, alcuni
dei quali hanno preso fuoco. Il bilancio potrebbe salire: i feriti sono
2.771, alcuni in condizioni estremamente gravi in un’enclave dove gli
ospedali sono al collasso per le carenze strutturali dovute al blocco
israeliano, che compie 11 anni, e a causa dell’enorme numero di feriti
delle ultime sei settimane di proteste, quasi 10mila.
Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute di Gaza, almeno 1.204
palestinesi sono stati colpiti da proiettili, 79 al collo, 161 alle
braccia, 62 alla schiena e al petto, 52 allo stomaco, 1.055 alle gambe.
Oltre 200 feriti sono minori, 78 donne.
E oggi, 70esimo anniversario della Nakba, le proteste proseguiranno: se
ieri le manifestazioni hanno avuto nel mirino il trasferimento
dell’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, oggi 13 milioni
di palestinesi nel mondo commemorano la catastrofe del 1948,
l’espulsione di un milione di persone dalle loro terre e la distruzione
di circa 530 villaggi da parte delle milizie paramilitari sioniste.
Ieri sera il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud
Abbas, ha dichiarato tre giorni di lutto per la strage di Gaza, mentre
comitati popolari e partiti hanno lanciato per oggi lo sciopero generale
in tutti i Territori Occupati. E oggi sarà anche il culmine della Marcia
del Ritorno, la grande iniziativa popolare lanciata da organizzazioni e
comitati della Striscia il 30 marzo scorso, Giornata della Terra.
Giorno di lutto anche in Turchia, su decisione del governo di Ankara che
ha ritirato l’ambasciatore da Stati Uniti e Israele dopo il massacro
compiuto ieri su civili disarmati, per stessa ammissione dell’esercito
israeliano. Eppure la Casa bianca ieri, mentre i suoi rappresentanti
festeggiavano a Gerusalemme, non ha espresso alcuna condanna a Tel Aviv,
ma al contrario ha attribuito la responsabilità della strage ad Hamas:
“Crediamo che Hamas sia responsabile di quanto accade – ha detto il vice
segretario alla stampa Raj Shah – Crediamo che Hamas come organizzazione
sia impegnato in un’azione cinica che conduce a queste morti. Israele ha
il diritto di difendersi”.
Poco chiaro da cosa, visto che di fronte i soldati avevano palestinesi
disarmati. Per questa ragione il Sudafrica ieri ha ritirato il proprio
ambasciatore da Israele e stamattina l’Economic Freedom Fighters
sudafricano ha chiesto all’ambasciatore israeliano di lasciare il paese.
Il Kuwait ha invece chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di
Sicurezza dell’Onu per discutere quanto accaduto ieri nella Striscia.
Nena News

NAKBA DAY. Nuove proteste, il giorno dopo la strage

http://nena-news.it/nakba-day-nuove-proteste-il-giorno-dopo-la-strage/

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Luigino Ferrari
2018-05-16 06:03:14 UTC
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NAKBA DAY. Nuove proteste, il giorno dopo la strage (aggiornamenti 15
maggio 2018)
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15 mag 2018
Ieri 61 morti a Gaza, un massacro mentre i vertici statunitensi e
israeliani festeggiavano l’inaugurazione della nuova sede
dell’ambasciata Usa a Gerusalemme. E oggi i palestinesi commemorano i 70
anni dalla catastrofe
A Gaza ieri (Foto: Ma’an News)
ore 19 – Secondo palestinese ucciso a Gaza dall’esercito israeliano
ore 18.45 – Nikki Haley esce dalla sala quando il rappresentante
palestinese all’Onu prende la parola
L’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikki Haley, ha lasciato il meeting del
Consiglio di Sicurezza quando ha preso la parola Riyad Mansour,
rappresentante palestinese. Mansour ha chiesto all’Onu un’indagine
indipendente: “Quanti palestinesi ancora deveono morire prima che si
intervenga? Un potere che si nasconde a chilometri dagli abitanti da
Gaza li colpisce con bombardamenti aerei, missili e altri atti
mostruosi. Colpiscono civili disarmati. Lo accettate? Quei bambini
meritavano di morire?”.
Gaza piange e seppellisce i suoi morti, che non dovevano morire,
sicuramente non lo dovevano in questa sventurata forma, a bradelli o
come si dice in gergo come carne da macello. Ma cio' detto resta da
chiedersi se le scelte e le decisioni di corrispondenti orrori - a mio
avviso responsabilita' - non siano sulle coscienze di chi ha
spinto, anzi istigato, quegli sventurati ragazzi, a cercare la morte -
senza una plausibile onorata motivazione, perche' violare la linea di
demarcazione prefissata, e' da trasgressori, non da eroi.
Post by Rocco Catalano
ore 18.40 – Israele espelle il console turco
ore 18 – Mezzaluna Rossa: a Gaza oggi 113 feriti, 17 da proiettili
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ore 17.45 – Ministero Agricoltura israeliano: stop a importazioni dalla
Turchia
Il ministro dell’Agricoltura israeliano Uri Ariel ha ordinato la
sospensione delle importazioni di prodotti agricoli dalla Turchia come
risposta all’espulsione “temporanea” dell’ambasciatore di Tel Aviv da
Ankara.
ore 16.40 – Immagini dalla casa della famiglia della piccola Leila,
uccisa ieri a Gaza. Foto di Michele Giorgio
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ore 16.35 – Israele all’Onu: “Ogni vittima è vittima dei crimini di
guerra di Hamas”
Alle Nazioni Unite, dove è in corso una riunione d’emergenza del
Consiglio di Sicurezza su Gaza, l’ambasciatore israeliano Danny Danon ha
addossato le responsabilità della strage ad Hamas: “Ogni vittima causata
dalle recenti violenze è una vittima dei crimini di guerra di Hamas.
Hamas ha commesso crimini di guerra non solo contro i civili israeliani
ma anche contro il suo stesso popolo, trasformandoli in scudi umani per
il suo cinico guadagno”.
Il Kuwait ha presentato una bozza di risoluzione che chiede protezione
internazionale per i civili palestinesi.
ore 16.30 – I nomi e i volti dei palestinesi uccisi da ieri nella
Striscia di Gaza: clicca qui
ore 16.10 – Ucciso un manifestante a Gaza
L’esercito israeliano torna ad aprire il fuoco: ucciso un 51enne, Abdel
Nasser Ahmed Ghorab, a est del campo profughi di al-Bureji.
ore 15.50 – Domani sciopero generale dei palestinesi in Israele
Oggi l’Alto Comitato per i cittadini arabi di Israele ha annunciato per
domani lo sciopero generale dei lavoratori palestinesi in solidarietà
con la Striscia di Gaza. Manifestazioni previste per stasera a Majd
al-Krum, Wadi Ara e in Naqab.
ore 15.20 – Foto dall’accampamento Abu Safieh, a est di Jabaliya.
Immagini di Michele Giorgio
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ore 15.10 – La Turchia espelle l’ambasciatore israeliano
Il governo turco ha deciso di espellere l’ambasciatore israeliano ad
Ankara, riportano i media israeliani. E’ inoltre in fase di negoziazione
per creare un ponte aereo su Gaza ed evacuare i feriti più gravi, che
gli ospedali della Striscia non riescono a trattare. Ankara ha inoltre
convocato una riunione d’urgenza dell’Organizzazione per la cooperazione
islamica (Oic) per venerdì a Istanbul: “I paesi musulmani devono
rivedere le proprie relazioni con Israele”, ha detto il primo ministro
Yildirim.
ore 15.05 – Il bilancio dei morti e dei feriti dal 30 marzo a oggi
Secondo i dati del Ministero della Salute di Gaza, dal 30 marzo –
Giornata della Terra e data di inizio della Grande Marcia del Ritorno –
ad oggi sono stati uccisi 97 manifestanti, compresi 12 bambini, e feriti
12.271 palestinesi. 6.760 sono stati ricoverati e di questi 3.598 (il
53%) sono stati colpiti con proiettili. Il numero di feriti è più alto
di quello totale registrato nei due mesi di offensiva militare
israeliana Margine Protettivo del luglio-agosto 2014.
ore 15 – Diretta da Gaza, lungo le linee di demarcazione con Israele,
ore 14.55 – Foto e voci dall’ospedale Al-Awda nel nord di Gaza
Parla il dottor Ghassan Abu Sitta, chirurgo ortopedico volontario
palestinese che lavora a Beirut e che si reca spesso nella Striscia
durante i periodi di maggiore emergenza. Foto e video di Michele Giorgio
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ore 14.35 – Lista araba unita: I bambini muoiono mentre a Gerusalemme
bevono champagne
Dura dichiarazione di Ayman Odeh, parlamentare palestinese alla Knesset
e leader della Lista araba unita: “Mentre bevono champagne a Gerusalemme
e celebrano ‘l’accettazione dell’altro’ in Piazza Rabin, dei genitori
perdono il loro filgi. Non c’è limite alla repressione e l’opacità.
