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Lo spread è una bufala
(troppo vecchio per rispondere)
Antonio Santoro
2018-10-11 10:40:30 UTC
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http://www.opinione.it/politica/2018/10/11/vito-massimano_spread-indicatore-farlocco-pierre-moscovici-soros-monti-berlusconi/
Filippo Giustiniani
2018-10-11 10:42:33 UTC
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Post by Antonio Santoro
http://www.opinione.it/politica/2018/10/11/vito-massimano_spread-indicatore-farlocco-pierre-moscovici-soros-monti-berlusconi/
Temono che l'Italia ritorni come il periodo pre euro, a fare il culo a
germania e francia
massivan
2018-10-11 19:13:51 UTC
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Post by Antonio Santoro
http://www.opinione.it/politica/2018/10/11/vito-massimano_spread-indicatore-farlocco-pierre-moscovici-soros-monti-berlusconi/
"Filippo Giustiniani"
Temono che l'Italia ritorni come il periodo pre euro, a fare il culo a
germania e francia
"massivan"

Cioe' a girare per l'Europa con cappello in mano...

------------------------------------------------------------------------------------

l' Italia otteneva un prestito dalla Germania e la manovra si chiamava
stangata

Se oggi l'economia è malata, non è che nel 1974 stesse tanto bene. Gli
effetti dello choc petrolifero stavano facendo barcollare le potenze
industriali e avevano fatto venire meno le illusioni di poter sempre
disporre di oro nero a poco prezzo. L'Italia di allora ha disperato bisogno
di liquidità, la Germania ce l'ha e gliela concede, ma chiede in garanzia
oro giallo. Un bel po': 516 tonnellate, pari al 20 per cento delle riserve
auree italiane. Nei forzieri di via Nazionale erano custodite 2565
tonnellate d'oro, che facevano di quello italiano il quarto stock aureo
mondiale, dietro a Stati Uniti, Germania e Francia (oggi Roma possiede un
centinaio di tonnellate in meno, 2451, ma la Francia è passata dietro).

Il 31 agosto 1974 il cancelliere tedesco Helmut Schmidt, socialdemocratico,
e il presidente del consiglio italiano, Mariano Rumor, democristiano (il
quinto governo Rumor - Dc, Psi, Psdi - dura neanche un anno, da marzo a
novembre 1974) sono ritratti mentre si danno la mano in quel di Bellagio,
sul lago di Como. Hanno appena stretto un accordo. Lasciamo che a
spiegarcelo siano le parole di Francesco Forte, economista (sarà poi
ministro con Fanfani e con Craxi) pubblicate nella Stampa del giorno
successivo. «La Banca federale germanica metterà a disposizione della Banca
d'Italia per un biennio, con un onere di interessi uguale a quello dei buoni
del Tesoro degli Stati Uniti, due miliardi di dollari contenuti nelle
proprie riserve. La Banca d'Italia, dal canto suo, garantisce il ripagamento
delle somme utilizzate su tale apertura di credito mediante una quota d'oro
delle sue riserve».
L'oro, in ogni caso, non viene trasferito, rimane fisicamente in via
Nazionale e Roma si impegna a ripagare il debito in dollari. Soltanto se non
fosse stata in grado di ripagarlo, sarebbe stato materialmente trasferito
l'oro.

L'Italia non è in grado di ripagare il debito alla Germania e dopo due anni
il prestito viene rinegoziato. Questa volta nei giornali l'accento è posto
con meno rilievo sul prestito accordato e molto di più sull'oro dato in
garanzia. "Bonn ha rinnovato il prestito all'Italia con una garanzia di 650
tonnellate d'oro", titola La Stampa del 26 agosto 1976 (interessante notare
il ruolo del mese d'agosto nelle crisi economico-finanziarie). Ora siamo a
un quarto delle riserve auree italiane perché nel frattempo il dollaro si
era rivalutato (un dollaro Usa valeva 841 lire italiane, pari a € 0,43; oggi
quota € 0,70), mentre il valore dell'oro era sceso da $ 155 l'oncia del 1974
a $ 103 nel 1976 (oggi è quotato $ 1.700 per oncia).

