Discussione:
Il paese non cresce e NON HA SCAMPO
(troppo vecchio per rispondere)
tattoo
2017-05-19 11:25:18 UTC
Permalink
Raw Message
La costituzione colpisce ancora...in preda al delirio collettivo si è
voluto continuare con questo andazzo. Pensare solo al CNEL............e
visti i risultati del referendum il governo continua a fare il contrario
di quello che un'economia di mercato richiede: continua con
l'assistenzialismo che è peggio del comunismo.
L'assistenzialismo anche se non lavori i soldi li ricevi sotto fare
forme, il comunismo al contrario qualcosa ti faceva fare, era poco ma
meglio senz'altro del niente dell'assistenzialismo.

Il meridione senza un minimo di progetto serio e di lungo respiro

Soldi buttati senza un ritorno, e questi soldi da qualche parte qualcuno
li produce, ed è facile indovinare da dove provengono.

http://tiny.cc/cjq9ky

Puglia, il pozzo senza fondo dei forestali: 1.200 assunti e 16 milioni
di perdite all'anno

Le spese maggiori riguardano il personale: per portare in cassa 3,6
milioni di euro dalla vendita di acqua nel 2016 sono stati spesi 9
milioni 650mila euro per il personale fisso e 2,5 milioni per l'interinale

Una voragine infinita, un pozzo senza fondo che continua a bruciare
soldi pubblici. Questa è l'Arif, l'agenzia regionale che si occupa delle
attività irrigue e forestali. È fra le più grandi società pubbliche
nelle mani della Regione Puglia, con i suoi 1.200 dipendenti. Un numero
variabile nel tempo, a seconda delle pressioni elettorali e politiche
che hanno spinto i dirigenti dell'agenzia a fare, negli anni scorsi,
assunzioni a valanga. Un ente con compiti fondamentali come la
salvaguardia dei boschi e soprattutto la gestione irrigua delle
campagne. È questa l'attività che dovrebbe portare soldi in cassa. Ma in
realtà avviene il contrario. L'Arif ha buchi dovunque, dalle tubature
che portano l'acqua nei terreni fino ai bilanci. Proprio nell'attività
irrigua l'ente nel 2016 ha uscite per 20 milioni di euro e entrate per 3,6.

In pratica perde 16 milioni di euro l'anno, in aumento di oltre 2
milioni rispetto all'anno precedente. Sono queste le ultime cifre che il
commissario straordinario dell'Arif, Domenico Ragno, ha spiattellato sul
tavolo della quarta commissione regionale (presieduta dal dem Donato
Pentassuglia) davanti ai consiglieri regionali di maggioranza e
opposizione. Una commissione convocata per capire a che punto sono i
lavori di manutenzione dei 2.500 chilometri di rete a pochi giorni
dall'inizio della stagione irrigua nelle campagne.

Ragno ha presentato una relazione in cui ha elencato le problematiche
del sistema Arif. Dalla "palese obsolescenza tecnico funzionale delle
strutture irrigue per assenza di reali investimenti" alle "disfunzioni"
nella distribuzione di acqua per rotture delle reti di distribuzione e
degli idranti. L'agenzia deve anche mettere in conto i danni subiti dai
furti, centinaia all'anno sulle condutture. Nelle campagne si ruba di
tutto. Idranti, pompe, quadri elettrici. L'ultimo caso è avvenuto pochi
giorni fa a Triggiano. Soltanto i danni per i furti ammontano a 300mila
euro l'anno.

Ma le spese maggiori riguardano il personale: per portare in cassa 3,6
milioni di euro dalla vendita di acqua nel 2016 è stato necessario
spendere 9 milioni 650mila euro per il personale fisso, 2,5 milioni per
il personale interinale, 6,5 milioni per i consumi energetici e 756mila
euro per spese di manutenzione ordinaria e straordinaria. Va anche
aggiunto che gli stipendi medi degli operai Arif sono elevati: da 1.500
fino a punte di 1.900 euro al mese, cifre importanti per operai, tutti o
quasi dotati della qualifica di specializzati. Metà di questi inoltre
godono delle indennità di trasferta, circa 500 euro al mese.

"Questa massiccia immissione di personale avvenuta negli anni - ha
denunciato il commissario Ragno - ha fatto logicamente lievitare i costi
totali". Con queste spese, lo stesso dirigente fa notare "il disavanzo
abissale tra gli introiti e i costi sostenuti per l'erogazione
dell'acqua". Cercare di ottenere il pareggio di bilancio è come pensare
di svuotare il mare con un cucchiaino. L'unica soluzione per arrivare al
pareggio è quella di ridurre i costi. Il commissario Ragno è stato
nominato dal governatore Michele Emiliano proprio per fare pulizia degli
sprechi del passato.