Dobbiamo fornire un’alternativa morale a chi nell’attuale governo aizza,
così che possa esserci qui un futuro per entrambi i popoli: israeliani e
palestinesi”
ore 14.30 – 46 feriti a Betlemme, manifestazioni in tutta la Cisgiordania
Secondo la Mezzaluna rossa palestinese, sono almeno 46 i palestinesi
feriti oggi a Betlemme dall’esercito israeliano durante le proteste per
la strage di ieri a Gaza e le manifestazioni di commemorazione della
Nakba. Proteste in tutto il territorio, a Nablus, Hebron, Ramallah e
vicino Qalandiya dove l’esercito ha chiuso le strade per impedire le
manifestazioni
ore 14.15 – Sale a 61 il numero delle vittime di ieri, alle 15
manifestazione a Gaza
E’ prevista alle 15 una manifestazione a Gaza per la Nakba e per la
sono morti due feriti, Omar Juma Abu Fall, di 30 anni, e Talal Adel
Ibrahim Matar, 16. Oggi si sono tenuti i funerali di molte delle
vittime, a cui hanno preso parte in tantissimi. Restano chiusi negozi e
uffici pubblici per lo sciopero generale.
ore 12.30 – Studenti protestano all’università di Tel Aviv
Foto: Hadash Tel Aviv, Tel Aviv University
Foto: Hadash Tel Aviv, Tel Aviv University
ore 12 – Stati Uniti bloccano comunicato del Consiglio di Sicurezza su Gaza
Gli Stati Uniti hanno impedito con il veto l’emissione di una bozza di
comunicato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva l’apertura
di un’inchiesta indipendente sulla strage di ieri a Gaza: “Il Consiglio
di Sicurezza esprime il suo oltraggio e il suo dolore per l’uccisione di
civili palestinesi che esercitvano il diritto alla protesta pacifica –
si leggeva nella bozza, visionata dall’Afp – Chiede un’inchiesta
indipendente e trasparente sulle azioni per garantire l’individuazione
delle responsabilità”.
ore 11.50 – Onu: Diritto a difendersi non giustifica la violenza
Oggi l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite di Ginevra ga
condannato “la sconvolgente violenza letale” da parte delle forze armate
israeliane e ha chiesto un’inchiesta indipendente. Il portavoce Colville
ha aggiunto che il diritto alla difesa di Israele non è la
giustificazione all’uso di forza letale contro palestinesi che si
avvicinano a una barriera.
ore 11.15 – Scontri ad Aida, Betlemme. Negozi chiusi per lo sciopero
Fonti palestinesi riportano di scontri in corso nel campo profughi di
Aida a Betlemme tra manifestanti ed esercito israeliano. Ci sarebbero
due arresti. A Gerusalemme est, Gaza e Cisgiordania tutti i negozi sono
chiusi, come gli uffici pubblici, le banche e le scuole. A Ramallah
hanno risuonato le sirene a commemorare il giorno della Nakba mentre
migliaia di persone stanno manifestando nelle principali città
palestinesi. Sotto, immagini da Betlemme
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della redazione
Gaza/Roma, 15 maggio 2018, Nena News – Cinquantanove morti, il più
grande aveva 39 anni il più giovane otto mesi: ieri a Gaza è stato un
massacro. Usando cecchini, artiglieria e aviazione l’esercito israeliano
ha aperto il fuoco su decine di migliaia di manifestanti negli
accampamenti lungo le linee di demarcazione tra la Striscia e Israele. I
primi morti sono arrivati già in tarda mattinata a pochi minuti dalla
ripresa della Marcia del Ritorno: a fine serata il bilancio è di 59.
è morta per l’inalazione di gas lacrimogeni, che sono piovuti a
centinaia ben distante dalla barriera, dentro gli accampamenti, alcuni
dei quali hanno preso fuoco. Il bilancio potrebbe salire: i feriti sono
2.771, alcuni in condizioni estremamente gravi in un’enclave dove gli
ospedali sono al collasso per le carenze strutturali dovute al blocco
israeliano, che compie 11 anni, e a causa dell’enorme numero di feriti
delle ultime sei settimane di proteste, quasi 10mila.
Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute di Gaza, almeno 1.204
palestinesi sono stati colpiti da proiettili, 79 al collo, 161 alle
braccia, 62 alla schiena e al petto, 52 allo stomaco, 1.055 alle gambe.
Oltre 200 feriti sono minori, 78 donne.
E oggi, 70esimo anniversario della Nakba, le proteste proseguiranno: se
ieri le manifestazioni hanno avuto nel mirino il trasferimento
dell’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, oggi 13 milioni
di palestinesi nel mondo commemorano la catastrofe del 1948,
l’espulsione di un milione di persone dalle loro terre e la distruzione
di circa 530 villaggi da parte delle milizie paramilitari sioniste.
Ieri sera il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud
Abbas, ha dichiarato tre giorni di lutto per la strage di Gaza, mentre
comitati popolari e partiti hanno lanciato per oggi lo sciopero generale
in tutti i Territori Occupati. E oggi sarà anche il culmine della Marcia
del Ritorno, la grande iniziativa popolare lanciata da organizzazioni e
comitati della Striscia il 30 marzo scorso, Giornata della Terra.
Giorno di lutto anche in Turchia, su decisione del governo di Ankara che
ha ritirato l’ambasciatore da Stati Uniti e Israele dopo il massacro
compiuto ieri su civili disarmati, per stessa ammissione dell’esercito
israeliano. Eppure la Casa bianca ieri, mentre i suoi rappresentanti
festeggiavano a Gerusalemme, non ha espresso alcuna condanna a Tel Aviv,
“Crediamo che Hamas sia responsabile di quanto accade – ha detto il vice
segretario alla stampa Raj Shah – Crediamo che Hamas come organizzazione
sia impegnato in un’azione cinica che conduce a queste morti. Israele ha
il diritto di difendersi”.
Poco chiaro da cosa, visto che di fronte i soldati avevano palestinesi
disarmati. Per questa ragione il Sudafrica ieri ha ritirato il proprio
ambasciatore da Israele e stamattina l’Economic Freedom Fighters
sudafricano ha chiesto all’ambasciatore israeliano di lasciare il paese.
Il Kuwait ha invece chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di
Sicurezza dell’Onu per discutere quanto accaduto ieri nella Striscia.
Nena News
NAKBA DAY. Nuove proteste, il giorno dopo la strage
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maggio 2018)
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Piano,Strillo,Esperienze,Testimonianze
15 mag 2018
Ieri 61 morti a Gaza, un massacro mentre i vertici statunitensi e
israeliani festeggiavano l’inaugurazione della nuova sede
dell’ambasciata Usa a Gerusalemme. E oggi i palestinesi commemorano i 70
anni dalla catastrofe
A Gaza ieri (Foto: Ma’an News)
ore 19 – Secondo palestinese ucciso a Gaza dall’esercito israeliano
ore 18.45 – Nikki Haley esce dalla sala quando il rappresentante
palestinese all’Onu prende la parola
L’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikki Haley, ha lasciato il meeting del
Consiglio di Sicurezza quando ha preso la parola Riyad Mansour,
rappresentante palestinese. Mansour ha chiesto all’Onu un’indagine
indipendente: “Quanti palestinesi ancora deveono morire prima che si
intervenga? Un potere che si nasconde a chilometri dagli abitanti da
Gaza li colpisce con bombardamenti aerei, missili e altri atti
mostruosi. Colpiscono civili disarmati. Lo accettate? Quei bambini
meritavano di morire?”.
Gaza piange e seppellisce i suoi morti, che non dovevano morire,
sicuramente non lo dovevano in questa sventurata forma, a bradelli o
come si dice in gergo come carne da macello. Ma cio' detto resta da
chiedersi se le scelte e le decisioni di corrispondenti orrori - a mio
avviso responsabilita' - non siano sulle coscienze di chi ha
spinto, anzi istigato, quegli sventurati ragazzi, a cercare la morte -
senza una plausibile onorata motivazione, perche' violare la linea di
demarcazione prefissata, e' da trasgressori, non da eroi.
Post by Rocco Catalano
ore 18.40 – Israele espelle il console turco
ore 18 – Mezzaluna Rossa: a Gaza oggi 113 feriti, 17 da proiettili
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ore 17.45 – Ministero Agricoltura israeliano: stop a importazioni dalla
Turchia
Il ministro dell’Agricoltura israeliano Uri Ariel ha ordinato la
sospensione delle importazioni di prodotti agricoli dalla Turchia come
risposta all’espulsione “temporanea” dell’ambasciatore di Tel Aviv da
Ankara.
ore 16.40 – Immagini dalla casa della famiglia della piccola Leila,
uccisa ieri a Gaza. Foto di Michele Giorgio
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ore 16.35 – Israele all’Onu: “Ogni vittima è vittima dei crimini di
guerra di Hamas”
Alle Nazioni Unite, dove è in corso una riunione d’emergenza del
Consiglio di Sicurezza su Gaza, l’ambasciatore israeliano Danny Danon ha
addossato le responsabilità della strage ad Hamas: “Ogni vittima causata
dalle recenti violenze è una vittima dei crimini di guerra di Hamas.
Hamas ha commesso crimini di guerra non solo contro i civili israeliani
ma anche contro il suo stesso popolo, trasformandoli in scudi umani per
il suo cinico guadagno”.
Il Kuwait ha presentato una bozza di risoluzione che chiede protezione
internazionale per i civili palestinesi.
ore 16.30 – I nomi e i volti dei palestinesi uccisi da ieri nella
Striscia di Gaza: clicca qui
ore 16.10 – Ucciso un manifestante a Gaza
L’esercito israeliano torna ad aprire il fuoco: ucciso un 51enne, Abdel
Nasser Ahmed Ghorab, a est del campo profughi di al-Bureji.
ore 15.50 – Domani sciopero generale dei palestinesi in Israele
Oggi l’Alto Comitato per i cittadini arabi di Israele ha annunciato per
domani lo sciopero generale dei lavoratori palestinesi in solidarietà
con la Striscia di Gaza. Manifestazioni previste per stasera a Majd
al-Krum, Wadi Ara e in Naqab.
ore 15.20 – Foto dall’accampamento Abu Safieh, a est di Jabaliya.