La situazione italiana in quei due anni è mutata completamente. Il 20 giugno
1976 si tengono le storiche elezioni del «turatevi il naso e votate Dc»,
secondo l'invito formulato da Indro Montanelli, direttore del Giornale. I
partiti laici di centro (anche se i repubblicani, allora, ci tenevano tanto
a dire che erano di sinistra) ne escono prosciugati, la Dc evita il sorpasso
del Pci, ma ne risulta un'Italia quasi ingovernabile. Giulio Andreotti si
inventa la formula della "non sfiducia": un monocolore Dc che si regge sulle
astensioni di Pci, Psi, Psdi, Pri, Pli. Il 6 maggio c'è anche il terremoto
in Friuli che, con la replica del 15 settembre, determinerà la necessità di
un ulteriore prestito finalizzato alla ricostruzione. Questa è l'atmosfera
in cui si va alle trattative (cancelliere tedesco è sempre Schmidt).

La Stampa (di spalla su cinque colonne titola «De Benedetti lascia la Fiat»,
mentre la notizia del rinnovo del prestito è in taglio basso) spiega che la
Germania possiede dollari «in quantità addirittura eccessiva, imbarazzante»
e quindi non le dispiace affatto di cedere un po' di quella liquidità alla
bisognosa Italia. Rimane però un problema di fondo: il governo ha bisogno di
rastrellare risorse per evitare che camion carichi di lingotti prendano la
via di Francoforte (lo eviterà) e per ricostruire il Friuli (sarà
ricostruito a tempo di record, poi mai più così).

