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Che cosa significa "integrazione"?
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Namibz
2017-10-09 17:25:02 UTC
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Resto sempre un po' perplesso di fronte all'ambiguità di questo termine,
che invece, per quanto riguarda i migranti dovrebbe essere pacificamente
univoco. L'immigrato è tenuto ad osservare (come gli italiani) le leggi,
è tenuto a frequentare la scuola dell'obbligo se ne ha l'età (e
l'università se ne ha volontà e possibilità). Ha inoltre la necessità
(ma andrebbe incentivata) di imparare la nostra lingua, però
l'integrazione *civile* finisce qui, dove solitamente comincia
l'immaginaria integrazione "morale", come se esistesse un ethos comune,
in Italia (o in qualunque altro Stato). La formazione scolastica può
trasmettere frammenti (incerti e discutibili) dei famosi e inesistenti
"valori comuni", ma poiché non esiste una "polizia etica" come in Iran,
la scelta dei "valori" da rispettare spetta a ciascuno di noi o di
"loro": l'unica cosa veramente necessaria dovrebbe essewre (almeno) la
conoscenza della - non l'adesione con giuramento alla - Costituzione
(ignota ad es. ai molti italiani che delirano di "candidati premier").
Il problema della posizione della donna in alcune aree del mondo
islamico, e non solo, è reale, ma va affrontato (come quello "italico"
dei bambini e/o delle donne abusati/e) con il welfare, con le reti di
protezione promosse dallo Stato, e, non da ultimo, con la legge. Period.
Ci sono un mucchio di italiani con i quali mi dolgo di condividere
persino il pianeta terra, ma non intendo certo "convertirli" ai miei
valori. Dunque, piano con l'abuso del termine "integrazione", che sembra
positivo ma nasconde un volto molto oscuro.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Massimiliano Catanese
2017-10-09 18:31:45 UTC
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Post by Namibz
Resto sempre un po' perplesso di fronte all'ambiguità di questo termine,
che invece, per quanto riguarda i migranti dovrebbe essere pacificamente
univoco. L'immigrato è tenuto ad osservare (come gli italiani) le leggi,
è tenuto a frequentare la scuola dell'obbligo se ne ha l'età (e
l'università se ne ha volontà e possibilità). Ha inoltre la necessità
(ma andrebbe incentivata) di imparare la nostra lingua, però
l'integrazione *civile* finisce qui, dove solitamente comincia
l'immaginaria integrazione "morale", come se esistesse un ethos comune,
in Italia (o in qualunque altro Stato). La formazione scolastica può
trasmettere frammenti (incerti e discutibili) dei famosi e inesistenti
"valori comuni", ma poiché non esiste una "polizia etica" come in Iran,
la scelta dei "valori" da rispettare spetta a ciascuno di noi o di
"loro": l'unica cosa veramente necessaria dovrebbe essewre (almeno) la
conoscenza della - non l'adesione con giuramento alla - Costituzione
(ignota ad es. ai molti italiani che delirano di "candidati premier").
Il problema della posizione della donna in alcune aree del mondo
islamico, e non solo, è reale, ma va affrontato (come quello "italico"
dei bambini e/o delle donne abusati/e) con il welfare, con le reti di
protezione promosse dallo Stato, e, non da ultimo, con la legge. Period.
Ci sono un mucchio di italiani con i quali mi dolgo di condividere
persino il pianeta terra, ma non intendo certo "convertirli" ai miei
valori. Dunque, piano con l'abuso del termine "integrazione", che sembra
positivo ma nasconde un volto molto oscuro.
Ma caro Namib :
nessuno sa definire esattamente cosa significhi "integrazione".

Ma in teoria dovrebbe significare un atteggiamento mentale intimo,
un sentirsi appartenente a una certa comunita che a sua volta ti
percepisce come uno di loro.

Quindi l' integrazione è a due "versi" : uno che appartiene all'
integrato e uno che appartiene alla comunita integrante.

Essa è un Unicorno, come il concetto di popolo : esiste solo
nella nostra mente.

Ma (come per il popolo) questo è piu che sufficiente per far si
che abbia risvolti concreti.

Es. cretino (veramente cretino) ma chiaro :

se sono convinto (perchè sono paranoico) che quel tizio di fronte
a me invece che stare x estrarre il portafoglio sta x estrarre una
rivoltella per spararmi in faccia posso reagire e ucciderlo prima
che l' estrazione abbia luogo.

La mia convinzione ha effetti concreti.
Massimiliano Catanese
2017-10-09 18:34:28 UTC
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Post by Massimiliano Catanese
Post by Namibz
Resto sempre un po' perplesso di fronte all'ambiguità di questo termine,
che invece, per quanto riguarda i migranti dovrebbe essere pacificamente
univoco. L'immigrato è tenuto ad osservare (come gli italiani) le leggi,
è tenuto a frequentare la scuola dell'obbligo se ne ha l'età (e
l'università se ne ha volontà e possibilità). Ha inoltre la necessità
(ma andrebbe incentivata) di imparare la nostra lingua, però
l'integrazione *civile* finisce qui, dove solitamente comincia
l'immaginaria integrazione "morale", come se esistesse un ethos comune,
in Italia (o in qualunque altro Stato). La formazione scolastica può
trasmettere frammenti (incerti e discutibili) dei famosi e inesistenti
"valori comuni", ma poiché non esiste una "polizia etica" come in Iran,
la scelta dei "valori" da rispettare spetta a ciascuno di noi o di
"loro": l'unica cosa veramente necessaria dovrebbe essewre (almeno) la
conoscenza della - non l'adesione con giuramento alla - Costituzione
(ignota ad es. ai molti italiani che delirano di "candidati premier").
Il problema della posizione della donna in alcune aree del mondo
islamico, e non solo, è reale, ma va affrontato (come quello "italico"
dei bambini e/o delle donne abusati/e) con il welfare, con le reti di
protezione promosse dallo Stato, e, non da ultimo, con la legge. Period.
Ci sono un mucchio di italiani con i quali mi dolgo di condividere
persino il pianeta terra, ma non intendo certo "convertirli" ai miei
valori. Dunque, piano con l'abuso del termine "integrazione", che sembra
positivo ma nasconde un volto molto oscuro.
nessuno sa definire esattamente cosa significhi "integrazione".
Ma in teoria dovrebbe significare un atteggiamento mentale intimo,
un sentirsi appartenente a una certa comunita che a sua volta ti
percepisce come uno di loro.
Quindi l' integrazione è a due "versi" : uno che appartiene all'
integrato e uno che appartiene alla comunita integrante.
Essa è un Unicorno, come il concetto di popolo : esiste solo
nella nostra mente.
Ma (come per il popolo) questo è piu che sufficiente per far si
che abbia risvolti concreti.
se sono convinto (perchè sono paranoico) che quel tizio di fronte
a me invece che stare x estrarre il portafoglio sta x estrarre una
rivoltella per spararmi in faccia posso reagire e ucciderlo prima
che l' estrazione abbia luogo.
La mia convinzione ha effetti concreti.
dunque (aggiungo) vi puo' essere integrazione anche (al limite dico)
in assenza di ognuno di quei requisiti oggettivi che hai detto tu.