Immagini di Michele Giorgio
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ore 15.10 – La Turchia espelle l’ambasciatore israeliano
Il governo turco ha deciso di espellere l’ambasciatore israeliano ad
Ankara, riportano i media israeliani. E’ inoltre in fase di negoziazione
per creare un ponte aereo su Gaza ed evacuare i feriti più gravi, che
gli ospedali della Striscia non riescono a trattare. Ankara ha inoltre
convocato una riunione d’urgenza dell’Organizzazione per la cooperazione
islamica (Oic) per venerdì a Istanbul: “I paesi musulmani devono
rivedere le proprie relazioni con Israele”, ha detto il primo ministro
Yildirim.
ore 15.05 – Il bilancio dei morti e dei feriti dal 30 marzo a oggi
Secondo i dati del Ministero della Salute di Gaza, dal 30 marzo –
Giornata della Terra e data di inizio della Grande Marcia del Ritorno –
ad oggi sono stati uccisi 97 manifestanti, compresi 12 bambini, e feriti
12.271 palestinesi. 6.760 sono stati ricoverati e di questi 3.598 (il
53%) sono stati colpiti con proiettili. Il numero di feriti è più alto
di quello totale registrato nei due mesi di offensiva militare
israeliana Margine Protettivo del luglio-agosto 2014.
ore 15 – Diretta da Gaza, lungo le linee di demarcazione con Israele,
ore 14.55 – Foto e voci dall’ospedale Al-Awda nel nord di Gaza
Parla il dottor Ghassan Abu Sitta, chirurgo ortopedico volontario
palestinese che lavora a Beirut e che si reca spesso nella Striscia
durante i periodi di maggiore emergenza. Foto e video di Michele Giorgio
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ore 14.35 – Lista araba unita: I bambini muoiono mentre a Gerusalemme
bevono champagne
Dura dichiarazione di Ayman Odeh, parlamentare palestinese alla Knesset
e leader della Lista araba unita: “Mentre bevono champagne a Gerusalemme
e celebrano ‘l’accettazione dell’altro’ in Piazza Rabin, dei genitori
perdono il loro filgi. Non c’è limite alla repressione e l’opacità.
Dobbiamo fornire un’alternativa morale a chi nell’attuale governo aizza,
così che possa esserci qui un futuro per entrambi i popoli: israeliani e
palestinesi”
ore 14.30 – 46 feriti a Betlemme, manifestazioni in tutta la Cisgiordania
Secondo la Mezzaluna rossa palestinese, sono almeno 46 i palestinesi
feriti oggi a Betlemme dall’esercito israeliano durante le proteste per
la strage di ieri a Gaza e le manifestazioni di commemorazione della
Nakba. Proteste in tutto il territorio, a Nablus, Hebron, Ramallah e
vicino Qalandiya dove l’esercito ha chiuso le strade per impedire le
manifestazioni
ore 14.15 – Sale a 61 il numero delle vittime di ieri, alle 15
manifestazione a Gaza
E’ prevista alle 15 una manifestazione a Gaza per la Nakba e per la
sono morti due feriti, Omar Juma Abu Fall, di 30 anni, e Talal Adel
Ibrahim Matar, 16. Oggi si sono tenuti i funerali di molte delle
vittime, a cui hanno preso parte in tantissimi. Restano chiusi negozi e
uffici pubblici per lo sciopero generale.
ore 12.30 – Studenti protestano all’università di Tel Aviv
Foto: Hadash Tel Aviv, Tel Aviv University
Foto: Hadash Tel Aviv, Tel Aviv University
ore 12 – Stati Uniti bloccano comunicato del Consiglio di Sicurezza su Gaza
Gli Stati Uniti hanno impedito con il veto l’emissione di una bozza di
comunicato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva l’apertura
di un’inchiesta indipendente sulla strage di ieri a Gaza: “Il Consiglio
di Sicurezza esprime il suo oltraggio e il suo dolore per l’uccisione di
civili palestinesi che esercitvano il diritto alla protesta pacifica –
si leggeva nella bozza, visionata dall’Afp – Chiede un’inchiesta
indipendente e trasparente sulle azioni per garantire l’individuazione
delle responsabilità”.
ore 11.50 – Onu: Diritto a difendersi non giustifica la violenza
Oggi l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite di Ginevra ga
condannato “la sconvolgente violenza letale” da parte delle forze armate
israeliane e ha chiesto un’inchiesta indipendente. Il portavoce Colville
ha aggiunto che il diritto alla difesa di Israele non è la
giustificazione all’uso di forza letale contro palestinesi che si
avvicinano a una barriera.
ore 11.15 – Scontri ad Aida, Betlemme. Negozi chiusi per lo sciopero
Fonti palestinesi riportano di scontri in corso nel campo profughi di
Aida a Betlemme tra manifestanti ed esercito israeliano. Ci sarebbero
due arresti. A Gerusalemme est, Gaza e Cisgiordania tutti i negozi sono
chiusi, come gli uffici pubblici, le banche e le scuole. A Ramallah
hanno risuonato le sirene a commemorare il giorno della Nakba mentre
migliaia di persone stanno manifestando nelle principali città
palestinesi. Sotto, immagini da Betlemme
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—————————————————————————————
della redazione
Gaza/Roma, 15 maggio 2018, Nena News – Cinquantanove morti, il più
grande aveva 39 anni il più giovane otto mesi: ieri a Gaza è stato un
massacro. Usando cecchini, artiglieria e aviazione l’esercito israeliano
ha aperto il fuoco su decine di migliaia di manifestanti negli
accampamenti lungo le linee di demarcazione tra la Striscia e Israele. I
primi morti sono arrivati già in tarda mattinata a pochi minuti dalla
ripresa della Marcia del Ritorno: a fine serata il bilancio è di 59.
è morta per l’inalazione di gas lacrimogeni, che sono piovuti a
centinaia ben distante dalla barriera, dentro gli accampamenti, alcuni
dei quali hanno preso fuoco. Il bilancio potrebbe salire: i feriti sono
2.771, alcuni in condizioni estremamente gravi in un’enclave dove gli
ospedali sono al collasso per le carenze strutturali dovute al blocco
israeliano, che compie 11 anni, e a causa dell’enorme numero di feriti
delle ultime sei settimane di proteste, quasi 10mila.
Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute di Gaza, almeno 1.204
palestinesi sono stati colpiti da proiettili, 79 al collo, 161 alle
braccia, 62 alla schiena e al petto, 52 allo stomaco, 1.055 alle gambe.
Oltre 200 feriti sono minori, 78 donne.
E oggi, 70esimo anniversario della Nakba, le proteste proseguiranno: se
ieri le manifestazioni hanno avuto nel mirino il trasferimento
dell’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, oggi 13 milioni
di palestinesi nel mondo commemorano la catastrofe del 1948,
l’espulsione di un milione di persone dalle loro terre e la distruzione
di circa 530 villaggi da parte delle milizie paramilitari sioniste.
Ieri sera il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud
Abbas, ha dichiarato tre giorni di lutto per la strage di Gaza, mentre
comitati popolari e partiti hanno lanciato per oggi lo sciopero generale
in tutti i Territori Occupati. E oggi sarà anche il culmine della Marcia
del Ritorno, la grande iniziativa popolare lanciata da organizzazioni e
comitati della Striscia il 30 marzo scorso, Giornata della Terra.
Giorno di lutto anche in Turchia, su decisione del governo di Ankara che
ha ritirato l’ambasciatore da Stati Uniti e Israele dopo il massacro
compiuto ieri su civili disarmati, per stessa ammissione dell’esercito
israeliano. Eppure la Casa bianca ieri, mentre i suoi rappresentanti
festeggiavano a Gerusalemme, non ha espresso alcuna condanna a Tel Aviv,
“Crediamo che Hamas sia responsabile di quanto accade – ha detto il vice
segretario alla stampa Raj Shah – Crediamo che Hamas come organizzazione
sia impegnato in un’azione cinica che conduce a queste morti. Israele ha
il diritto di difendersi”.
Poco chiaro da cosa, visto che di fronte i soldati avevano palestinesi
disarmati. Per questa ragione il Sudafrica ieri ha ritirato il proprio
ambasciatore da Israele e stamattina l’Economic Freedom Fighters
sudafricano ha chiesto all’ambasciatore israeliano di lasciare il paese.
Il Kuwait ha invece chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di
Sicurezza dell’Onu per discutere quanto accaduto ieri nella Striscia.
Nena News
NAKBA DAY. Nuove proteste, il giorno dopo la strage
http://nena-news.it/nakba-day-nuove-proteste-il-giorno-dopo-la-strage/
---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com
In tutta questa bruttura che gli ebrei hanno creato in Palestina, per
conto mio, ci sono gocce cancerose nel loro DNA!
Se uccidere 61 ragazzi, perché hanno violato una linea di demarcazione,
unilateralmente tracciata, può essere lecito, cosa non sarebbe lecito
fare a quegli esseri innominabili schifosi che quella linea di
demarcazione hanno tracciato? Su un territorio appartenente a quei
ragazzi uccisi?

In tutta questa bruttura che gli ebrei hanno creato in Palestina, per
conto mio, ci sono gocce cancerose nel nel loro DNA!

La morale, quella universale, contenuta anche nella dottrina cristiana,
predica il "non fare quello che non vorreste si facesse a te"; la
dottrina ebraica rabbinica predica quello che dice questo coso, che gli
ebrei chiamano Rabbino:<<I non ebrei devono morire, ma Dio dà loro una
lunga vita. Perché? Immaginate; se l'asino di una persona morisse,
questa persona perderebbe i suoi soldi, questo è il suo servo...Ecco
perché ha una lunga vita: per lavorare bene per questo ebreo.

(Ovadia Yoysef,dal 1973 al 1983 ricoprì l'incarco di Rabbino Capo)
sefardita d'Israele.









a cercare la morte -
senza una plausibile onorata motivazione, perche' violare la linea di
demarcazione prefissata, e' da trasgressori, non da eroi.
