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La verità SHOCK che Lussemburgo non dice. “Senza casa, nello sporco, mafiosi e”… parola di un italiano.
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Filippo Giustiniani
2018-09-16 16:03:45 UTC
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Riportiamo le parole del ministro degli Esteri lussemburghese Jean
Asselborn, dichiarate qualche giorno fa e scagliate contro Matteo
Salvini: “In Lussemburgo, caro signore, avevamo migliaia di italiani
che sono venuti a lavorare da noi, dei migranti, affinché voi in Italia
poteste avere i soldi per i vostri figli”.

Ma il Ministro ha forse dimenticato le condizioni in cui vivevano i
nostri nonni. A ribadirlo ci ha pensato bene l’oggi ultranovantenne
Riccardo Ceccarelli: “La fame deve essere una brutta bestia se chi è
nato in posti così belli ha poi deciso di andarsene a lavorare dentro
un buco profondo duecento metri”.

Ceccarelli fu uno di quegli schiavi, uno dei tanti “mangiaspaghetti”
(così li chiamavano) che, scrive il Corriere della Sera, colà “trovò
una vita degna e un futuro possibile per sé, i figli e i nipoti. E
questo, nonostante la xenofobia che accolse Ceccarelli e tutti gli
altri emigrati negli anni Dieci e Venti del Novecento”.

Disperati, abbandonati anche dall’Italia a guida DC. Strazianti le
testimonianze raccolte sempre dal Corriere (fonte non certo salviniana;
anzi, più radical-chic di così), che in occasione della visita del
presidente Giovanni Leone nel 1973 lascia trasparire storie di
ordinaria disperazione.

“Ci sentiamo figli di nessuno”, titolava il quotidiano di via Solferino
il 28 ottobre 1973. E pur tessendo diplomaticamente le lodi del
Granducato, parando così il culo ai nostri connazionali all’estero ed
evitando loro vendette e ripercussioni in un periodo in cui avevano
addosso l’attenzione mediatica, lamentava il fatto che i nostri
immigrati dovessero vivere nel “sovraffollamento e nell’inadeguatezza
igienica”, penalizzati da “affitti elevati e speculazioni”.

Italiani che, in una lettera al presidente chiedevano che il Governo
italiano, e non certo quello lussemburghese, costruisse per loro degli
alloggi decenti. L’esatto contrario delle pretese degli immigrati
africani pretendono vitto e alloggio a spese nostre!

Per tacer della scuola: o i nostri nonni e i loro figli imparavano una
delle tre lingue d’uso corrente (francese, inglese o tedesco) o niente.
Vietato l’italiano. La qual cosa, denunciavano gli immigrati, “condanna
i nostri ragazzi ad un ingiusto stato di inferiorità”. Altro che
madrasse e scuole islamiche.

“Il Lussemburgo è contrario alle scuole italiane”, scriveva sempre il
Corriere (che, ribadiamo, salviniano non è) il 27 ottobre 1973; “per il
ministro degli Esteri Gaston Thorn (l’omologo dell’attuale Jean
Asselborn, NdR) provocano una vera e propria discriminazione e
ritardano l’inserimento dei lavoratori immigrati”.

“I ragazzi, quando arrivano qua già in età scolastica, hanno notevoli
difficoltà di inserimento. Le classi parallele, frequentare cioè
contemporaneamente la scuola lussemburghese e corsi in italiano, pare
non funzionino bene…”, concludeva il Corriere. Ceccarelli, sempre sul
Corriere, ci andò ancora più pesante: “Spaghettisfréisser und wëlle
Bier, mangiaspaghetti e orsi selvatici, ci chiamavano quando andava
bene, o sbrigativamente tutti delinquenti”. Mafiosi, per la precisione…
ilchierico
2018-09-16 16:34:38 UTC
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Post by Filippo Giustiniani
Italiani che, in una lettera al presidente chiedevano che il Governo
italiano, e non certo quello lussemburghese, costruisse per loro degli
alloggi decenti. L’esatto contrario delle pretese degli immigrati
africani pretendono vitto e alloggio a spese nostre!
No forse qua nessuno ha capito un kaiser, nel senso vero della parola.

Un bombolone alla crema in omaggio al primo che indovina cosa fossero o
meglio cosa fossero state (cosi' vi metto sulla buona strada) le
baracche degli emigrati italiani in Germania, fino a tutti gli anni
Sessanta di sicuro, perche' ho avuto parenti e relativi amici che ci
sono stati, difatti i miei parenti sono scappati dalla Germania per
andare a lavorare in Belgio, dove obiettivamente si stava un po' meglio.