E puo' non esservi integrazione anche in presenza di tutti quei
requisiti. Sempre al limite intendo.

Quei requisiti agevolano, ma non causano.
Massimiliano Catanese
2017-10-09 18:53:22 UTC
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Post by Massimiliano Catanese
Post by Massimiliano Catanese
Post by Namibz
Resto sempre un po' perplesso di fronte all'ambiguità di questo termine,
che invece, per quanto riguarda i migranti dovrebbe essere pacificamente
univoco. L'immigrato è tenuto ad osservare (come gli italiani) le leggi,
è tenuto a frequentare la scuola dell'obbligo se ne ha l'età (e
l'università se ne ha volontà e possibilità). Ha inoltre la necessità
(ma andrebbe incentivata) di imparare la nostra lingua, però
l'integrazione *civile* finisce qui, dove solitamente comincia
l'immaginaria integrazione "morale", come se esistesse un ethos comune,
in Italia (o in qualunque altro Stato). La formazione scolastica può
trasmettere frammenti (incerti e discutibili) dei famosi e inesistenti
"valori comuni", ma poiché non esiste una "polizia etica" come in Iran,
la scelta dei "valori" da rispettare spetta a ciascuno di noi o di
"loro": l'unica cosa veramente necessaria dovrebbe essewre (almeno) la
conoscenza della - non l'adesione con giuramento alla - Costituzione
(ignota ad es. ai molti italiani che delirano di "candidati premier").
Il problema della posizione della donna in alcune aree del mondo
islamico, e non solo, è reale, ma va affrontato (come quello "italico"
dei bambini e/o delle donne abusati/e) con il welfare, con le reti di
protezione promosse dallo Stato, e, non da ultimo, con la legge. Period.
Ci sono un mucchio di italiani con i quali mi dolgo di condividere
persino il pianeta terra, ma non intendo certo "convertirli" ai miei
valori. Dunque, piano con l'abuso del termine "integrazione", che sembra
positivo ma nasconde un volto molto oscuro.
nessuno sa definire esattamente cosa significhi "integrazione".
Ma in teoria dovrebbe significare un atteggiamento mentale intimo,
un sentirsi appartenente a una certa comunita che a sua volta ti
percepisce come uno di loro.
Quindi l' integrazione è a due "versi" : uno che appartiene all'
integrato e uno che appartiene alla comunita integrante.
Essa è un Unicorno, come il concetto di popolo : esiste solo
nella nostra mente.
Ma (come per il popolo) questo è piu che sufficiente per far si
che abbia risvolti concreti.
se sono convinto (perchè sono paranoico) che quel tizio di fronte
a me invece che stare x estrarre il portafoglio sta x estrarre una
rivoltella per spararmi in faccia posso reagire e ucciderlo prima
che l' estrazione abbia luogo.
La mia convinzione ha effetti concreti.
dunque (aggiungo) vi puo' essere integrazione anche (al limite dico)
in assenza di ognuno di quei requisiti oggettivi che hai detto tu.
E puo' non esservi integrazione anche in presenza di tutti quei
requisiti. Sempre al limite intendo.
Quei requisiti agevolano, ma non causano.
agevolano MOLTO, ovviamente :-)
unknown
2017-10-09 19:16:02 UTC
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l'integrazione che vuole la politica.

Ecco chi generalmente non vuole integrarsi pensando di essere più furbi
invece sono ladri in giacca e cravatta e sempre scusati


