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CORONAVIRUS DILAGA IN SUDAFRICA: MEZZO MILIONE DI CASI
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Orgoglio Patriottico
2020-08-01 22:50:09 UTC
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Sudafrica,superati 500mila casi Covid19
I contagi da Coronavirus in Sudafrica
hanno superato i 500.000 casi.

Lo ha reso noto il ministero della Sa-
lute a Pretoria.

Il Sudafrica è tra i Paesi dove si re-
gistra il bilancio peggiore, assieme a
Stati Uniti, Brasile e India, tutti in
cima alla classifica globale del conta-
gio da Covid-19.

Ovviamente non è che in Sudafrica ci sono 500mila casi e in Nigeria
poche migliaia. E’ che in Sudafrica c’è un sistema sanitario eredità
dell’uomo bianco che ancora è in grado di identificare un’epidemia.
Un’eredità sempre più disasrtata.
massivan
2020-08-01 23:15:13 UTC
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Post by Orgoglio Patriottico
E’ che in Sudafrica c’è un sistema sanitario eredità
dell’uomo bianco che ancora è in grado di identificare un’epidemia.
Un’eredità sempre più disasrtata.
"massivan"

Portatori di civiltà...

Vediamoli all'opera:

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"La popolazione, esasperata da dure rappresaglie, si sollevo' in massa
in tutta la regione, fino alle porte di Tripoli".


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Il nuovo governatore, il gen. Tassoni, nominato nel gennaio 1915 (gia'
infuriava la guerra europea) si propose di ristabilire la situazione con
rinforzi affluiti dall'Italia; ma nell'aprile 1915 due grosse colonne
italiane furono distrutte nella Ghibla e nella Sirtica da forze inferiori.

La popolazione, esasperata da dure rappresaglie, si sollevo' in massa in
tutta la regione, fino alle porte di Tripoli; i presidi italiani,
rimasti isolati, furono distrutti o si sbandarono in precipitose
ritirate non sempre onorevoli. A meta' luglio 1915 l'occupazione
italiana si ridusse alle citta' di Tripoli e Homs, presidiate da ben
50.000 uomini. In otto mesi le forze italiane avevano avuto 3500 morti
(2500 italiani e 1000 ascari eritrei, libici o somali) e 1500
prigionieri e perso 37 cannoni e 9000 fucili.

Le dimensioni del disastro furono tenuti nascoste al paese dalla censura
e dall'intervento dell'Italia nella guerra mondiale, che avrebbe
abituato a massacri di ben altre proporzioni; ed il gen. Tassoni non
vide compromessa la sua carriera, che lo porto' al comando di un'armata
contro gli austriaci.

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Nota bibliografica sulla guerra di Libia

La guerra di Libia è caratterizzata dalla presenza di
un'abbondantissima produzione propagandistica del 1911-12, la cui
lettura è molto istruttiva perché dà una chiara idea della
superficialità e disonestà che tennero a battesimo l'ingresso
dell'Italia in Africa settentrionale. Tra i tanti volumi consigliamo:
ENRICO CORRADINI, L'ora di Tripoli, Milano, Treves, 1911; GIUSEPPE
BEVIONE, Come siamo andati a Tripoli; Torino, Bocca, 1912; GUALTIERO
CASTELLINI, Tunisi e Tripoli, Torino, Bocca, 1912; GIUSEPPE PIAZZA, Come
conquistammo Tripoli, Roma, Lux, 1912; ARTURO LABRIOLA, La guerra di
Tripoli e l'opinione socialista, Napoli, Marano, 1912. Si potrebbero
elencare altri volumi; molto interessante è anche la consultazione di un
quotidiano dell'epoca.

Tra i contemporanei che si batterono contro la guerra, citiamo per
tutti Gaetano Salvemini ed il suo giornale «L'Unita'»; gli articoli più
importanti vennero pubblicati in volume col titolo Come siamo andati in
Libia, Firenze, La Voce; 1914. Quelli di Salvemini sono oggi
consultabili nell'edizione completa dei suoi scritti, nel volume Come
siamo andati in Libia e altri scritti dal 1900 al 1915 (Milano,
Feltrinelli, 1963).

Che cosa si muovesse dietro la facciata ufficiale si puo' arguire
dal primo volume dell'Epistolario 1911-1926 di LUIGI ALBERTINI (Milano,
Mondadori, 1968) che contiene parte della corrispondenza tra il potente
direttore del «Corriere della Sera» ed i suoi inviati speciali in Libia.
Una versione riveduta e corretta dei miti nazionalistici si ha poi nel
volumetto di GIOACCHINO VOLPE, L'impresa di Tripoli, (Roma, Sansoni,
1946), in cui il grande storico fascista ripropone la sua fede pur
tenendo conto della esperienza intercorsa.

La versione del principale responsabile, Giolitti, è
contenuta nelle sue Memorie della mia vita
(Milano, Treves, 1922), mentre la narrazione ufficiale della campagna è
stata condotta dall'UFFICIO STORICO DELL'ESERCITO in cinque volumi:
Campagna di Libia 1911-1912, Roma, Poligrafico dello stato, 1922-27.

Un'interpretazione generale del periodo si può trovare in GIAMPIERO
CAROCCI, Giolitti e l'età giolittiana (Torino, Einaudi, 1961), mentre
un'interpretazione più moderata e utili indicazioni bibliografiche si
hanno in NINO VALERI Giolitti, Torino UTET, 1971. Segnaliamo poi tre
articoli sulla preparazione dell'impresa italiana: RENATO MORI, La
penetrazione pacifica italiana in Libia dal 1907 al 1911 ed il Banco di
Roma, in «Rivista di studi politici internazionali», 1957, fasc. I;
MARCELLA PINCHERLE, La preparazione dell'opinione pubblica all'impresa
di Libia, in «Rassegna storica del Risorgimento», 1969, fasc. III; A.
D'ALESSANDRO, Il Banco di Roma e la guerra in Libia, in «Storia e
politica», 1968, fasc. III.

Sono state pubblicate recentemente due opere molto interessanti,
che dovrebbero essere facilmente rintracciabili e possono costituire lo
strumento più diretto per un approfondimento, tanto più che presentano
problemi analoghi con un taglio differente: PAOLO MALTESE, La terra
promessa. La guerra italo-turca e la conquista della Libia 1911-1912,
Milano, Sugar, 1968 (un po' giornalistico e vivacemente critico) e
FRANCESCO MALGERI, La guerra libica, Roma, Edizioni di storia e
letteratura, 1970, (più cauto e moderato).
Alberto
2020-08-02 09:58:38 UTC
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Post by Orgoglio Patriottico
Sudafrica,superati 500mila casi Covid19
I contagi da Coronavirus in Sudafrica
hanno superato i 500.000 casi.
Lo ha reso noto il ministero della Sa-
lute a Pretoria.
Il Sudafrica è tra i Paesi dove si re-
gistra il bilancio peggiore, assieme a
Stati Uniti, Brasile e India, tutti in
cima alla classifica globale del conta-
gio da Covid-19.
Ovviamente non è che in Sudafrica ci sono 500mila casi e in Nigeria poche
migliaia. E’ che in Sudafrica c’è un sistema sanitario eredità dell’uomo
bianco che ancora è in grado di identificare un’epidemia. Un’eredità sempre
più disasrtata.
Oops 500.000 negri infetti ?

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