Discussione:
Vuoi ospitare un profugo? “No”: tutta l’ipocrisia dei radical chic
(troppo vecchio per rispondere)
Filippo Giustiniani
2018-07-09 20:47:42 UTC
Permalink
C’è chi adduce motivi logistici, chi dice di dover passare troppo tempo
all’estero, chi usa come scusa la famiglia, chi il lavoro. Fatto sta
che la risposta è pressoché unanime: “No”. Parliamo della sinistra
radical chic, pronta in ogni momento a stracciarsi le vesti, o meglio
indossarle se si tratta di una maglietta rossa, e firmare appelli
contro Salvini per schierarsi dalla parte degli immigrati. Salvo poi
svanire nella sua ipocrisia quando si tratta di venire al dunque e
passare dalle parole ai fatti.

A smascherare l’esercito di chi vuol predicare l’accoglienza salvo poi
lasciare il problema a chi non può permettersi una casa nei quartieri
alti è il quotidiano “Il Tempo”, che ha deciso di sfidare l’accozzaglia
radical chic proponendogli di ospitare in casa propria un profugo per
qualche tempo. Solo uno, per un periodo limitato.

I giornalisti della testata romana si sono così finti volontari di
un’Ong impegnata nell’aiuto agli immigrati e, facendo leva sull’appello
lanciato da Rolling Stone, hanno contattato tutti i firmatari dello
stesso. Se sono pronti a mettere la firma in calce ad una sorta di
“manifesto” contro la chiusura dei porti e le altre decisioni del
ministro dell’Interno, saranno anche disposti a fare qualcosa in più
per dare il loro contributo ad una battaglia che evidentemente reputano
importante?

Neanche per idea. In decine accampano risposte vaghe, evasive, dal
sapore di scusanti messe insieme alla bell’e meglio. Da Gad Lerner (che
fine problemi di linea: forse dalla terrazza di Portofino la rete non è
ottima) a David Parenzo, passando per Costantino della Gherardesca e
Nicola Latorre. E poi Emanuele Fiano, ladylike Alessandra Moretti, il
regista Pupi Avati che non più tardi di un anno fa ha realizzato un
film proprio sul tema dell’immigrazione. Ancora: Valeria Fedeli,
Massimo Cacciari, Piero Fassino. E tantissimi altri. Dalla politica
allo spettacolo, i radical chic sono chiamati a raccolta. La risposta è
sempre la stessa: “No, no, poi no e ancora no”.

---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
Alberto Crei
2018-07-10 09:02:39 UTC
Permalink
Post by Filippo Giustiniani
C’è chi adduce motivi logistici, chi dice di dover passare troppo tempo
all’estero, chi usa come scusa la famiglia, chi il lavoro. Fatto sta
che la risposta è pressoché unanime: “No”. Parliamo della sinistra
radical chic, pronta in ogni momento a stracciarsi le vesti, o meglio
indossarle se si tratta di una maglietta rossa, e firmare appelli
contro Salvini per schierarsi dalla parte degli immigrati. Salvo poi
svanire nella sua ipocrisia quando si tratta di venire al dunque e
passare dalle parole ai fatti.
A smascherare l’esercito di chi vuol predicare l’accoglienza salvo poi
lasciare il problema a chi non può permettersi una casa nei quartieri
alti è il quotidiano “Il Tempo”, che ha deciso di sfidare l’accozzaglia
radical chic proponendogli di ospitare in casa propria un profugo per
qualche tempo. Solo uno, per un periodo limitato.
I giornalisti della testata romana si sono così finti volontari di
un’Ong impegnata nell’aiuto agli immigrati e, facendo leva sull’appello
lanciato da Rolling Stone, hanno contattato tutti i firmatari dello
stesso. Se sono pronti a mettere la firma in calce ad una sorta di
“manifesto” contro la chiusura dei porti e le altre decisioni del
ministro dell’Interno, saranno anche disposti a fare qualcosa in più
per dare il loro contributo ad una battaglia che evidentemente reputano
importante?
Neanche per idea. In decine accampano risposte vaghe, evasive, dal
sapore di scusanti messe insieme alla bell’e meglio. Da Gad Lerner (che
fine problemi di linea: forse dalla terrazza di Portofino la rete non è
ottima) a David Parenzo, passando per Costantino della Gherardesca e
Nicola Latorre. E poi Emanuele Fiano, ladylike Alessandra Moretti, il
regista Pupi Avati che non più tardi di un anno fa ha realizzato un
film proprio sul tema dell’immigrazione. Ancora: Valeria Fedeli,
Massimo Cacciari, Piero Fassino. E tantissimi altri. Dalla politica
allo spettacolo, i radical chic sono chiamati a raccolta. La risposta è
sempre la stessa: “No, no, poi no e ancora no”.
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E che cazzo nella mia villa a Portofino no!
ilchierico
2018-07-12 08:35:00 UTC
Permalink
Post by Alberto Crei
E che cazzo nella mia villa a Portofino no!
Non mi nominare la Ferrari Portofino, che poi il PIL italiano scende a
livelli da Quarto Mondo.

Capalbio, Capalbio, non certo Portofino.

A Portofino cani e porci, i rossi vanno a Capalbio.

Tutto, ti devo insegnare (cit.) :-D

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