Luigino Ferrari
2018-05-17 15:55:20 UTC
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Post by Rocco Catalano
Post by Luigino Ferrari
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NAKBA DAY. Nuove proteste, il giorno dopo la strage (aggiornamenti 15
maggio 2018)
Pubblicato da ab il 15/5/18 • Inserito nella categoria: Primo
Piano,Strillo,Esperienze,Testimonianze
15 mag 2018
Ieri 61 morti a Gaza, un massacro mentre i vertici statunitensi e
israeliani festeggiavano l’inaugurazione della nuova sede
dell’ambasciata Usa a Gerusalemme. E oggi i palestinesi commemorano i 70
anni dalla catastrofe
A Gaza ieri (Foto: Ma’an News)
ore 19 – Secondo palestinese ucciso a Gaza dall’esercito israeliano
ore 18.45 – Nikki Haley esce dalla sala quando il rappresentante
palestinese all’Onu prende la parola
L’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikki Haley, ha lasciato il meeting del
Consiglio di Sicurezza quando ha preso la parola Riyad Mansour,
rappresentante palestinese. Mansour ha chiesto all’Onu un’indagine
indipendente: “Quanti palestinesi ancora deveono morire prima che si
intervenga? Un potere che si nasconde a chilometri dagli abitanti da
Gaza li colpisce con bombardamenti aerei, missili e altri atti
mostruosi. Colpiscono civili disarmati. Lo accettate? Quei bambini
meritavano di morire?”.
Gaza piange e seppellisce i suoi morti, che non dovevano morire,
sicuramente non lo dovevano in questa sventurata forma, a bradelli o
come si dice in gergo come carne da macello. Ma cio' detto resta da
chiedersi se le scelte e le decisioni di corrispondenti orrori - a mio
avviso responsabilita' - non siano sulle coscienze di chi ha
spinto, anzi istigato, quegli sventurati ragazzi, a cercare la morte -
senza una plausibile onorata motivazione, perche' violare la linea di
demarcazione prefissata, e' da trasgressori, non da eroi.
Post by Rocco Catalano
ore 18.40 – Israele espelle il console turco
ore 18 – Mezzaluna Rossa: a Gaza oggi 113 feriti, 17 da proiettili
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ore 17.45 – Ministero Agricoltura israeliano: stop a importazioni dalla
Turchia
Il ministro dell’Agricoltura israeliano Uri Ariel ha ordinato la
sospensione delle importazioni di prodotti agricoli dalla Turchia come
risposta all’espulsione “temporanea” dell’ambasciatore di Tel Aviv da
Ankara.
ore 16.40 – Immagini dalla casa della famiglia della piccola Leila,
uccisa ieri a Gaza. Foto di Michele Giorgio
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ore 16.35 – Israele all’Onu: “Ogni vittima è vittima dei crimini di
guerra di Hamas”
Alle Nazioni Unite, dove è in corso una riunione d’emergenza del
Consiglio di Sicurezza su Gaza, l’ambasciatore israeliano Danny Danon ha
addossato le responsabilità della strage ad Hamas: “Ogni vittima causata
dalle recenti violenze è una vittima dei crimini di guerra di Hamas.
Hamas ha commesso crimini di guerra non solo contro i civili israeliani
ma anche contro il suo stesso popolo, trasformandoli in scudi umani per
il suo cinico guadagno”.
Il Kuwait ha presentato una bozza di risoluzione che chiede protezione
internazionale per i civili palestinesi.
ore 16.30 – I nomi e i volti dei palestinesi uccisi da ieri nella
Striscia di Gaza: clicca qui
ore 16.10 – Ucciso un manifestante a Gaza
L’esercito israeliano torna ad aprire il fuoco: ucciso un 51enne, Abdel
Nasser Ahmed Ghorab, a est del campo profughi di al-Bureji.
ore 15.50 – Domani sciopero generale dei palestinesi in Israele
Oggi l’Alto Comitato per i cittadini arabi di Israele ha annunciato per
domani lo sciopero generale dei lavoratori palestinesi in solidarietà
con la Striscia di Gaza. Manifestazioni previste per stasera a Majd
al-Krum, Wadi Ara e in Naqab.
ore 15.20 – Foto dall’accampamento Abu Safieh, a est di Jabaliya.
Immagini di Michele Giorgio
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ore 15.10 – La Turchia espelle l’ambasciatore israeliano
Il governo turco ha deciso di espellere l’ambasciatore israeliano ad
Ankara, riportano i media israeliani. E’ inoltre in fase di negoziazione
per creare un ponte aereo su Gaza ed evacuare i feriti più gravi, che
gli ospedali della Striscia non riescono a trattare. Ankara ha inoltre
convocato una riunione d’urgenza dell’Organizzazione per la cooperazione
islamica (Oic) per venerdì a Istanbul: “I paesi musulmani devono
rivedere le proprie relazioni con Israele”, ha detto il primo ministro
Yildirim.
ore 15.05 – Il bilancio dei morti e dei feriti dal 30 marzo a oggi
Secondo i dati del Ministero della Salute di Gaza, dal 30 marzo –
Giornata della Terra e data di inizio della Grande Marcia del Ritorno –
ad oggi sono stati uccisi 97 manifestanti, compresi 12 bambini, e feriti
12.271 palestinesi. 6.760 sono stati ricoverati e di questi 3.598 (il
53%) sono stati colpiti con proiettili. Il numero di feriti è più alto
di quello totale registrato nei due mesi di offensiva militare
israeliana Margine Protettivo del luglio-agosto 2014.
ore 15 – Diretta da Gaza, lungo le linee di demarcazione con Israele,
ore 14.55 – Foto e voci dall’ospedale Al-Awda nel nord di Gaza
Parla il dottor Ghassan Abu Sitta, chirurgo ortopedico volontario
palestinese che lavora a Beirut e che si reca spesso nella Striscia
durante i periodi di maggiore emergenza. Foto e video di Michele Giorgio
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ore 14.35 – Lista araba unita: I bambini muoiono mentre a Gerusalemme
bevono champagne
Dura dichiarazione di Ayman Odeh, parlamentare palestinese alla Knesset
e leader della Lista araba unita: “Mentre bevono champagne a Gerusalemme
e celebrano ‘l’accettazione dell’altro’ in Piazza Rabin, dei genitori
perdono il loro filgi. Non c’è limite alla repressione e l’opacità.
Dobbiamo fornire un’alternativa morale a chi nell’attuale governo aizza,
così che possa esserci qui un futuro per entrambi i popoli: israeliani e
palestinesi”
ore 14.30 – 46 feriti a Betlemme, manifestazioni in tutta la Cisgiordania
Secondo la Mezzaluna rossa palestinese, sono almeno 46 i palestinesi
feriti oggi a Betlemme dall’esercito israeliano durante le proteste per
la strage di ieri a Gaza e le manifestazioni di commemorazione della
Nakba. Proteste in tutto il territorio, a Nablus, Hebron, Ramallah e
vicino Qalandiya dove l’esercito ha chiuso le strade per impedire le
manifestazioni
ore 14.15 – Sale a 61 il numero delle vittime di ieri, alle 15
manifestazione a Gaza
E’ prevista alle 15 una manifestazione a Gaza per la Nakba e per la
sono morti due feriti, Omar Juma Abu Fall, di 30 anni, e Talal Adel
Ibrahim Matar, 16. Oggi si sono tenuti i funerali di molte delle
vittime, a cui hanno preso parte in tantissimi. Restano chiusi negozi e
uffici pubblici per lo sciopero generale.
ore 12.30 – Studenti protestano all’università di Tel Aviv
Foto: Hadash Tel Aviv, Tel Aviv University
Foto: Hadash Tel Aviv, Tel Aviv University
ore 12 – Stati Uniti bloccano comunicato del Consiglio di Sicurezza su Gaza
Gli Stati Uniti hanno impedito con il veto l’emissione di una bozza di
comunicato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva l’apertura
di un’inchiesta indipendente sulla strage di ieri a Gaza: “Il Consiglio
di Sicurezza esprime il suo oltraggio e il suo dolore per l’uccisione di
civili palestinesi che esercitvano il diritto alla protesta pacifica –
si leggeva nella bozza, visionata dall’Afp – Chiede un’inchiesta
indipendente e trasparente sulle azioni per garantire l’individuazione
delle responsabilità”.
ore 11.50 – Onu: Diritto a difendersi non giustifica la violenza
Oggi l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite di Ginevra ga
condannato “la sconvolgente violenza letale” da parte delle forze armate
israeliane e ha chiesto un’inchiesta indipendente. Il portavoce Colville
ha aggiunto che il diritto alla difesa di Israele non è la
giustificazione all’uso di forza letale contro palestinesi che si
avvicinano a una barriera.
ore 11.15 – Scontri ad Aida, Betlemme. Negozi chiusi per lo sciopero
Fonti palestinesi riportano di scontri in corso nel campo profughi di
Aida a Betlemme tra manifestanti ed esercito israeliano. Ci sarebbero
due arresti. A Gerusalemme est, Gaza e Cisgiordania tutti i negozi sono
chiusi, come gli uffici pubblici, le banche e le scuole. A Ramallah
hanno risuonato le sirene a commemorare il giorno della Nakba mentre
migliaia di persone stanno manifestando nelle principali città
palestinesi. Sotto, immagini da Betlemme
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della redazione
Gaza/Roma, 15 maggio 2018, Nena News – Cinquantanove morti, il più
grande aveva 39 anni il più giovane otto mesi: ieri a Gaza è stato un
massacro. Usando cecchini, artiglieria e aviazione l’esercito israeliano
ha aperto il fuoco su decine di migliaia di manifestanti negli
accampamenti lungo le linee di demarcazione tra la Striscia e Israele. I
primi morti sono arrivati già in tarda mattinata a pochi minuti dalla
ripresa della Marcia del Ritorno: a fine serata il bilancio è di 59.