Gennaro
2017-10-09 19:13:52 UTC
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Al massimo le fecce umane possono essere integrati come concime
Luigino Ferrari
2017-10-10 05:15:25 UTC
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On Mon, 9 Oct 2017 19:25:02 +0200, Namibz
Post by Namibz
Resto sempre un po' perplesso di fronte all'ambiguità di questo termine,
che invece, per quanto riguarda i migranti dovrebbe essere pacificamente
univoco. L'immigrato è tenuto ad osservare (come gli italiani) le leggi,
è tenuto a frequentare la scuola dell'obbligo se ne ha l'età (e
l'università se ne ha volontà e possibilità). Ha inoltre la necessità
(ma andrebbe incentivata) di imparare la nostra lingua, però
l'integrazione *civile* finisce qui, dove solitamente comincia
l'immaginaria integrazione "morale", come se esistesse un ethos comune,
in Italia (o in qualunque altro Stato). La formazione scolastica può
trasmettere frammenti (incerti e discutibili) dei famosi e inesistenti
"valori comuni", ma poiché non esiste una "polizia etica" come in Iran,
la scelta dei "valori" da rispettare spetta a ciascuno di noi o di
"loro": l'unica cosa veramente necessaria dovrebbe essewre (almeno) la
conoscenza della - non l'adesione con giuramento alla - Costituzione
(ignota ad es. ai molti italiani che delirano di "candidati premier").
Il problema della posizione della donna in alcune aree del mondo
islamico, e non solo, è reale, ma va affrontato (come quello "italico"
dei bambini e/o delle donne abusati/e) con il welfare, con le reti di
protezione promosse dallo Stato, e, non da ultimo, con la legge. Period.
Ci sono un mucchio di italiani con i quali mi dolgo di condividere
persino il pianeta terra, ma non intendo certo "convertirli" ai miei
valori. Dunque, piano con l'abuso del termine "integrazione", che sembra
positivo ma nasconde un volto molto oscuro.
Realista disamina che in toto sottoscrivo.
Shylock
2017-10-10 05:47:45 UTC
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Post by Namibz
Resto sempre un po' perplesso di fronte all'ambiguità di questo termine,
che invece, per quanto riguarda i migranti dovrebbe essere pacificamente
univoco. L'immigrato è tenuto ad osservare (come gli italiani) le leggi,
è tenuto a frequentare la scuola dell'obbligo se ne ha l'età (e
l'università se ne ha volontà e possibilità). Ha inoltre la necessità
(ma andrebbe incentivata) di imparare la nostra lingua, però
l'integrazione *civile* finisce qui, dove solitamente comincia
l'immaginaria integrazione "morale", come se esistesse un ethos comune,
in Italia (o in qualunque altro Stato).
e, IMHO, il fatto che gli "autoctoni" si sentano in dovere di spiegare queste quattro banalita' agli stranieri, assumendo che siano dei minus o barbari che non lo farebbero senza un uomo bianco a prendersene il fardello, dice parecchio su come molti vedono la questione.
Namibz
2017-10-10 06:14:01 UTC
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Post by Shylock
Post by Namibz
Resto sempre un po' perplesso di fronte all'ambiguità di questo termine,
che invece, per quanto riguarda i migranti dovrebbe essere pacificamente
univoco. L'immigrato è tenuto ad osservare (come gli italiani) le leggi,
è tenuto a frequentare la scuola dell'obbligo se ne ha l'età (e
l'università se ne ha volontà e possibilità). Ha inoltre la necessità
(ma andrebbe incentivata) di imparare la nostra lingua, però
l'integrazione *civile* finisce qui, dove solitamente comincia
l'immaginaria integrazione "morale", come se esistesse un ethos comune,
in Italia (o in qualunque altro Stato).
e, IMHO, il fatto che gli "autoctoni" si sentano in dovere di spiegare queste quattro banalita' agli stranieri
Vanno spiegate agli "autoctoni", appunto.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Lazarus
2017-10-10 07:50:08 UTC
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Post by Shylock
e, IMHO, il fatto che gli "autoctoni" si sentano in dovere di spiegare queste quattro banalita' agli stranieri, assumendo che siano dei minus o barbari che non lo farebbero senza un uomo bianco a prendersene il fardello, dice parecchio su come molti vedono la questione.
Direi realisticamente, visto che in molte parti del mondo il concetto di stato di diritto e' alquanto traballante se non inesistente.

L.
Shylock
2017-10-10 08:45:36 UTC
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Post by Lazarus
Post by Shylock
e, IMHO, il fatto che gli "autoctoni" si sentano in dovere di spiegare queste quattro banalita' agli stranieri, assumendo che siano dei minus o barbari che non lo farebbero senza un uomo bianco a prendersene il fardello, dice parecchio su come molti vedono la questione.
Direi realisticamente, visto che in molte parti del mondo il concetto di stato di diritto e' alquanto traballante se non inesistente.
un esempio di comportamenti che necessiterebbero l'amorevole correzione dell'uomo bianco?
Lazarus
2017-10-10 12:06:18 UTC
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Post by Shylock
un esempio di comportamenti che necessiterebbero l'amorevole correzione dell'uomo bianco?
Il tribunale degli anziani che commina lo stupro della sorella di X per i torti commessi da X alla Pakistana?
Le faide familiari alla Albanese?
La sottomissione femminile al volere patriarcale...

Oh, tutt roba che fanno anche i bianchi, ma che in certe parti del mondo e' considerata pure buona e giusta.

L.
Shylock
2017-10-10 12:10:04 UTC
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On Tuesday, October 10, 2017 at 4:06:19 PM UTC+4, Lazarus wrote:
[...]
Post by Lazarus
Il tribunale degli anziani che commina lo stupro della sorella di X per i torti commessi da X alla Pakistana?
Le faide familiari alla Albanese?
La sottomissione femminile al volere patriarcale...
Oh, tutt roba che fanno anche i bianchi, ma che in certe parti del mondo e' considerata pure buona e giusta.
ok, quindi sei davvero convinto gli immigrati sono barbari a cui, se non lo si spiega con un disegnono, passano il tempo a menare le donne.

lo sospettavo.
Lazarus
2017-10-10 14:01:08 UTC
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Post by Shylock
ok, quindi sei davvero convinto gli immigrati sono barbari a cui, se non lo si spiega con un disegnono, passano il tempo a menare le donne.
Alcuni immigrati provenienti da certe parti del mondo sono abituati ad un sistema dove menare una donna, sposare una dodicenne et etc sono cose perfettamente normali. Non e' questione di "passare il tempo a menare", e' questione di ritenere nel proprio diritto di farlo.
E non perche' lo penso comodamente seduto dietro un PC ma perche' ho portato le chiappe in certi posti ed ho visto e sentito con le mie orecchie.