Sulle baracche del Lussemburgo non sono preparato, scusatemi, anzi merde
alors ;-D
Filippo Giustiniani
2018-09-16 16:36:28 UTC
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Post by ilchierico
Post by Filippo Giustiniani
Italiani che, in una lettera al presidente chiedevano che il Governo
italiano, e non certo quello lussemburghese, costruisse per loro degli
alloggi decenti. L’esatto contrario delle pretese degli immigrati
africani pretendono vitto e alloggio a spese nostre!
No forse qua nessuno ha capito un kaiser, nel senso vero della parola.
Un bombolone alla crema in omaggio al primo che indovina cosa fossero o
meglio cosa fossero state (cosi' vi metto sulla buona strada) le baracche
degli emigrati italiani in Germania, fino a tutti gli anni Sessanta di
sicuro, perche' ho avuto parenti e relativi amici che ci sono stati, difatti
i miei parenti sono scappati dalla Germania per andare a lavorare in Belgio,
dove obiettivamente si stava un po' meglio.
Sulle baracche del Lussemburgo non sono preparato, scusatemi, anzi merde
alors ;-D
Non serve dirti che i paesi bassi ci considerano merde alors
cicap
2018-09-16 18:13:26 UTC
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Al canile non ti hanno ancora spiegato che merde alors non significa siete delle merde?
Filippo Giustiniani
2018-09-16 18:16:04 UTC
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Post by cicap
Al canile non ti hanno ancora spiegato che merde alors non significa siete delle merde?
rintintin spiegalo te!!

poi spiegaci come ti trattano gli inglesi...pidocchio
cicap
2018-09-16 19:00:16 UTC
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Mi massacrano a suon di biglietti da 50.
Filippo Giustiniani
2018-09-16 19:02:43 UTC
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Post by cicap
Mi massacrano a suon di biglietti da 50.
ROTFL pidocchio costi caro per un anal
cicap
2018-09-16 20:08:33 UTC
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Com'è che conosci il tariffario?
Filippo Giustiniani
2018-09-16 20:24:43 UTC
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Post by cicap
Com'è che conosci il tariffario?
pidocchio Me li ha dati il tuo pappone brif
ilchierico
2018-09-17 11:59:12 UTC
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Post by cicap
Mi massacrano a suon di biglietti da 50.
dracme greche, presumo ;-D
ilchierico
2018-09-17 12:00:36 UTC
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Post by Filippo Giustiniani
Non serve dirti che i paesi bassi ci considerano merde alors
Non era questa la domanda.

Sai dove alloggiavano gli italiani emigrati in Germania? Se non lo sai,
sallo (cit.)

Questo va oltre le scemenze dei sinistrati di sinistra che sanno
benissimo quello che fanno.

Dove dormivano? Dai, provaci.

Al massimo il bombolone alla crema me lo paghi tu, se proprio vuoi :-9
Filippo Giustiniani
2018-09-17 12:11:12 UTC
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Post by ilchierico
Post by Filippo Giustiniani
Non serve dirti che i paesi bassi ci considerano merde alors
Non era questa la domanda.
Sai dove alloggiavano gli italiani emigrati in Germania? Se non lo sai, sallo
(cit.)
Questo va oltre le scemenze dei sinistrati di sinistra che sanno benissimo
quello che fanno.
Dove dormivano? Dai, provaci.
Al massimo il bombolone alla crema me lo paghi tu, se proprio vuoi :-9
ti aumenta la glicemia, ti posso invitare qui se hai due euro di
benzina e 120 per il casello

http://www.hostariadelvicoletto.it/
ilchierico
2018-09-17 14:47:26 UTC
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ti aumenta la glicemia, ti posso invitare qui se hai due euro di benzina
e 120 per il casello
Grazie per l'interessamento ma tanto per capirci visto che insisti a non
rispondermi, gli italiani al lavoro in Germania negli anni Sessanta sono
stati ospitati in certe baracche che erano gia' in piedi dai tempi della
Seconda Guerra Mondiale, tanto per chi non vuol credere.

Per il resto se abiti a Roma spendo meno col treno, e grazie per aver
pensato alla mia glicemia.
Filippo Giustiniani
2018-09-17 14:51:02 UTC
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Post by ilchierico
ti aumenta la glicemia, ti posso invitare qui se hai due euro di benzina
e 120 per il casello
Grazie per l'interessamento ma tanto per capirci visto che insisti a non
rispondermi, gli italiani al lavoro in Germania negli anni Sessanta sono
stati ospitati in certe baracche che erano gia' in piedi dai tempi della
Seconda Guerra Mondiale, tanto per chi non vuol credere.
certo lo davo per per scontato e non avevano sky e se chiedevano le
scarpe gli davano gli zoccoli di legno non le nike
ilchierico
2018-09-18 17:52:41 UTC
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Post by Filippo Giustiniani
certo lo davo per per scontato e non avevano sky e se chiedevano le
scarpe gli davano gli zoccoli di legno non le nike
Non ci scherzare sulle memorie dei tuoi o almeno dei miei parenti e
conoscenti. Le Nike le facevano i ragazzini vietnamiti che forse oggi
saranno cresciuti e continuano a cucire le stesse scarpe. Mi sembra
fuori luogo discuterne assieme ai lager dove dormivano gli operai italiani.

Idem per gli zoccoli di legno, mica stiamo parlando di Ermanno Olmi
(cfr. L'albero degli zoccoli).

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