è morta per l’inalazione di gas lacrimogeni, che sono piovuti a
centinaia ben distante dalla barriera, dentro gli accampamenti, alcuni
dei quali hanno preso fuoco. Il bilancio potrebbe salire: i feriti sono
2.771, alcuni in condizioni estremamente gravi in un’enclave dove gli
ospedali sono al collasso per le carenze strutturali dovute al blocco
israeliano, che compie 11 anni, e a causa dell’enorme numero di feriti
delle ultime sei settimane di proteste, quasi 10mila.
Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute di Gaza, almeno 1.204
palestinesi sono stati colpiti da proiettili, 79 al collo, 161 alle
braccia, 62 alla schiena e al petto, 52 allo stomaco, 1.055 alle gambe.
Oltre 200 feriti sono minori, 78 donne.
E oggi, 70esimo anniversario della Nakba, le proteste proseguiranno: se
ieri le manifestazioni hanno avuto nel mirino il trasferimento
dell’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, oggi 13 milioni
di palestinesi nel mondo commemorano la catastrofe del 1948,
l’espulsione di un milione di persone dalle loro terre e la distruzione
di circa 530 villaggi da parte delle milizie paramilitari sioniste.
Ieri sera il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud
Abbas, ha dichiarato tre giorni di lutto per la strage di Gaza, mentre
comitati popolari e partiti hanno lanciato per oggi lo sciopero generale
in tutti i Territori Occupati. E oggi sarà anche il culmine della Marcia
del Ritorno, la grande iniziativa popolare lanciata da organizzazioni e
comitati della Striscia il 30 marzo scorso, Giornata della Terra.
Giorno di lutto anche in Turchia, su decisione del governo di Ankara che
ha ritirato l’ambasciatore da Stati Uniti e Israele dopo il massacro
compiuto ieri su civili disarmati, per stessa ammissione dell’esercito
israeliano. Eppure la Casa bianca ieri, mentre i suoi rappresentanti
festeggiavano a Gerusalemme, non ha espresso alcuna condanna a Tel Aviv,
“Crediamo che Hamas sia responsabile di quanto accade – ha detto il vice
segretario alla stampa Raj Shah – Crediamo che Hamas come organizzazione
sia impegnato in un’azione cinica che conduce a queste morti. Israele ha
il diritto di difendersi”.
Poco chiaro da cosa, visto che di fronte i soldati avevano palestinesi
disarmati. Per questa ragione il Sudafrica ieri ha ritirato il proprio
ambasciatore da Israele e stamattina l’Economic Freedom Fighters
sudafricano ha chiesto all’ambasciatore israeliano di lasciare il paese.
Il Kuwait ha invece chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di
Sicurezza dell’Onu per discutere quanto accaduto ieri nella Striscia.
Nena News
NAKBA DAY. Nuove proteste, il giorno dopo la strage
http://nena-news.it/nakba-day-nuove-proteste-il-giorno-dopo-la-strage/
---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
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In tutta questa bruttura che gli ebrei hanno creato in Palestina, per
conto mio, ci sono gocce cancerose nel loro DNA!
Caro Rocco, sia pure da sponde opposte mi sento di dire che con questi
sentimenti o premesse, fra cent'anni, quei popoli staranno ancora
tirandosi dietro le bombe, ed il nostro discutere non sara' servito
proprio a niente.In verita' non e' che mi proponessi grandi obiettivi,
ma un discutere per far peggio non mi va proprio.
Post by Rocco Catalano
Se uccidere 61 ragazzi, perché hanno violato una linea di demarcazione,
unilateralmente tracciata, può essere lecito, cosa non sarebbe lecito
fare a quegli esseri innominabili schifosi che quella linea di
demarcazione hanno tracciato? Su un territorio appartenente a quei
ragazzi uccisi?
Per quanto riguarda la linea di demarcazione abbiamo gia' ampiamente
discusso, sugli eccidi, massacri, orrori, orripilanze o comunque
definite, va detto che una volta accettate avrebbero comportato
accettare l'invasione, e quindi la perdita del controllo su quei
territori, il che gli israeliani non sono disposti, almeno con la
forza ad accettare. E se massacrare persone a maggior ragione se
giovani e' diliquenziale, spingerli da adulti - coscienti del pericolo
- ad esserlo, lo e' ancora di piu'.
Post by Rocco Catalano
In tutta questa bruttura che gli ebrei hanno creato in Palestina, per
conto mio, ci sono gocce cancerose nel nel loro DNA!
Terrificante dissetare su corrispondenti argomenti, anche se potrei
restituirti pari pari l'infamia, anzi, costretto a scegliere opterei
sempre per allungare la mano ad un ebreo, con gocce cancerose nel
proprio di DNA, che ad un palestinese, con nel proprio la rabbia di
buttare le bombe in casa d'altri, cosi' non ci possono essere piu'
dubbi sulle nostre rispettive scelte di campo.
Post by Rocco Catalano
La morale, quella universale, contenuta anche nella dottrina cristiana,
predica il "non fare quello che non vorreste si facesse a te";
Certo come il tirare corpi contundenti in casa altrui
Post by Rocco Catalano
la dottrina ebraica rabbinica predica quello che dice questo coso, che gli
ebrei chiamano Rabbino:<<I non ebrei devono morire, ma Dio dà loro una
lunga vita. Perché? Immaginate; se l'asino di una persona morisse,
questa persona perderebbe i suoi soldi, questo è il suo servo...Ecco
perché ha una lunga vita: per lavorare bene per questo ebreo.
Mi ripeto con queste premesse, massime, proverbi o moniti, fra 3, 10,
50 anni, noi non ci saremo piu', ma chi ci sara' stara' ancora,
esattamente come nell'oggi ammazzandosi, e' questo l'obiettivo che
insegui con il tuo viscerale rancore antiebraico ? Se si, sei sulla
strada maestra.
Post by Rocco Catalano
(Ovadia Yoysef,dal 1973 al 1983 ricoprì l'incarco di Rabbino Capo)
sefardita d'Israele.
a cercare la morte -
senza una plausibile onorata motivazione, perche' violare la linea di
demarcazione prefissata, e' da trasgressori, non da eroi.
Rocco Catalano
2018-05-17 19:53:40 UTC
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Post by Luigino Ferrari
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NAKBA DAY. Nuove proteste, il giorno dopo la strage (aggiornamenti 15
maggio 2018)
Pubblicato da ab il 15/5/18 • Inserito nella categoria: Primo
Piano,Strillo,Esperienze,Testimonianze
15 mag 2018
Ieri 61 morti a Gaza, un massacro mentre i vertici statunitensi e
israeliani festeggiavano l’inaugurazione della nuova sede
dell’ambasciata Usa a Gerusalemme. E oggi i palestinesi commemorano i 70
anni dalla catastrofe
A Gaza ieri (Foto: Ma’an News)
ore 19 – Secondo palestinese ucciso a Gaza dall’esercito israeliano
ore 18.45 – Nikki Haley esce dalla sala quando il rappresentante
palestinese all’Onu prende la parola
L’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikki Haley, ha lasciato il meeting del
Consiglio di Sicurezza quando ha preso la parola Riyad Mansour,
rappresentante palestinese. Mansour ha chiesto all’Onu un’indagine
indipendente: “Quanti palestinesi ancora deveono morire prima che si
intervenga? Un potere che si nasconde a chilometri dagli abitanti da
Gaza li colpisce con bombardamenti aerei, missili e altri atti
mostruosi. Colpiscono civili disarmati. Lo accettate? Quei bambini
meritavano di morire?”.
Gaza piange e seppellisce i suoi morti, che non dovevano morire,
sicuramente non lo dovevano in questa sventurata forma, a bradelli o
come si dice in gergo come carne da macello. Ma cio' detto resta da
chiedersi se le scelte e le decisioni di corrispondenti orrori - a mio
avviso responsabilita' - non siano sulle coscienze di chi ha
spinto, anzi istigato, quegli sventurati ragazzi, a cercare la morte -
senza una plausibile onorata motivazione, perche' violare la linea di
demarcazione prefissata, e' da trasgressori, non da eroi.
Post by Rocco Catalano
ore 18.40 – Israele espelle il console turco
ore 18 – Mezzaluna Rossa: a Gaza oggi 113 feriti, 17 da proiettili
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ore 17.45 – Ministero Agricoltura israeliano: stop a importazioni dalla
Turchia
Il ministro dell’Agricoltura israeliano Uri Ariel ha ordinato la
sospensione delle importazioni di prodotti agricoli dalla Turchia come
risposta all’espulsione “temporanea” dell’ambasciatore di Tel Aviv da
Ankara.
ore 16.40 – Immagini dalla casa della famiglia della piccola Leila,
uccisa ieri a Gaza. Foto di Michele Giorgio
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ore 16.35 – Israele all’Onu: “Ogni vittima è vittima dei crimini di
guerra di Hamas”
Alle Nazioni Unite, dove è in corso una riunione d’emergenza del
Consiglio di Sicurezza su Gaza, l’ambasciatore israeliano Danny Danon ha
addossato le responsabilità della strage ad Hamas: “Ogni vittima causata
dalle recenti violenze è una vittima dei crimini di guerra di Hamas.
Hamas ha commesso crimini di guerra non solo contro i civili israeliani
ma anche contro il suo stesso popolo, trasformandoli in scudi umani per
il suo cinico guadagno”.