L.
Morgan
2017-10-10 14:43:52 UTC
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Post by Lazarus
Post by Shylock
ok, quindi sei davvero convinto gli immigrati sono barbari a cui, se non lo si spiega con un disegnono, passano il tempo a menare le donne.
Alcuni immigrati provenienti da certe parti del mondo sono abituati ad un sistema dove menare una donna, sposare una dodicenne et etc sono cose perfettamente normali. Non e' questione di "passare il tempo a menare", e' questione di ritenere nel proprio diritto di farlo.
E non perche' lo penso comodamente seduto dietro un PC ma perche' ho portato le chiappe in certi posti ed ho visto e sentito con le mie orecchie.
L.
Val più la pratice della grammatica, nel caso.
Secondo me, visto come gli stessi Italiani aggrediscono gli altri
Italiani contrari alla faccenda immigrazione, la parola vuol
dire associazione di una parte politica con lo straniero, allo
scopo di sottomettere la restante parte di popolazione contraria,
appellandola fascista e razzista, in modo di soggiogarla intimidendola.
Anche qui in questo ng, si verifcano aggressioni verbali nei
confronti di persone anche solo indecise ed insicure, sulla bontà
della teoria sull'immigrazione (che per me è invasione assistita).
Poi parlano dell'intolleranza altrui o del razzismo altrui...
Per frequentare questo NG assiduamente, o si è politici di mestiere
oppure bisogna avere una certa componente sado-maso intrinseca. ;-)
Namibz
2017-10-10 15:16:25 UTC
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Post by Lazarus
Post by Shylock
ok, quindi sei davvero convinto gli immigrati sono barbari a cui, se non lo si spiega con un disegnono, passano il tempo a menare le donne.
Alcuni immigrati provenienti da certe parti del mondo sono abituati ad un sistema dove menare una donna, sposare una dodicenne et etc sono cose perfettamente normali.
Qui sono semplicemente illegali. Legge, non "valori". E anche molti
ariani & cristiani picchiano le donne e "sposano" dodicenni, subendo i
mai troppo sufficienti rigori della legge quando li beccano. Legge, non
"valori".
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Lazarus
2017-10-11 08:08:51 UTC
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Post by Namibz
Post by Lazarus
Post by Shylock
ok, quindi sei davvero convinto gli immigrati sono barbari a cui, se non lo si spiega con un disegnono, passano il tempo a menare le donne.
Alcuni immigrati provenienti da certe parti del mondo sono abituati ad un sistema dove menare una donna, sposare una dodicenne et etc sono cose perfettamente normali.
Qui sono semplicemente illegali. Legge, non "valori".
E non ti e' chiaro quanto i valori siano piu' robusti della legge?
L.
Namibz
2017-10-11 08:38:15 UTC
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Post by Lazarus
Post by Namibz
Qui sono semplicemente illegali. Legge, non "valori".
E non ti e' chiaro quanto i valori siano piu' robusti della legge?
La legge può irrogare delle pene, i "valori" (qualunque cosa essi siano) no.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Lazarus
2017-10-11 09:58:49 UTC
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Post by Namibz
Post by Lazarus
Post by Namibz
Qui sono semplicemente illegali. Legge, non "valori".
E non ti e' chiaro quanto i valori siano piu' robusti della legge?
La legge può irrogare delle pene, i "valori" (qualunque cosa essi siano) no.
No? Fai pure le corna a tua moglie allora, che tanto non e' illegale, e poi fammi sapere se non ti fa provare qualche pena.

L.
Namibz
2017-10-11 10:30:21 UTC
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Post by Lazarus
Post by Namibz
Post by Lazarus
Post by Namibz
Qui sono semplicemente illegali. Legge, non "valori".
E non ti e' chiaro quanto i valori siano piu' robusti della legge?
La legge può irrogare delle pene, i "valori" (qualunque cosa essi siano) no.
No? Fai pure le corna a tua moglie allora, che tanto non e' illegale, e poi fammi sapere se non ti fa provare qualche pena.
Però resterei perfettamente integrato nella società italiana, no?
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Lazarus
2017-10-11 11:19:04 UTC
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Post by Namibz
Però resterei perfettamente integrato nella società italiana, no?
Ma non nella famiglia di lei o tra i vostri comuni amici, il che potrebbe essere piu' pesante che 1 mese di galera.

L.
Shylock
2017-10-11 11:23:07 UTC
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Post by Lazarus
Post by Namibz
Però resterei perfettamente integrato nella società italiana, no?
Ma non nella famiglia di lei o tra i vostri comuni amici, il che potrebbe essere piu' pesante che 1 mese di galera.
cazzi loro.
Namibz
2017-10-11 11:25:29 UTC
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Post by Lazarus
Post by Namibz
Però resterei perfettamente integrato nella società italiana, no?
Ma non nella famiglia di lei o tra i vostri comuni amici,
Ma resterei o no "integrato" nella società italiana?
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Lazarus
2017-10-11 11:36:55 UTC
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Post by Namibz
Post by Lazarus
Ma non nella famiglia di lei o tra i vostri comuni amici,
Ma resterei o no "integrato" nella società italiana?
Rimarresti cittadino italiano. "Integrato" nella societa' e' un concetto piu' vasto e meno definito. Materia da antropologi e sociologi, non giuristi.

Ma credo ti sia chiara la differenza tra non fare qualcosa perche' sei convinto che non vada fatta o perche' corri il rischio di essere beccato e punito.

L.
Shylock
2017-10-11 11:53:12 UTC
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Post by Lazarus
Post by Namibz
Post by Lazarus
Ma non nella famiglia di lei o tra i vostri comuni amici,
Ma resterei o no "integrato" nella società italiana?
Rimarresti cittadino italiano. "Integrato" nella societa' e' un concetto piu' vasto e meno definito. Materia da antropologi e sociologi, non giuristi.
e ci sara' un motivo per cui i giuristi se ne sbattono, no?
Lazarus
2017-10-11 13:54:12 UTC
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Post by Shylock
Post by Lazarus
Rimarresti cittadino italiano. "Integrato" nella societa' e' un concetto piu' vasto e meno definito. Materia da antropologi e sociologi, non giuristi.
e ci sara' un motivo per cui i giuristi se ne sbattono, no?
La realta' trascende la giurisprudenza.