Quindi che fa Andreotti? Vara una manovra aggiuntiva. Solo che al tempo non
si chiamava in questo modo, si preferiva adottare il termine "stangata"
mutuato dall'omonimo film del 1973 con Paul Newman e Robert Redford. Viene
aumentato di 25 lire il costo della giocata di ogni colonna del Totocalcio e
soprattutto viene introdotto il superbollo sulle vetture diesel e a gas che,
abolito nel 1997, influenzerà per vent'anni il mercato dell'auto in Italia
favorendo i modelli a benzina. La torchiatura non è sufficiente e qualche
mese più tardi, nel marzo 1977, Andreotti per risparmiare di più abolisce un
po' di festività religiose (era democristiano, poteva permetterselo, mica
come adesso che dicono tutti di essere laici) e ne sposta un paio di civili:
2 giugno e 4 novembre vengono accorpate alla domenica successiva, mentre
vengono soppresse Epifania, San Giuseppe; Ascensione, Corpus Domini, Santi
Pietro e Paolo. Lo stesso Andreotti che l'aveva eliminata, promuoverà poi il
ripristino della festa dell'Epifania nel 1985.
Antonio Santoro
2018-10-11 19:26:05 UTC
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Post by massivan
Post by Antonio Santoro
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"Filippo Giustiniani"
Temono che l'Italia ritorni come il periodo pre euro, a fare il culo
a germania e francia
"massivan"
Cioe' a girare per l'Europa con cappello in mano...
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l' Italia otteneva un prestito dalla Germania e la manovra si chiamava
stangata
Se oggi l'economia è malata, non è che nel 1974 stesse tanto bene. Gli
effetti dello choc petrolifero stavano facendo barcollare le potenze
industriali e avevano fatto venire meno le illusioni di poter sempre
disporre di oro nero a poco prezzo. L'Italia di allora ha disperato
bisogno di liquidità, la Germania ce l'ha e gliela concede, ma chiede
in garanzia oro giallo. Un bel po': 516 tonnellate, pari al 20 per
cento delle riserve auree italiane. Nei forzieri di via Nazionale
erano custodite 2565 tonnellate d'oro, che facevano di quello
italiano il quarto stock aureo mondiale, dietro a Stati Uniti,
Germania e Francia (oggi Roma possiede un centinaio di tonnellate in
meno, 2451, ma la Francia è passata dietro).
Il 31 agosto 1974 il cancelliere tedesco Helmut Schmidt,
socialdemocratico, e il presidente del consiglio italiano, Mariano
Rumor, democristiano (il quinto governo Rumor - Dc, Psi, Psdi - dura
neanche un anno, da marzo a novembre 1974) sono ritratti mentre si
danno la mano in quel di Bellagio, sul lago di Como. Hanno appena
stretto un accordo. Lasciamo che a spiegarcelo siano le parole di
Francesco Forte, economista (sarà poi ministro con Fanfani e con
Craxi) pubblicate nella Stampa del giorno successivo. «La Banca
federale germanica metterà a disposizione della Banca d'Italia per un
biennio, con un onere di interessi uguale a quello dei buoni del
Tesoro degli Stati Uniti, due miliardi di dollari contenuti nelle
proprie riserve. La Banca d'Italia, dal canto suo, garantisce il
ripagamento delle somme utilizzate su tale apertura di credito
mediante una quota d'oro delle sue riserve». L'oro, in ogni caso, non
viene trasferito, rimane fisicamente in via
Nazionale e Roma si impegna a ripagare il debito in dollari. Soltanto
se non fosse stata in grado di ripagarlo, sarebbe stato materialmente
trasferito l'oro.
L'Italia non è in grado di ripagare il debito alla Germania e dopo
due anni il prestito viene rinegoziato. Questa volta nei giornali
l'accento è posto con meno rilievo sul prestito accordato e molto di
più sull'oro dato in garanzia. "Bonn ha rinnovato il prestito
all'Italia con una garanzia di 650 tonnellate d'oro", titola La
Stampa del 26 agosto 1976 (interessante notare il ruolo del mese
d'agosto nelle crisi economico-finanziarie). Ora siamo a un quarto
delle riserve auree italiane perché nel frattempo il dollaro si era
rivalutato (un dollaro Usa valeva 841 lire italiane, pari a € 0,43;
oggi quota € 0,70), mentre il valore dell'oro era sceso da $ 155
l'oncia del 1974 a $ 103 nel 1976 (oggi è quotato $ 1.700 per oncia).
La situazione italiana in quei due anni è mutata completamente. Il 20
giugno 1976 si tengono le storiche elezioni del «turatevi il naso e
votate Dc», secondo l'invito formulato da Indro Montanelli, direttore
del Giornale. I partiti laici di centro (anche se i repubblicani,
allora, ci tenevano tanto a dire che erano di sinistra) ne escono
prosciugati, la Dc evita il sorpasso del Pci, ma ne risulta un'Italia
quasi ingovernabile. Giulio Andreotti si inventa la formula della
"non sfiducia": un monocolore Dc che si regge sulle astensioni di
Pci, Psi, Psdi, Pri, Pli. Il 6 maggio c'è anche il terremoto in
Friuli che, con la replica del 15 settembre, determinerà la necessità
di un ulteriore prestito finalizzato alla ricostruzione. Questa è
l'atmosfera in cui si va alle trattative (cancelliere tedesco è
sempre Schmidt).
La Stampa (di spalla su cinque colonne titola «De Benedetti lascia la
Fiat», mentre la notizia del rinnovo del prestito è in taglio basso)
spiega che la Germania possiede dollari «in quantità addirittura
eccessiva, imbarazzante» e quindi non le dispiace affatto di cedere
un po' di quella liquidità alla bisognosa Italia. Rimane però un
problema di fondo: il governo ha bisogno di rastrellare risorse per
evitare che camion carichi di lingotti prendano la via di Francoforte
(lo eviterà) e per ricostruire il Friuli (sarà ricostruito a tempo di
record, poi mai più così).
Quindi che fa Andreotti? Vara una manovra aggiuntiva. Solo che al
tempo non si chiamava in questo modo, si preferiva adottare il
termine "stangata" mutuato dall'omonimo film del 1973 con Paul Newman
e Robert Redford. Viene aumentato di 25 lire il costo della giocata
di ogni colonna del Totocalcio e soprattutto viene introdotto il
superbollo sulle vetture diesel e a gas che, abolito nel 1997,
influenzerà per vent'anni il mercato dell'auto in Italia favorendo i
modelli a benzina. La torchiatura non è sufficiente e qualche mese
più tardi, nel marzo 1977, Andreotti per risparmiare di più abolisce
un po' di festività religiose (era democristiano, poteva
permetterselo, mica come adesso che dicono tutti di essere laici) e