Il Kuwait ha presentato una bozza di risoluzione che chiede protezione
internazionale per i civili palestinesi.
ore 16.30 – I nomi e i volti dei palestinesi uccisi da ieri nella
Striscia di Gaza: clicca qui
ore 16.10 – Ucciso un manifestante a Gaza
L’esercito israeliano torna ad aprire il fuoco: ucciso un 51enne, Abdel
Nasser Ahmed Ghorab, a est del campo profughi di al-Bureji.
ore 15.50 – Domani sciopero generale dei palestinesi in Israele
Oggi l’Alto Comitato per i cittadini arabi di Israele ha annunciato per
domani lo sciopero generale dei lavoratori palestinesi in solidarietà
con la Striscia di Gaza. Manifestazioni previste per stasera a Majd
al-Krum, Wadi Ara e in Naqab.
ore 15.20 – Foto dall’accampamento Abu Safieh, a est di Jabaliya.
Immagini di Michele Giorgio
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ore 15.10 – La Turchia espelle l’ambasciatore israeliano
Il governo turco ha deciso di espellere l’ambasciatore israeliano ad
Ankara, riportano i media israeliani. E’ inoltre in fase di negoziazione
per creare un ponte aereo su Gaza ed evacuare i feriti più gravi, che
gli ospedali della Striscia non riescono a trattare. Ankara ha inoltre
convocato una riunione d’urgenza dell’Organizzazione per la cooperazione
islamica (Oic) per venerdì a Istanbul: “I paesi musulmani devono
rivedere le proprie relazioni con Israele”, ha detto il primo ministro
Yildirim.
ore 15.05 – Il bilancio dei morti e dei feriti dal 30 marzo a oggi
Secondo i dati del Ministero della Salute di Gaza, dal 30 marzo –
Giornata della Terra e data di inizio della Grande Marcia del Ritorno –
ad oggi sono stati uccisi 97 manifestanti, compresi 12 bambini, e feriti
12.271 palestinesi. 6.760 sono stati ricoverati e di questi 3.598 (il
53%) sono stati colpiti con proiettili. Il numero di feriti è più alto
di quello totale registrato nei due mesi di offensiva militare
israeliana Margine Protettivo del luglio-agosto 2014.
ore 15 – Diretta da Gaza, lungo le linee di demarcazione con Israele,
ore 14.55 – Foto e voci dall’ospedale Al-Awda nel nord di Gaza
Parla il dottor Ghassan Abu Sitta, chirurgo ortopedico volontario
palestinese che lavora a Beirut e che si reca spesso nella Striscia
durante i periodi di maggiore emergenza. Foto e video di Michele Giorgio
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ore 14.35 – Lista araba unita: I bambini muoiono mentre a Gerusalemme
bevono champagne
Dura dichiarazione di Ayman Odeh, parlamentare palestinese alla Knesset
e leader della Lista araba unita: “Mentre bevono champagne a Gerusalemme
e celebrano ‘l’accettazione dell’altro’ in Piazza Rabin, dei genitori
perdono il loro filgi. Non c’è limite alla repressione e l’opacità.
Dobbiamo fornire un’alternativa morale a chi nell’attuale governo aizza,
così che possa esserci qui un futuro per entrambi i popoli: israeliani e
palestinesi”
ore 14.30 – 46 feriti a Betlemme, manifestazioni in tutta la Cisgiordania
Secondo la Mezzaluna rossa palestinese, sono almeno 46 i palestinesi
feriti oggi a Betlemme dall’esercito israeliano durante le proteste per
la strage di ieri a Gaza e le manifestazioni di commemorazione della
Nakba. Proteste in tutto il territorio, a Nablus, Hebron, Ramallah e
vicino Qalandiya dove l’esercito ha chiuso le strade per impedire le
manifestazioni
ore 14.15 – Sale a 61 il numero delle vittime di ieri, alle 15
manifestazione a Gaza
E’ prevista alle 15 una manifestazione a Gaza per la Nakba e per la
sono morti due feriti, Omar Juma Abu Fall, di 30 anni, e Talal Adel
Ibrahim Matar, 16. Oggi si sono tenuti i funerali di molte delle
vittime, a cui hanno preso parte in tantissimi. Restano chiusi negozi e
uffici pubblici per lo sciopero generale.
ore 12.30 – Studenti protestano all’università di Tel Aviv
Foto: Hadash Tel Aviv, Tel Aviv University
Foto: Hadash Tel Aviv, Tel Aviv University
ore 12 – Stati Uniti bloccano comunicato del Consiglio di Sicurezza su Gaza
Gli Stati Uniti hanno impedito con il veto l’emissione di una bozza di
comunicato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva l’apertura
di un’inchiesta indipendente sulla strage di ieri a Gaza: “Il Consiglio
di Sicurezza esprime il suo oltraggio e il suo dolore per l’uccisione di
civili palestinesi che esercitvano il diritto alla protesta pacifica –
si leggeva nella bozza, visionata dall’Afp – Chiede un’inchiesta
indipendente e trasparente sulle azioni per garantire l’individuazione
delle responsabilità”.
ore 11.50 – Onu: Diritto a difendersi non giustifica la violenza
Oggi l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite di Ginevra ga
condannato “la sconvolgente violenza letale” da parte delle forze armate
israeliane e ha chiesto un’inchiesta indipendente. Il portavoce Colville
ha aggiunto che il diritto alla difesa di Israele non è la
giustificazione all’uso di forza letale contro palestinesi che si
avvicinano a una barriera.
ore 11.15 – Scontri ad Aida, Betlemme. Negozi chiusi per lo sciopero
Fonti palestinesi riportano di scontri in corso nel campo profughi di
Aida a Betlemme tra manifestanti ed esercito israeliano. Ci sarebbero
due arresti. A Gerusalemme est, Gaza e Cisgiordania tutti i negozi sono
chiusi, come gli uffici pubblici, le banche e le scuole. A Ramallah
hanno risuonato le sirene a commemorare il giorno della Nakba mentre
migliaia di persone stanno manifestando nelle principali città
palestinesi. Sotto, immagini da Betlemme
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della redazione
Gaza/Roma, 15 maggio 2018, Nena News – Cinquantanove morti, il più
grande aveva 39 anni il più giovane otto mesi: ieri a Gaza è stato un
massacro. Usando cecchini, artiglieria e aviazione l’esercito israeliano
ha aperto il fuoco su decine di migliaia di manifestanti negli
accampamenti lungo le linee di demarcazione tra la Striscia e Israele. I
primi morti sono arrivati già in tarda mattinata a pochi minuti dalla
ripresa della Marcia del Ritorno: a fine serata il bilancio è di 59.
è morta per l’inalazione di gas lacrimogeni, che sono piovuti a
centinaia ben distante dalla barriera, dentro gli accampamenti, alcuni
dei quali hanno preso fuoco. Il bilancio potrebbe salire: i feriti sono
2.771, alcuni in condizioni estremamente gravi in un’enclave dove gli
ospedali sono al collasso per le carenze strutturali dovute al blocco
israeliano, che compie 11 anni, e a causa dell’enorme numero di feriti
delle ultime sei settimane di proteste, quasi 10mila.
Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute di Gaza, almeno 1.204
palestinesi sono stati colpiti da proiettili, 79 al collo, 161 alle
braccia, 62 alla schiena e al petto, 52 allo stomaco, 1.055 alle gambe.
Oltre 200 feriti sono minori, 78 donne.
E oggi, 70esimo anniversario della Nakba, le proteste proseguiranno: se
ieri le manifestazioni hanno avuto nel mirino il trasferimento
dell’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, oggi 13 milioni
di palestinesi nel mondo commemorano la catastrofe del 1948,
l’espulsione di un milione di persone dalle loro terre e la distruzione
di circa 530 villaggi da parte delle milizie paramilitari sioniste.
Ieri sera il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud
Abbas, ha dichiarato tre giorni di lutto per la strage di Gaza, mentre
comitati popolari e partiti hanno lanciato per oggi lo sciopero generale
in tutti i Territori Occupati. E oggi sarà anche il culmine della Marcia
del Ritorno, la grande iniziativa popolare lanciata da organizzazioni e
comitati della Striscia il 30 marzo scorso, Giornata della Terra.
Giorno di lutto anche in Turchia, su decisione del governo di Ankara che
ha ritirato l’ambasciatore da Stati Uniti e Israele dopo il massacro
compiuto ieri su civili disarmati, per stessa ammissione dell’esercito
israeliano. Eppure la Casa bianca ieri, mentre i suoi rappresentanti
festeggiavano a Gerusalemme, non ha espresso alcuna condanna a Tel Aviv,
“Crediamo che Hamas sia responsabile di quanto accade – ha detto il vice
segretario alla stampa Raj Shah – Crediamo che Hamas come organizzazione
sia impegnato in un’azione cinica che conduce a queste morti. Israele ha
il diritto di difendersi”.
Poco chiaro da cosa, visto che di fronte i soldati avevano palestinesi
disarmati. Per questa ragione il Sudafrica ieri ha ritirato il proprio
ambasciatore da Israele e stamattina l’Economic Freedom Fighters
sudafricano ha chiesto all’ambasciatore israeliano di lasciare il paese.
Il Kuwait ha invece chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di
Sicurezza dell’Onu per discutere quanto accaduto ieri nella Striscia.
Nena News
NAKBA DAY. Nuove proteste, il giorno dopo la strage
http://nena-news.it/nakba-day-nuove-proteste-il-giorno-dopo-la-strage/
---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com
In tutta questa bruttura che gli ebrei hanno creato in Palestina, per
conto mio, ci sono gocce cancerose nel loro DNA!
Caro Rocco, sia pure da sponde opposte mi sento di dire che con questi
sentimenti o premesse, fra cent'anni, quei popoli staranno ancora
tirandosi dietro le bombe, ed il nostro discutere non sara' servito
proprio a niente.In verita' non e' che mi proponessi grandi obiettivi,
ma un discutere per far peggio non mi va proprio.