L.
Namibz
2017-10-11 12:29:17 UTC
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Post by Lazarus
Post by Namibz
Post by Lazarus
Ma non nella famiglia di lei o tra i vostri comuni amici,
Ma resterei o no "integrato" nella società italiana?
Rimarresti cittadino italiano. "Integrato" nella societa' e' un concetto piu' vasto e meno definito. Materia da antropologi e sociologi, non giuristi.
Ma credo ti sia chiara la differenza tra non fare qualcosa perche' sei convinto che non vada fatta o perche' corri il rischio di essere beccato e punito.
Appunto perché mi è chiara, vedo che la legge funziona e i "valori" no.
I valori sono, boh, "la cosa di cui sono fatti i sogni".
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Massimiliano Catanese
2017-10-11 12:36:14 UTC
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Post by Namibz
I valori sono, boh, "la cosa di cui sono fatti i sogni".
forse pero' non ti è chiaro il fatto che le persone agiscono
sempre in base ai loro sogni. Brutti e/o belli che siano :
ognuno ha i suoi. Anche tu.
Lazarus
2017-10-11 13:55:19 UTC
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Post by Namibz
Appunto perché mi è chiara, vedo che la legge funziona e i "valori" no.
I valori sono, boh, "la cosa di cui sono fatti i sogni".
I valori sono quella roba che la legge formalizza come e quando puo'.

L.
Namibz
2017-10-11 14:03:55 UTC
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Post by Lazarus
Post by Namibz
Appunto perché mi è chiara, vedo che la legge funziona e i "valori" no.
I valori sono, boh, "la cosa di cui sono fatti i sogni".
I valori sono quella roba che la legge formalizza come e quando puo'.
E che quando non sono "formalizzati" non esistono.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Shylock
2017-10-11 10:45:01 UTC
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Post by Lazarus
Post by Namibz
Post by Lazarus
Post by Namibz
Qui sono semplicemente illegali. Legge, non "valori".
E non ti e' chiaro quanto i valori siano piu' robusti della legge?
La legge può irrogare delle pene, i "valori" (qualunque cosa essi siano) no.
No? Fai pure le corna a tua moglie allora, che tanto non e' illegale, e poi fammi sapere se non ti fa provare qualche pena.
beh no, fare le corna alla moglie e' proprio illegale.

non e' un illecito penale, ma e' comunque una rottura di un obbligo coniugale e sanzionato in sede civile.

prova un altro esempio, con questo c'hai cannato.
Namibz
2017-10-11 10:52:23 UTC
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Post by Shylock
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Post by Namibz
Post by Lazarus
Post by Namibz
Qui sono semplicemente illegali. Legge, non "valori".
E non ti e' chiaro quanto i valori siano piu' robusti della legge?
La legge può irrogare delle pene, i "valori" (qualunque cosa essi siano) no.
No? Fai pure le corna a tua moglie allora, che tanto non e' illegale, e poi fammi sapere se non ti fa provare qualche pena.
beh no, fare le corna alla moglie e' proprio illegale.
non e' un illecito penale, ma e' comunque una rottura di un obbligo coniugale e sanzionato in sede civile.
prova un altro esempio, con questo c'hai cannato.
Anche perché dubito che il marito inedele cessi con ciò di essere
perfettamente integrato alla "comunità nazionale" (qualunque cosa essa sia).
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Lazarus
2017-10-11 11:25:21 UTC
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Post by Namibz
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Post by Namibz
Qui sono semplicemente illegali. Legge, non "valori".
E non ti e' chiaro quanto i valori siano piu' robusti della legge?
La legge può irrogare delle pene, i "valori" (qualunque cosa essi siano) no.
No? Fai pure le corna a tua moglie allora, che tanto non e' illegale, e poi fammi sapere se non ti fa provare qualche pena.
beh no, fare le corna alla moglie e' proprio illegale.
non e' un illecito penale, ma e' comunque una rottura di un obbligo coniugale e sanzionato in sede civile.
prova un altro esempio, con questo c'hai cannato.
Bon, fai l'esempio con la fidanzata e fammi sapere.

L.
Shylock
2017-10-11 11:28:21 UTC
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Post by Lazarus
Post by Shylock
Post by Lazarus
Post by Namibz
Post by Lazarus
Post by Namibz
Qui sono semplicemente illegali. Legge, non "valori".
E non ti e' chiaro quanto i valori siano piu' robusti della legge?
La legge può irrogare delle pene, i "valori" (qualunque cosa essi siano) no.
No? Fai pure le corna a tua moglie allora, che tanto non e' illegale, e poi fammi sapere se non ti fa provare qualche pena.
beh no, fare le corna alla moglie e' proprio illegale.
non e' un illecito penale, ma e' comunque una rottura di un obbligo coniugale e sanzionato in sede civile.
prova un altro esempio, con questo c'hai cannato.
Bon, fai l'esempio con la fidanzata e fammi sapere.
ok, quindi l'integrazione passa per la polizia dei rapporti interpersonali privati, anche quelli informali e irrilevanti dal punto di visto giuridico.

pero' non vuoi lo stato etico. e quella vacanza di cui ti parlavo tempo fa?
Lazarus
2017-10-11 13:50:33 UTC
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Post by Shylock
ok, quindi l'integrazione passa per la polizia dei rapporti interpersonali privati, anche quelli informali e irrilevanti dal punto di visto giuridico.
No, quelle era un'esmepio volto a dimostrare la tangibilita' degli effetti derivanti dalla violazione di valori NON da parte dell'ordine costituito.
Post by Shylock
pero' non vuoi lo stato etico. e quella vacanza di cui ti parlavo tempo fa?
Ancora pending. Ma se non segui il discorso sei tu a fare confusione.
L.
Shylock
2017-10-11 14:04:32 UTC
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Post by Lazarus
Post by Shylock
ok, quindi l'integrazione passa per la polizia dei rapporti interpersonali privati, anche quelli informali e irrilevanti dal punto di visto giuridico.
No, quelle era un'esmepio volto a dimostrare la tangibilita' degli effetti derivanti dalla violazione di valori NON da parte dell'ordine costituito.
e puo' anche essere un'esempio del fatto che questo genere di cose sono cose che non stanno sotto il dominio dello stato, quindi inutile farle una questione politica.
Post by Lazarus
Post by Shylock
pero' non vuoi lo stato etico. e quella vacanza di cui ti parlavo tempo fa?
Ancora pending. Ma se non segui il discorso sei tu a fare confusione.
OK, quindi occorre che lo stato si occupi di cose come i rapporti fra fidanzati.