Un primo risultato è evidente: la riduzione, fin quasi all'annullamento,
dei contratti di lavoro interinali. Nella gestione precedente erano
oltre 700 unità. Ragno ha ridotto il loro numero fino agli attuali 36.
Il taglio con l'accetta non basta però a ridurre gli sprechi. Non è un
caso se lo stanziamento extra erogato dal consiglio regionale per
aumentare gli investimenti sia stato utilizzato per coprire il
disavanzo. Intanto la manutenzione langue e la stagione irrigua è alle
porte. Ma per ridurre gli sprechi dell'Arif serve soprattutto una forte
volontà politica. Ed è proprio quello che ha voluto segnalare lo stesso
Ragno nel corso dell'audizione.
tattoo
2017-05-19 11:35:49 UTC
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Raw Message
Post by tattoo
La costituzione colpisce ancora...in preda al delirio collettivo si è
voluto continuare con questo andazzo. Pensare solo al CNEL............e
visti i risultati del referendum il governo continua a fare il contrario
di quello che un'economia di mercato richiede: continua con
l'assistenzialismo che è peggio del comunismo.
L'assistenzialismo anche se non lavori i soldi li ricevi sotto fare
forme, il comunismo al contrario qualcosa ti faceva fare, era poco ma
meglio senz'altro del niente dell'assistenzialismo.
Il meridione senza un minimo di progetto serio e di lungo respiro
Soldi buttati senza un ritorno, e questi soldi da qualche parte qualcuno
li produce, ed è facile indovinare da dove provengono.
http://tiny.cc/cjq9ky
Puglia, il pozzo senza fondo dei forestali: 1.200 assunti e 16 milioni
di perdite all'anno
Le spese maggiori riguardano il personale: per portare in cassa 3,6
milioni di euro dalla vendita di acqua nel 2016 sono stati spesi 9
milioni 650mila euro per il personale fisso e 2,5 milioni per l'interinale
Una voragine infinita, un pozzo senza fondo che continua a bruciare
soldi pubblici. Questa è l'Arif, l'agenzia regionale che si occupa delle
attività irrigue e forestali. È fra le più grandi società pubbliche
nelle mani della Regione Puglia, con i suoi 1.200 dipendenti. Un numero
variabile nel tempo, a seconda delle pressioni elettorali e politiche
che hanno spinto i dirigenti dell'agenzia a fare, negli anni scorsi,
assunzioni a valanga. Un ente con compiti fondamentali come la
salvaguardia dei boschi e soprattutto la gestione irrigua delle
campagne. È questa l'attività che dovrebbe portare soldi in cassa. Ma in
realtà avviene il contrario. L'Arif ha buchi dovunque, dalle tubature
che portano l'acqua nei terreni fino ai bilanci. Proprio nell'attività
irrigua l'ente nel 2016 ha uscite per 20 milioni di euro e entrate per 3,6.
In pratica perde 16 milioni di euro l'anno, in aumento di oltre 2
milioni rispetto all'anno precedente. Sono queste le ultime cifre che il
commissario straordinario dell'Arif, Domenico Ragno, ha spiattellato sul
tavolo della quarta commissione regionale (presieduta dal dem Donato
Pentassuglia) davanti ai consiglieri regionali di maggioranza e
opposizione. Una commissione convocata per capire a che punto sono i
lavori di manutenzione dei 2.500 chilometri di rete a pochi giorni
dall'inizio della stagione irrigua nelle campagne.
Ragno ha presentato una relazione in cui ha elencato le problematiche
del sistema Arif. Dalla "palese obsolescenza tecnico funzionale delle
strutture irrigue per assenza di reali investimenti" alle "disfunzioni"
nella distribuzione di acqua per rotture delle reti di distribuzione e
degli idranti. L'agenzia deve anche mettere in conto i danni subiti dai
furti, centinaia all'anno sulle condutture. Nelle campagne si ruba di
tutto. Idranti, pompe, quadri elettrici. L'ultimo caso è avvenuto pochi
giorni fa a Triggiano. Soltanto i danni per i furti ammontano a 300mila
euro l'anno.
Ma le spese maggiori riguardano il personale: per portare in cassa 3,6
milioni di euro dalla vendita di acqua nel 2016 è stato necessario
spendere 9 milioni 650mila euro per il personale fisso, 2,5 milioni per
il personale interinale, 6,5 milioni per i consumi energetici e 756mila
euro per spese di manutenzione ordinaria e straordinaria. Va anche
aggiunto che gli stipendi medi degli operai Arif sono elevati: da 1.500
fino a punte di 1.900 euro al mese, cifre importanti per operai, tutti o
quasi dotati della qualifica di specializzati. Metà di questi inoltre
godono delle indennità di trasferta, circa 500 euro al mese.
"Questa massiccia immissione di personale avvenuta negli anni - ha
denunciato il commissario Ragno - ha fatto logicamente lievitare i costi
totali". Con queste spese, lo stesso dirigente fa notare "il disavanzo
abissale tra gli introiti e i costi sostenuti per l'erogazione
dell'acqua". Cercare di ottenere il pareggio di bilancio è come pensare
di svuotare il mare con un cucchiaino. L'unica soluzione per arrivare al
pareggio è quella di ridurre i costi. Il commissario Ragno è stato
nominato dal governatore Michele Emiliano proprio per fare pulizia degli
sprechi del passato.
Un primo risultato è evidente: la riduzione, fin quasi all'annullamento,
dei contratti di lavoro interinali. Nella gestione precedente erano
oltre 700 unità. Ragno ha ridotto il loro numero fino agli attuali 36.
Il taglio con l'accetta non basta però a ridurre gli sprechi. Non è un
caso se lo stanziamento extra erogato dal consiglio regionale per
aumentare gli investimenti sia stato utilizzato per coprire il
disavanzo. Intanto la manutenzione langue e la stagione irrigua è alle
porte. Ma per ridurre gli sprechi dell'Arif serve soprattutto una forte
volontà politica. Ed è proprio quello che ha voluto segnalare lo stesso
Ragno nel corso dell'audizione.
..hanno pure l'indennità di trasferta, .... l'indennità di trasferta....
vere e proprie ruberìe legalizzate. Quanti ogni giorno si spostano in
treno in macchina in pulman per andare a lavorare???

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