Post by Rocco Catalano
Se uccidere 61 ragazzi, perché hanno violato una linea di demarcazione,
unilateralmente tracciata, può essere lecito, cosa non sarebbe lecito
fare a quegli esseri innominabili schifosi che quella linea di
demarcazione hanno tracciato? Su un territorio appartenente a quei
ragazzi uccisi?
Per quanto riguarda la linea di demarcazione abbiamo gia' ampiamente
discusso, sugli eccidi, massacri, orrori, orripilanze o comunque
definite, va detto che una volta accettate avrebbero comportato
accettare l'invasione, e quindi la perdita del controllo su quei
territori, il che gli israeliani non sono disposti, almeno con la
forza ad accettare. E se massacrare persone a maggior ragione se
giovani e' diliquenziale, spingerli da adulti - coscienti del pericolo
- ad esserlo, lo e' ancora di piu'.
Post by Rocco Catalano
In tutta questa bruttura che gli ebrei hanno creato in Palestina, per
conto mio, ci sono gocce cancerose nel nel loro DNA!
Terrificante dissetare su corrispondenti argomenti, anche se potrei
restituirti pari pari l'infamia, anzi, costretto a scegliere opterei
sempre per allungare la mano ad un ebreo, con gocce cancerose nel
proprio di DNA, che ad un palestinese, con nel proprio la rabbia di
buttare le bombe in casa d'altri, cosi' non ci possono essere piu'
dubbi sulle nostre rispettive scelte di campo.
Post by Rocco Catalano
La morale, quella universale, contenuta anche nella dottrina cristiana,
predica il "non fare quello che non vorreste si facesse a te";
Certo come il tirare corpi contundenti in casa altrui
...oppure con le pompe a motore spruzzante liquidi fognari attraverso
gli infissi nelle case degli occupati per costringerli ad abbandonare
ogni loro avere e rifugiarsi nei campi profughi, dove finire la loro
vita di assistenza e morire nell'angoscia per la loro esistenza
distrutta da una turpe umana bruttura.
Post by Luigino Ferrari
Post by Rocco Catalano
la dottrina ebraica rabbinica predica quello che dice questo coso, che gli
ebrei chiamano Rabbino:<<I non ebrei devono morire, ma Dio dà loro una
lunga vita. Perché? Immaginate; se l'asino di una persona morisse,
questa persona perderebbe i suoi soldi, questo è il suo servo...Ecco
perché ha una lunga vita: per lavorare bene per questo ebreo.
Mi ripeto con queste premesse, massime, proverbi o moniti, fra 3, 10,
50 anni, noi non ci saremo piu', ma chi ci sara' stara' ancora,
esattamente come nell'oggi ammazzandosi, e' questo l'obiettivo che
insegui con il tuo viscerale rancore antiebraico ? Se si, sei sulla
strada maestra.
Post by Rocco Catalano
(Ovadia Yoysef,dal 1973 al 1983 ricoprì l'incarco di Rabbino Capo)
sefardita d'Israele.
a cercare la morte -
senza una plausibile onorata motivazione, perche' violare la linea di
demarcazione prefissata, e' da trasgressori, non da eroi.
Luigino Ferrari
2018-05-18 09:38:34 UTC
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NAKBA DAY. Nuove proteste, il giorno dopo la strage (aggiornamenti 15
maggio 2018)
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Piano,Strillo,Esperienze,Testimonianze
15 mag 2018
Ieri 61 morti a Gaza, un massacro mentre i vertici statunitensi e
israeliani festeggiavano l’inaugurazione della nuova sede
dell’ambasciata Usa a Gerusalemme. E oggi i palestinesi commemorano i 70
anni dalla catastrofe
A Gaza ieri (Foto: Ma’an News)
ore 19 – Secondo palestinese ucciso a Gaza dall’esercito israeliano
ore 18.45 – Nikki Haley esce dalla sala quando il rappresentante
palestinese all’Onu prende la parola
L’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikki Haley, ha lasciato il meeting del
Consiglio di Sicurezza quando ha preso la parola Riyad Mansour,
rappresentante palestinese. Mansour ha chiesto all’Onu un’indagine
indipendente: “Quanti palestinesi ancora deveono morire prima che si
intervenga? Un potere che si nasconde a chilometri dagli abitanti da
Gaza li colpisce con bombardamenti aerei, missili e altri atti
mostruosi. Colpiscono civili disarmati. Lo accettate? Quei bambini
meritavano di morire?”.
Gaza piange e seppellisce i suoi morti, che non dovevano morire,
sicuramente non lo dovevano in questa sventurata forma, a bradelli o
come si dice in gergo come carne da macello. Ma cio' detto resta da
chiedersi se le scelte e le decisioni di corrispondenti orrori - a mio
avviso responsabilita' - non siano sulle coscienze di chi ha
spinto, anzi istigato, quegli sventurati ragazzi, a cercare la morte -
senza una plausibile onorata motivazione, perche' violare la linea di
demarcazione prefissata, e' da trasgressori, non da eroi.
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ore 18.40 – Israele espelle il console turco
ore 18 – Mezzaluna Rossa: a Gaza oggi 113 feriti, 17 da proiettili
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ore 17.45 – Ministero Agricoltura israeliano: stop a importazioni dalla
Turchia
Il ministro dell’Agricoltura israeliano Uri Ariel ha ordinato la
sospensione delle importazioni di prodotti agricoli dalla Turchia come
risposta all’espulsione “temporanea” dell’ambasciatore di Tel Aviv da
Ankara.
ore 16.40 – Immagini dalla casa della famiglia della piccola Leila,
uccisa ieri a Gaza. Foto di Michele Giorgio
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ore 16.35 – Israele all’Onu: “Ogni vittima è vittima dei crimini di
guerra di Hamas”
Alle Nazioni Unite, dove è in corso una riunione d’emergenza del
Consiglio di Sicurezza su Gaza, l’ambasciatore israeliano Danny Danon ha
addossato le responsabilità della strage ad Hamas: “Ogni vittima causata
dalle recenti violenze è una vittima dei crimini di guerra di Hamas.
Hamas ha commesso crimini di guerra non solo contro i civili israeliani
ma anche contro il suo stesso popolo, trasformandoli in scudi umani per
il suo cinico guadagno”.
Il Kuwait ha presentato una bozza di risoluzione che chiede protezione
internazionale per i civili palestinesi.
ore 16.30 – I nomi e i volti dei palestinesi uccisi da ieri nella
Striscia di Gaza: clicca qui
ore 16.10 – Ucciso un manifestante a Gaza
L’esercito israeliano torna ad aprire il fuoco: ucciso un 51enne, Abdel
Nasser Ahmed Ghorab, a est del campo profughi di al-Bureji.
ore 15.50 – Domani sciopero generale dei palestinesi in Israele
Oggi l’Alto Comitato per i cittadini arabi di Israele ha annunciato per
domani lo sciopero generale dei lavoratori palestinesi in solidarietà
con la Striscia di Gaza. Manifestazioni previste per stasera a Majd
al-Krum, Wadi Ara e in Naqab.
ore 15.20 – Foto dall’accampamento Abu Safieh, a est di Jabaliya.
Immagini di Michele Giorgio
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ore 15.10 – La Turchia espelle l’ambasciatore israeliano
Il governo turco ha deciso di espellere l’ambasciatore israeliano ad
Ankara, riportano i media israeliani. E’ inoltre in fase di negoziazione
per creare un ponte aereo su Gaza ed evacuare i feriti più gravi, che
gli ospedali della Striscia non riescono a trattare. Ankara ha inoltre
convocato una riunione d’urgenza dell’Organizzazione per la cooperazione
islamica (Oic) per venerdì a Istanbul: “I paesi musulmani devono
rivedere le proprie relazioni con Israele”, ha detto il primo ministro
Yildirim.
ore 15.05 – Il bilancio dei morti e dei feriti dal 30 marzo a oggi
Secondo i dati del Ministero della Salute di Gaza, dal 30 marzo –
Giornata della Terra e data di inizio della Grande Marcia del Ritorno –
ad oggi sono stati uccisi 97 manifestanti, compresi 12 bambini, e feriti
12.271 palestinesi. 6.760 sono stati ricoverati e di questi 3.598 (il
53%) sono stati colpiti con proiettili. Il numero di feriti è più alto
di quello totale registrato nei due mesi di offensiva militare
israeliana Margine Protettivo del luglio-agosto 2014.
ore 15 – Diretta da Gaza, lungo le linee di demarcazione con Israele,
ore 14.55 – Foto e voci dall’ospedale Al-Awda nel nord di Gaza
Parla il dottor Ghassan Abu Sitta, chirurgo ortopedico volontario
palestinese che lavora a Beirut e che si reca spesso nella Striscia
durante i periodi di maggiore emergenza. Foto e video di Michele Giorgio
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ore 14.35 – Lista araba unita: I bambini muoiono mentre a Gerusalemme
bevono champagne
Dura dichiarazione di Ayman Odeh, parlamentare palestinese alla Knesset
e leader della Lista araba unita: “Mentre bevono champagne a Gerusalemme
e celebrano ‘l’accettazione dell’altro’ in Piazza Rabin, dei genitori
perdono il loro filgi. Non c’è limite alla repressione e l’opacità.