senza pero' essere uno stato etico.
Dott. Salvini (immortale)
2017-10-10 17:18:55 UTC
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Post by Lazarus
Post by Shylock
ok, quindi sei davvero convinto gli immigrati sono barbari a cui, se non lo si spiega con un disegnono, passano il tempo a menare le donne.
Alcuni immigrati provenienti da certe parti del mondo sono abituati ad un sistema dove menare una donna, sposare una dodicenne et etc sono cose perfettamente normali. Non e' questione di "passare il tempo a menare", e' questione di ritenere nel proprio diritto di farlo.
E non perche' lo penso comodamente seduto dietro un PC ma perche' ho portato le chiappe in certi posti ed ho visto e sentito con le mie orecchie.
L.
E, ma guarda tu il caso, incidentalmente da quando sono arrivati centinaia di migiaia di immigrati maomettici non serve più nemmeno andare fin lì per vedere queste realtà.
MA tu pensa il caso... infibulazioni in italia.
Già, sono gli italiani.
Vero Brif????

L'IMMORTALE
brif 2014
2017-10-10 18:15:44 UTC
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Raw Message
Post by Dott. Salvini (immortale)
Post by Lazarus
Post by Shylock
ok, quindi sei davvero convinto gli immigrati sono barbari a cui, se non lo si spiega con un disegnono, passano il tempo a menare le donne.
Alcuni immigrati provenienti da certe parti del mondo sono abituati ad un sistema dove menare una donna, sposare una dodicenne et etc sono cose perfettamente normali. Non e' questione di "passare il tempo a menare", e' questione di ritenere nel proprio diritto di farlo.
E non perche' lo penso comodamente seduto dietro un PC ma perche' ho portato le chiappe in certi posti ed ho visto e sentito con le mie orecchie.
L.
E, ma guarda tu il caso, incidentalmente da quando sono arrivati centinaia di migiaia di immigrati maomettici non serve più nemmeno andare fin lì per vedere queste realtà.
MA tu pensa il caso... infibulazioni in italia.
Già, sono gli italiani.
Vero Brif????
L'IMMORTALE
Interessante intervento.
Da vero uomo di cultura e che ha compreso che stiamo discutendo
sulle forme d'integrazione.
Forse però ti è sfuggita la risposta di Namib.
Poco male.
Sarà per un'altra volta.
Ad esempio potrai approfondire il tema che "i maometti e i kabobo
pisciano agli angoli delle strade e ruttano".
Un argomento sul quale avrai attenti e capaci interlocutori.

brif
Dott. Salvini (immortale)
2017-10-10 18:20:16 UTC
Rispondi
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Raw Message
Post by brif 2014
Post by Dott. Salvini (immortale)
Post by Lazarus
Post by Shylock
ok, quindi sei davvero convinto gli immigrati sono barbari a cui, se non lo si spiega con un disegnono, passano il tempo a menare le donne.
Alcuni immigrati provenienti da certe parti del mondo sono abituati ad un sistema dove menare una donna, sposare una dodicenne et etc sono cose perfettamente normali. Non e' questione di "passare il tempo a menare", e' questione di ritenere nel proprio diritto di farlo.
E non perche' lo penso comodamente seduto dietro un PC ma perche' ho portato le chiappe in certi posti ed ho visto e sentito con le mie orecchie.
L.
E, ma guarda tu il caso, incidentalmente da quando sono arrivati centinaia di migiaia di immigrati maomettici non serve più nemmeno andare fin lì per vedere queste realtà.
MA tu pensa il caso... infibulazioni in italia.
Già, sono gli italiani.
Vero Brif????
L'IMMORTALE
Interessante intervento.
Da vero uomo di cultura e che ha compreso che stiamo discutendo
sulle forme d'integrazione.
Forse però ti è sfuggita la risposta di Namib.
Poco male.
Sarà per un'altra volta.
Ad esempio potrai approfondire il tema che "i maometti e i kabobo
pisciano agli angoli delle strade e ruttano".
Un argomento sul quale avrai attenti e capaci interlocutori.
brif
VEDI BRIF, OGNUNO UTILIZZA LE STRATEGIE COmUNICATIVE CHE RITIENE PIù EFFICACI.
Io non sto a sindacare sulle vostre.

l'immortale
brif 2014
2017-10-10 19:33:12 UTC
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Raw Message
Post by Dott. Salvini (immortale)
Post by brif 2014
Post by Dott. Salvini (immortale)
Post by Lazarus
Post by Shylock
ok, quindi sei davvero convinto gli immigrati sono barbari a cui, se non lo si spiega con un disegnono, passano il tempo a menare le donne.
Alcuni immigrati provenienti da certe parti del mondo sono abituati ad un sistema dove menare una donna, sposare una dodicenne et etc sono cose perfettamente normali. Non e' questione di "passare il tempo a menare", e' questione di ritenere nel proprio diritto di farlo.
E non perche' lo penso comodamente seduto dietro un PC ma perche' ho portato le chiappe in certi posti ed ho visto e sentito con le mie orecchie.
L.
E, ma guarda tu il caso, incidentalmente da quando sono arrivati centinaia di migiaia di immigrati maomettici non serve più nemmeno andare fin lì per vedere queste realtà.
MA tu pensa il caso... infibulazioni in italia.
Già, sono gli italiani.
Vero Brif????
L'IMMORTALE
Interessante intervento.
Da vero uomo di cultura e che ha compreso che stiamo discutendo
sulle forme d'integrazione.
Forse però ti è sfuggita la risposta di Namib.
Poco male.
Sarà per un'altra volta.
Ad esempio potrai approfondire il tema che "i maometti e i kabobo
pisciano agli angoli delle strade e ruttano".
Un argomento sul quale avrai attenti e capaci interlocutori.
brif
VEDI BRIF, OGNUNO UTILIZZA LE STRATEGIE COmUNICATIVE CHE RITIENE PIù EFFICACI.
Io non sto a sindacare sulle vostre.
l'immortale
Ma io non ho sindacato alcunché.
Ti ho soltanto dato uno spassionato suggerimento al tuo livello.
L'analisi (non marxiana, eh) del maometto e/o kabobo che piscia e rutta
agli angoli delle strade.