ne sposta un paio di civili: 2 giugno e 4 novembre vengono accorpate
alla domenica successiva, mentre vengono soppresse Epifania, San
Giuseppe; Ascensione, Corpus Domini, Santi Pietro e Paolo. Lo stesso
Andreotti che l'aveva eliminata, promuoverà poi il ripristino della
festa dell'Epifania nel 1985.
Dimentichi che i tedeschi non ci hanno pagato i danni di guerra e di danni
ce ne hanno fatti tanti quegli stronzi.
massivan
2018-10-11 21:17:18 UTC
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Post by massivan
Post by Antonio Santoro
http://www.opinione.it/politica/2018/10/11/vito-massimano_spread-indicatore-farlocco-pierre-moscovici-soros-monti-berlusconi/
"Filippo Giustiniani"
Temono che l'Italia ritorni come il periodo pre euro, a fare il culo
a germania e francia
"massivan"
Cioe' a girare per l'Europa con cappello in mano...
------------------------------------------------------------------------------------
l' Italia otteneva un prestito dalla Germania e la manovra si chiamava
stangata
Se oggi l'economia è malata, non è che nel 1974 stesse tanto bene. Gli
effetti dello choc petrolifero stavano facendo barcollare le potenze
industriali e avevano fatto venire meno le illusioni di poter sempre
disporre di oro nero a poco prezzo. L'Italia di allora ha disperato
bisogno di liquidità, la Germania ce l'ha e gliela concede, ma chiede
in garanzia oro giallo. Un bel po': 516 tonnellate, pari al 20 per
cento delle riserve auree italiane. Nei forzieri di via Nazionale
erano custodite 2565 tonnellate d'oro, che facevano di quello
italiano il quarto stock aureo mondiale, dietro a Stati Uniti,
Germania e Francia (oggi Roma possiede un centinaio di tonnellate in
meno, 2451, ma la Francia è passata dietro).
Il 31 agosto 1974 il cancelliere tedesco Helmut Schmidt,
socialdemocratico, e il presidente del consiglio italiano, Mariano
Rumor, democristiano (il quinto governo Rumor - Dc, Psi, Psdi - dura
neanche un anno, da marzo a novembre 1974) sono ritratti mentre si
danno la mano in quel di Bellagio, sul lago di Como. Hanno appena
stretto un accordo. Lasciamo che a spiegarcelo siano le parole di
Francesco Forte, economista (sarà poi ministro con Fanfani e con
Craxi) pubblicate nella Stampa del giorno successivo. «La Banca
federale germanica metterà a disposizione della Banca d'Italia per un
biennio, con un onere di interessi uguale a quello dei buoni del
Tesoro degli Stati Uniti, due miliardi di dollari contenuti nelle
proprie riserve. La Banca d'Italia, dal canto suo, garantisce il
ripagamento delle somme utilizzate su tale apertura di credito
mediante una quota d'oro delle sue riserve». L'oro, in ogni caso, non
viene trasferito, rimane fisicamente in via
Nazionale e Roma si impegna a ripagare il debito in dollari. Soltanto
se non fosse stata in grado di ripagarlo, sarebbe stato materialmente
trasferito l'oro.
L'Italia non è in grado di ripagare il debito alla Germania e dopo
due anni il prestito viene rinegoziato. Questa volta nei giornali
l'accento è posto con meno rilievo sul prestito accordato e molto di
più sull'oro dato in garanzia. "Bonn ha rinnovato il prestito
all'Italia con una garanzia di 650 tonnellate d'oro", titola La
Stampa del 26 agosto 1976 (interessante notare il ruolo del mese
d'agosto nelle crisi economico-finanziarie). Ora siamo a un quarto
delle riserve auree italiane perché nel frattempo il dollaro si era
rivalutato (un dollaro Usa valeva 841 lire italiane, pari a € 0,43;
oggi quota € 0,70), mentre il valore dell'oro era sceso da $ 155
l'oncia del 1974 a $ 103 nel 1976 (oggi è quotato $ 1.700 per oncia).
La situazione italiana in quei due anni è mutata completamente. Il 20
giugno 1976 si tengono le storiche elezioni del «turatevi il naso e
votate Dc», secondo l'invito formulato da Indro Montanelli, direttore
del Giornale. I partiti laici di centro (anche se i repubblicani,
allora, ci tenevano tanto a dire che erano di sinistra) ne escono
prosciugati, la Dc evita il sorpasso del Pci, ma ne risulta un'Italia
quasi ingovernabile. Giulio Andreotti si inventa la formula della
"non sfiducia": un monocolore Dc che si regge sulle astensioni di
Pci, Psi, Psdi, Pri, Pli. Il 6 maggio c'è anche il terremoto in
Friuli che, con la replica del 15 settembre, determinerà la necessità
di un ulteriore prestito finalizzato alla ricostruzione. Questa è
l'atmosfera in cui si va alle trattative (cancelliere tedesco è
sempre Schmidt).
La Stampa (di spalla su cinque colonne titola «De Benedetti lascia la
Fiat», mentre la notizia del rinnovo del prestito è in taglio basso)
spiega che la Germania possiede dollari «in quantità addirittura
eccessiva, imbarazzante» e quindi non le dispiace affatto di cedere
un po' di quella liquidità alla bisognosa Italia. Rimane però un
problema di fondo: il governo ha bisogno di rastrellare risorse per
evitare che camion carichi di lingotti prendano la via di Francoforte
(lo eviterà) e per ricostruire il Friuli (sarà ricostruito a tempo di
record, poi mai più così).
Quindi che fa Andreotti? Vara una manovra aggiuntiva. Solo che al
tempo non si chiamava in questo modo, si preferiva adottare il
termine "stangata" mutuato dall'omonimo film del 1973 con Paul Newman
e Robert Redford. Viene aumentato di 25 lire il costo della giocata
di ogni colonna del Totocalcio e soprattutto viene introdotto il
superbollo sulle vetture diesel e a gas che, abolito nel 1997,
influenzerà per vent'anni il mercato dell'auto in Italia favorendo i
modelli a benzina. La torchiatura non è sufficiente e qualche mese
più tardi, nel marzo 1977, Andreotti per risparmiare di più abolisce
un po' di festività religiose (era democristiano, poteva
permetterselo, mica come adesso che dicono tutti di essere laici) e
ne sposta un paio di civili: 2 giugno e 4 novembre vengono accorpate
alla domenica successiva, mentre vengono soppresse Epifania, San
Giuseppe; Ascensione, Corpus Domini, Santi Pietro e Paolo. Lo stesso
Andreotti che l'aveva eliminata, promuoverà poi il ripristino della
festa dell'Epifania nel 1985.
"Antonio Santoro"
Dimentichi che i tedeschi non ci hanno pagato i danni di guerra e di danni
ce ne hanno fatti tanti quegli stronzi.
"massivan"