Dobbiamo fornire un’alternativa morale a chi nell’attuale governo aizza,
così che possa esserci qui un futuro per entrambi i popoli: israeliani e
palestinesi”
ore 14.30 – 46 feriti a Betlemme, manifestazioni in tutta la Cisgiordania
Secondo la Mezzaluna rossa palestinese, sono almeno 46 i palestinesi
feriti oggi a Betlemme dall’esercito israeliano durante le proteste per
la strage di ieri a Gaza e le manifestazioni di commemorazione della
Nakba. Proteste in tutto il territorio, a Nablus, Hebron, Ramallah e
vicino Qalandiya dove l’esercito ha chiuso le strade per impedire le
manifestazioni
ore 14.15 – Sale a 61 il numero delle vittime di ieri, alle 15
manifestazione a Gaza
E’ prevista alle 15 una manifestazione a Gaza per la Nakba e per la
sono morti due feriti, Omar Juma Abu Fall, di 30 anni, e Talal Adel
Ibrahim Matar, 16. Oggi si sono tenuti i funerali di molte delle
vittime, a cui hanno preso parte in tantissimi. Restano chiusi negozi e
uffici pubblici per lo sciopero generale.
ore 12.30 – Studenti protestano all’università di Tel Aviv
Foto: Hadash Tel Aviv, Tel Aviv University
Foto: Hadash Tel Aviv, Tel Aviv University
ore 12 – Stati Uniti bloccano comunicato del Consiglio di Sicurezza su Gaza
Gli Stati Uniti hanno impedito con il veto l’emissione di una bozza di
comunicato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva l’apertura
di un’inchiesta indipendente sulla strage di ieri a Gaza: “Il Consiglio
di Sicurezza esprime il suo oltraggio e il suo dolore per l’uccisione di
civili palestinesi che esercitvano il diritto alla protesta pacifica –
si leggeva nella bozza, visionata dall’Afp – Chiede un’inchiesta
indipendente e trasparente sulle azioni per garantire l’individuazione
delle responsabilità”.
ore 11.50 – Onu: Diritto a difendersi non giustifica la violenza
Oggi l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite di Ginevra ga
condannato “la sconvolgente violenza letale” da parte delle forze armate
israeliane e ha chiesto un’inchiesta indipendente. Il portavoce Colville
ha aggiunto che il diritto alla difesa di Israele non è la
giustificazione all’uso di forza letale contro palestinesi che si
avvicinano a una barriera.
ore 11.15 – Scontri ad Aida, Betlemme. Negozi chiusi per lo sciopero
Fonti palestinesi riportano di scontri in corso nel campo profughi di
Aida a Betlemme tra manifestanti ed esercito israeliano. Ci sarebbero
due arresti. A Gerusalemme est, Gaza e Cisgiordania tutti i negozi sono
chiusi, come gli uffici pubblici, le banche e le scuole. A Ramallah
hanno risuonato le sirene a commemorare il giorno della Nakba mentre
migliaia di persone stanno manifestando nelle principali città
palestinesi. Sotto, immagini da Betlemme
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della redazione
Gaza/Roma, 15 maggio 2018, Nena News – Cinquantanove morti, il più
grande aveva 39 anni il più giovane otto mesi: ieri a Gaza è stato un
massacro. Usando cecchini, artiglieria e aviazione l’esercito israeliano
ha aperto il fuoco su decine di migliaia di manifestanti negli
accampamenti lungo le linee di demarcazione tra la Striscia e Israele. I
primi morti sono arrivati già in tarda mattinata a pochi minuti dalla
ripresa della Marcia del Ritorno: a fine serata il bilancio è di 59.
è morta per l’inalazione di gas lacrimogeni, che sono piovuti a
centinaia ben distante dalla barriera, dentro gli accampamenti, alcuni
dei quali hanno preso fuoco. Il bilancio potrebbe salire: i feriti sono
2.771, alcuni in condizioni estremamente gravi in un’enclave dove gli
ospedali sono al collasso per le carenze strutturali dovute al blocco
israeliano, che compie 11 anni, e a causa dell’enorme numero di feriti
delle ultime sei settimane di proteste, quasi 10mila.
Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute di Gaza, almeno 1.204
palestinesi sono stati colpiti da proiettili, 79 al collo, 161 alle
braccia, 62 alla schiena e al petto, 52 allo stomaco, 1.055 alle gambe.
Oltre 200 feriti sono minori, 78 donne.
E oggi, 70esimo anniversario della Nakba, le proteste proseguiranno: se
ieri le manifestazioni hanno avuto nel mirino il trasferimento
dell’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, oggi 13 milioni
di palestinesi nel mondo commemorano la catastrofe del 1948,
l’espulsione di un milione di persone dalle loro terre e la distruzione
di circa 530 villaggi da parte delle milizie paramilitari sioniste.
Ieri sera il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud
Abbas, ha dichiarato tre giorni di lutto per la strage di Gaza, mentre
comitati popolari e partiti hanno lanciato per oggi lo sciopero generale
in tutti i Territori Occupati. E oggi sarà anche il culmine della Marcia
del Ritorno, la grande iniziativa popolare lanciata da organizzazioni e
comitati della Striscia il 30 marzo scorso, Giornata della Terra.
Giorno di lutto anche in Turchia, su decisione del governo di Ankara che
ha ritirato l’ambasciatore da Stati Uniti e Israele dopo il massacro
compiuto ieri su civili disarmati, per stessa ammissione dell’esercito
israeliano. Eppure la Casa bianca ieri, mentre i suoi rappresentanti
festeggiavano a Gerusalemme, non ha espresso alcuna condanna a Tel Aviv,
“Crediamo che Hamas sia responsabile di quanto accade – ha detto il vice
segretario alla stampa Raj Shah – Crediamo che Hamas come organizzazione
sia impegnato in un’azione cinica che conduce a queste morti. Israele ha
il diritto di difendersi”.
Poco chiaro da cosa, visto che di fronte i soldati avevano palestinesi
disarmati. Per questa ragione il Sudafrica ieri ha ritirato il proprio
ambasciatore da Israele e stamattina l’Economic Freedom Fighters
sudafricano ha chiesto all’ambasciatore israeliano di lasciare il paese.
Il Kuwait ha invece chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di
Sicurezza dell’Onu per discutere quanto accaduto ieri nella Striscia.
Nena News
NAKBA DAY. Nuove proteste, il giorno dopo la strage
http://nena-news.it/nakba-day-nuove-proteste-il-giorno-dopo-la-strage/
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In tutta questa bruttura che gli ebrei hanno creato in Palestina, per
conto mio, ci sono gocce cancerose nel loro DNA!
Caro Rocco, sia pure da sponde opposte mi sento di dire che con questi
sentimenti o premesse, fra cent'anni, quei popoli staranno ancora
tirandosi dietro le bombe, ed il nostro discutere non sara' servito
proprio a niente.In verita' non e' che mi proponessi grandi obiettivi,
ma un discutere per far peggio non mi va proprio.
Post by Rocco Catalano
Se uccidere 61 ragazzi, perché hanno violato una linea di demarcazione,
unilateralmente tracciata, può essere lecito, cosa non sarebbe lecito
fare a quegli esseri innominabili schifosi che quella linea di
demarcazione hanno tracciato? Su un territorio appartenente a quei
ragazzi uccisi?
Per quanto riguarda la linea di demarcazione abbiamo gia' ampiamente
discusso, sugli eccidi, massacri, orrori, orripilanze o comunque
definite, va detto che una volta accettate avrebbero comportato
accettare l'invasione, e quindi la perdita del controllo su quei
territori, il che gli israeliani non sono disposti, almeno con la
forza ad accettare. E se massacrare persone a maggior ragione se
giovani e' diliquenziale, spingerli da adulti - coscienti del pericolo
- ad esserlo, lo e' ancora di piu'.
Post by Rocco Catalano
In tutta questa bruttura che gli ebrei hanno creato in Palestina, per
conto mio, ci sono gocce cancerose nel nel loro DNA!
Terrificante dissetare su corrispondenti argomenti, anche se potrei
restituirti pari pari l'infamia, anzi, costretto a scegliere opterei
sempre per allungare la mano ad un ebreo, con gocce cancerose nel
proprio di DNA, che ad un palestinese, con nel proprio la rabbia di
buttare le bombe in casa d'altri, cosi' non ci possono essere piu'
dubbi sulle nostre rispettive scelte di campo.
Post by Rocco Catalano
La morale, quella universale, contenuta anche nella dottrina cristiana,
predica il "non fare quello che non vorreste si facesse a te";
Certo come il tirare corpi contundenti in casa altrui
...oppure con le pompe a motore spruzzante liquidi fognari attraverso
gli infissi nelle case degli occupati per costringerli ad abbandonare
ogni loro avere e rifugiarsi nei campi profughi, dove finire la loro
vita di assistenza e morire nell'angoscia per la loro esistenza
distrutta da una turpe umana bruttura.
Mai come nella circostanza vale il detto: chi semina vento raccoglierà
tempesta. Nel merito perche' non evochi anche quelle famiglie forse la
maggioranza, che si sono integrate nella comunita' israeliana e con
essa collaborano e pacificamente convivono?
Post by Rocco Catalano
Post by Luigino Ferrari
Post by Rocco Catalano
la dottrina ebraica rabbinica predica quello che dice questo coso, che gli
ebrei chiamano Rabbino:<<I non ebrei devono morire, ma Dio dà loro una
lunga vita. Perché? Immaginate; se l'asino di una persona morisse,
questa persona perderebbe i suoi soldi, questo è il suo servo...Ecco
perché ha una lunga vita: per lavorare bene per questo ebreo.
Mi ripeto con queste premesse, massime, proverbi o moniti, fra 3, 10,
50 anni, noi non ci saremo piu', ma chi ci sara' stara' ancora,
esattamente come nell'oggi ammazzandosi, e' questo l'obiettivo che
insegui con il tuo viscerale rancore antiebraico ? Se si, sei sulla
strada maestra.
Post by Rocco Catalano
(Ovadia Yoysef,dal 1973 al 1983 ricoprì l'incarco di Rabbino Capo)
sefardita d'Israele.
a cercare la morte -
senza una plausibile onorata motivazione, perche' violare la linea di
demarcazione prefissata, e' da trasgressori, non da eroi.
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