L'argomento è foriero di interessanti digressioni.

"Loro ruttano e gli italiani non li hanno invitati"
"I buonisti sono responsabili del piscio islamico"
"Pisciano e ruttano perché così vuole il Profeta"
"Sono anche ebrei travestiti da islamici" (devi dare spazio al Crei).
"Ne ho stesi quattro con l'ascia".

Insomma sono argomenti di alto contenuto culturale.
Altroché 'ste palle delle tipologie d'integrazione.

brif
Giovannino
2017-10-10 22:53:52 UTC
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Post by brif 2014
"Sono anche ebrei travestiti da islamici"
LOL
Shylock
2017-10-11 06:40:44 UTC
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Raw Message
Post by Lazarus
Post by Shylock
ok, quindi sei davvero convinto gli immigrati sono barbari a cui, se non lo si spiega con un disegnono, passano il tempo a menare le donne.
Alcuni immigrati provenienti da certe parti del mondo sono abituati ad un sistema dove menare una donna, sposare una dodicenne et etc sono cose perfettamente normali.
e quando vengono in questa parte del mondo, se non capiscono che si fa come i romani, si "integrano" in galera.

c'e' gia' un codice penale, basta far lavorare magistrate e secondini, invece di parlare di parole prive di significato.
Lazarus
2017-10-11 08:16:41 UTC
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Post by Shylock
c'e' gia' un codice penale, basta far lavorare magistrate e secondini, invece di parlare di parole prive di significato.
Non basta. Non e' efficace e non previene alcun problema, dato che in galera ci si va DOPO aver commesso il fatto.

Il punto e' che le persone interagiscono su base culturale e valoriale, la legge entra in gioco come estrema ratio.

Non e' che io abbia una risposta o invochi lo Stato etico, ma l'idea che una comunita' si regga puramente sul rispetto formale della legge secondo me e' una sciocchezza.

L.
Shylock
2017-10-11 10:43:14 UTC
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Raw Message
On Wednesday, October 11, 2017 at 12:16:42 PM UTC+4, Lazarus wrote:
[...]
Post by Lazarus
Non e' che io abbia una risposta o invochi lo Stato etico, ma l'idea che una comunita' si regga puramente sul rispetto formale della legge secondo me e' una sciocchezza.
beh, se non invochi lo stato etico, puoi pensare quel che vuoi, ma funziona cosi'.

altrimenti ti tocca proprio lo stato etico.
Namibz
2017-10-11 10:53:04 UTC
Rispondi
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Raw Message
Post by Shylock
[...]
Post by Lazarus
Non e' che io abbia una risposta o invochi lo Stato etico, ma l'idea che una comunita' si regga puramente sul rispetto formale della legge secondo me e' una sciocchezza.
beh, se non invochi lo stato etico, puoi pensare quel che vuoi, ma funziona cosi'.
altrimenti ti tocca proprio lo stato etico.
Quoto.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Lazarus
2017-10-11 11:21:22 UTC
Rispondi
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Raw Message
Post by Shylock
altrimenti ti tocca proprio lo stato etico.
Mah, non credo che sia cosi duale. Di norma gli stati promuovono piu' o meno esplicitamente un'etica "pubblica" pur non punendo eventuali devizioni. E la carota puo' piu' del bastone, in genere.

L.
Shylock
2017-10-11 11:25:19 UTC
Rispondi
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Raw Message
Post by Lazarus
Post by Shylock
altrimenti ti tocca proprio lo stato etico.
Mah, non credo che sia cosi duale. Di norma gli stati promuovono piu' o meno esplicitamente un'etica "pubblica" pur non punendo eventuali devizioni.
ah ok, quindi l'integrazione si riduce a qualche campagna sull'ovvio fatto che picchiare la moglie e male.

se non costa troppo, non vedo perche' non farlo di tanto in tanto.
x05
2017-10-10 06:40:21 UTC
Rispondi
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Raw Message
Post by Namibz
Resto sempre un po' perplesso di fronte all'ambiguità di
questo termine, che invece, per quanto riguarda i
migranti dovrebbe essere pacificamente univoco.
L'immigrato è tenuto ad osservare (come gli italiani) le
leggi,
Ma il rispetto delle leggi non e' indice di integrazione.
Uno straniero che commette un reato non e' che e' integrato
o meno e' semplicemente un tizio che compie un reato.
Post by Namibz
è tenuto a frequentare la scuola dell'obbligo se
ne ha l'età (e l'università se ne ha volontà e
possibilità).
Anche questo e' un obbligo. Non vedo perche' non dovremmo
considerare non integrato uno straniero che non frequenta
la scuola e integrato un italiano che ha lo stesso
comportamento.


Secondo me integrarsi significa adottare comportamenti e
modi di vivere e abitudini di una popolazione.

Con questo non voglio dire che uno straniero sia tenuto ad
integrarsi ma che il termine significa "intero" e cioe' che
gli individui di una societa' hanno tratti in comune che li
rappresentano.