Tedeschi e italiani erano soci in quella avventura
che fu' l'impero hitleriano, inoltre Hitler era seguace
di Mussolini, da lui imparo' il "socialismo nazionale"
togliendo il marxismo che rendeva il socialismo
mondialista; "proletari di tutto il mondo unitevi".
Racing
2018-10-11 10:52:32 UTC
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Post by Antonio Santoro
http://www.opinione.it/politica/2018/10/11/vito-massimano_spread-indicatore-farlocco-pierre-moscovici-soros-monti-berlusconi/
La bufala potrebbe essere quanto pubblicato dall'"Opinione della
libertà" che hai linkato.
Per inciso.
"L'Opinione" beneficia delle provvidenze previste dalla legge per
l'editoria. Le cifre incassate dal quotidiano, secondo gli ultimi dati
disponibili (relativi al 2003) superano i 2 milioni di euro e pongono
tale giornale tra i primissimi posti sia nel rapporto finanziamenti
pubblici/totali degli incassi sia finanziamenti pubblici/copie
effettivamente vendute.

Che facciamo?
Glieli togliamo i soldi che finanziano 'ste bufale? :-)
Antonio Santoro
2018-10-11 14:31:19 UTC
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Post by Racing
Post by Antonio Santoro
http://www.opinione.it/politica/2018/10/11/vito-massimano_spread-indicatore-farlocco-pierre-moscovici-soros-monti-berlusconi/
La bufala potrebbe essere quanto pubblicato dall'"Opinione della
libertà" che hai linkato.
Per inciso.
"L'Opinione" beneficia delle provvidenze previste dalla legge per
l'editoria. Le cifre incassate dal quotidiano, secondo gli ultimi dati
disponibili (relativi al 2003) superano i 2 milioni di euro e pongono
tale giornale tra i primissimi posti sia nel rapporto finanziamenti
pubblici/totali degli incassi sia finanziamenti pubblici/copie
effettivamente vendute.
Che facciamo?
Glieli togliamo i soldi che finanziano 'ste bufale? :-)
Lascia stare i finanziamenti, sei d'accordo con quello che dice, io sì.
Racing
2018-10-11 15:42:46 UTC
Permalink
Post by Antonio Santoro
Lascia stare i finanziamenti, sei d'accordo con quello che dice, io sì.
Non per tutto.
Sono d'accordissimo su questo:

"un governo che volesse essere credibile sui mercati (ma anche agli
occhi dei suoi detrattori) dovrebbe porre in essere politiche
economiche serie da affiancare al predetto piano di tagli di spesa
monstre. Essere credibili significa smetterla con una gestione tutta
spaghetti e mandolino, smetterla con i sussidi di cittadinanza,
smetterla con i provvedimenti assistenzialisti di nullafacenza,
smetterla con le uscite fuori controllo riqualificando la spesa
pubblica (ciò che resta dopo una spending review seria e drastica) in
modo da privilegiare lo sviluppo e la crescita. Facile? Per niente, ma
è l’unica cosa da fare."
Filippo Giustiniani
2018-10-11 15:46:38 UTC
Permalink
Post by Racing
Post by Antonio Santoro
Lascia stare i finanziamenti, sei d'accordo con quello che dice, io sì.
Non per tutto.
"un governo che volesse essere credibile sui mercati (ma anche agli occhi dei
suoi detrattori) dovrebbe porre in essere politiche economiche serie da
affiancare al predetto piano di tagli di spesa monstre. Essere credibili
significa smetterla con una gestione tutta spaghetti e mandolino, smetterla
con i sussidi di cittadinanza, smetterla con i provvedimenti assistenzialisti
di nullafacenza, smetterla con le uscite fuori controllo riqualificando la
spesa pubblica (ciò che resta dopo una spending review seria e drastica) in
modo da privilegiare lo sviluppo e la crescita. Facile? Per niente, ma è
l’unica cosa da fare."
rotfl tipo questo governo?
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cicap
2018-10-11 16:00:17 UTC
Permalink
Post by Filippo Giustiniani
Post by Racing
Post by Antonio Santoro
Lascia stare i finanziamenti, sei d'accordo con quello che dice, io sì.
Non per tutto.
"un governo che volesse essere credibile sui mercati (ma anche agli occhi dei
suoi detrattori) dovrebbe porre in essere politiche economiche serie da
affiancare al predetto piano di tagli di spesa monstre. Essere credibili
significa smetterla con una gestione tutta spaghetti e mandolino, smetterla
con i sussidi di cittadinanza, smetterla con i provvedimenti assistenzialisti
di nullafacenza, smetterla con le uscite fuori controllo riqualificando la
spesa pubblica (ciò che resta dopo una spending review seria e drastica) in
modo da privilegiare lo sviluppo e la crescita. Facile? Per niente, ma è
l’unica cosa da fare."
rotfl tipo questo governo?
https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2015/03/storico-spread-da-2007.jpeg
si quello di berlusconi che hai votato per 20 anni
Filippo Giustiniani
2018-10-11 16:01:41 UTC
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Post by cicap
Post by Filippo Giustiniani
Post by Racing
Post by Antonio Santoro
Lascia stare i finanziamenti, sei d'accordo con quello che dice, io sì.
Non per tutto.
"un governo che volesse essere credibile sui mercati (ma anche agli occhi
dei suoi detrattori) dovrebbe porre in essere politiche economiche serie
da affiancare al predetto piano di tagli di spesa monstre. Essere
credibili significa smetterla con una gestione tutta spaghetti e
mandolino, smetterla con i sussidi di cittadinanza, smetterla con i
provvedimenti assistenzialisti di nullafacenza, smetterla con le uscite
fuori controllo riqualificando la spesa pubblica (ciò che resta dopo una
spending review seria e drastica) in modo da privilegiare lo sviluppo e la
crescita. Facile? Per niente, ma è l’unica cosa da fare."
rotfl tipo questo governo?
https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2015/03/storico-spread-da-2007.jpeg
si quello di berlusconi che hai votato per 20 anni
pidocchio guarda due anni avanti dopo berlusca lol
ernesto
2018-10-11 17:57:36 UTC
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Post by Racing
Post by Antonio Santoro
http://www.opinione.it/politica/2018/10/11/vito-massimano_spread-indicatore-farlocco-pierre-moscovici-soros-monti-berlusconi/
La bufala potrebbe essere quanto pubblicato dall'"Opinione della
libertà" che hai linkato.
Per inciso.
"L'Opinione" beneficia delle provvidenze previste dalla legge per
l'editoria. Le cifre incassate dal quotidiano, secondo gli ultimi dati
disponibili (relativi al 2003) superano i 2 milioni di euro e pongono
tale giornale tra i primissimi posti sia nel rapporto finanziamenti
pubblici/totali degli incassi sia finanziamenti pubblici/copie
effettivamente vendute.
Che facciamo?
Glieli togliamo i soldi che finanziano 'ste bufale? :-)
Certo che sì. I grandi giornali non prendono più un soldo dallo Stato da molti anni.
e
MaxBass #I-D +GTT
2018-10-12 07:23:00 UTC
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Il giorno giovedì 11 ottobre 2018 12:38:39 UTC+2, Antonio Santoro ha scritto:

Raccontalo alla spesa per interessi, ritardato.

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