Al di fuori di questo contesto il concetto di integrazione
non ha alcun senso.
Shylock
2017-10-10 06:47:45 UTC
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Raw Message
On Tuesday, October 10, 2017 at 10:40:21 AM UTC+4, x05 wrote:
[...]
Post by x05
Al di fuori di questo contesto il concetto di integrazione
non ha alcun senso.
questo ha senso, ma, per fortuna, non e' piu' compito dello stato occuparsi delle abitudini del cittadino.
Lazarus
2017-10-10 07:51:59 UTC
Rispondi
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Raw Message
Post by Namibz
"loro": l'unica cosa veramente necessaria dovrebbe essewre (almeno) la
conoscenza della - non l'adesione con giuramento alla - Costituzione
perche' non l'adesione?

L.
Namibz
2017-10-10 08:04:27 UTC
Rispondi
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Raw Message
Post by Lazarus
Post by Namibz
"loro": l'unica cosa veramente necessaria dovrebbe essewre (almeno) la
conoscenza della - non l'adesione con giuramento alla - Costituzione
perche' non l'adesione?
Perché, tu hai "aderito" formalmente e personalmente alla Costituzione?
Devi solo rispettare le leggi che su di essa si basano. Quel che io e te
pensiamo della Costituzione è assolutamente irrilevante.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Lazarus
2017-10-10 12:02:01 UTC
Rispondi
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Raw Message
Post by Namibz
Post by Lazarus
perche' non l'adesione?
Perché, tu hai "aderito" formalmente e personalmente alla Costituzione?
Ho giurato fedelta' alla Repubblica.
Post by Namibz
Devi solo rispettare le leggi che su di essa si basano. Quel che io e te
pensiamo della Costituzione è assolutamente irrilevante.
E' una visione razionalista che razionalmente condivido ma che temo funzioni poco. Non e' un sistema di leggi che ti fa sacrificare la vita o rifutare una bustarella...

L.
Shylock
2017-10-10 12:07:25 UTC
Rispondi
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Raw Message
On Tuesday, October 10, 2017 at 4:02:02 PM UTC+4, Lazarus wrote:
[...]
Post by Lazarus
Post by Namibz
Devi solo rispettare le leggi che su di essa si basano. Quel che io e te
pensiamo della Costituzione è assolutamente irrilevante.
E' una visione razionalista che razionalmente condivido ma che temo funzioni poco.
non mi sembra. la stragrande maggioranza della gente in italia ignora il contenuto di leggi e costituzione, per non parlare dei principi fondamentali (che, fra l'altro, al momento in cui furono incorporati erano sostanzialmente estranei e "non integrati" nella cultura italiana), ma non vedo tutto questo spargimento di sangue.
Post by Lazarus
Non e' un sistema di leggi che ti fa sacrificare la vita o rifutare una >bustarella
su questo concordo. ma allora non vedo come il sistema di leggi stesso possa fare "l'integrazione".
Lazarus
2017-10-10 12:29:21 UTC
Rispondi
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Raw Message
Post by Shylock
non mi sembra. la stragrande maggioranza della gente in italia ignora il contenuto di leggi e costituzione, per non parlare dei principi fondamentali (che, fra l'altro, al momento in cui furono incorporati erano sostanzialmente estranei e "non integrati" nella cultura italiana), ma non vedo tutto questo spargimento di sangue.
Proprio perche' c'e' un substrato culturale comune che permette di convivere per consuetudine anziche' in punta di diritto.
Post by Shylock
Post by Lazarus
Non e' un sistema di leggi che ti fa sacrificare la vita o rifutare una >bustarella
su questo concordo. ma allora non vedo come il sistema di leggi stesso possa fare "l'integrazione".
IMO e' un substrato necessario ma non sufficiente. Se funziona bene favorisce l'integrazione per adesione ad un modello di successo.

L.
Namibz
2017-10-10 12:50:17 UTC
Rispondi
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Raw Message
Post by Lazarus
Post by Namibz
Post by Lazarus
perche' non l'adesione?
Perché, tu hai "aderito" formalmente e personalmente alla Costituzione?
Ho giurato fedelta' alla Repubblica.
Sotto il militare? Dunque, le donne sono (per lo più) potenzialmente
eversive ri-educande? Btw, "giurare" (cosa che Cristo vieta ai suoi
seguaci: Mt 5, 33-37) su qualcosa è una formalità che non significa de
facto un accidente, e infatti l'eventuale spergiuro non viene (né può)
esser sanzionato.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Lazarus
2017-10-10 14:05:57 UTC
Rispondi
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Raw Message
Post by Namibz
Post by Lazarus
Post by Namibz
Post by Lazarus
perche' non l'adesione?
Perché, tu hai "aderito" formalmente e personalmente alla Costituzione?
Ho giurato fedelta' alla Repubblica.
Sotto il militare? Dunque, le donne sono (per lo più) potenzialmente
eversive ri-educande?
Hai fatto una domanda e ti ho dato una risposta. Non ci elucubrare piu' del necessario.
Post by Namibz
Btw, "giurare" (cosa che Cristo vieta ai suoi
seguaci: Mt 5, 33-37) su qualcosa è una formalità che non significa de
facto un accidente, e infatti l'eventuale spergiuro non viene (né può)
esser sanzionato.
Eppure si continua a fare e per qualcuno pronunciare quelle parole ha un effetto assai sostanziale.
Ed e' quella roba li che tiene insieme le comunita', non la paura di essere sanzionati. Lo so che ti sembra nazionalismo nostalgico e fascistoide ma le persone in definitiva sono animate da quella roba li poco razionale che gli smuove le budella.

L.
Namibz
2017-10-10 15:14:12 UTC
Rispondi
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Raw Message
Post by Lazarus
Post by Namibz
Btw, "giurare" (cosa che Cristo vieta ai suoi
seguaci: Mt 5, 33-37) su qualcosa è una formalità che non significa de
facto un accidente, e infatti l'eventuale spergiuro non viene (né può)
esser sanzionato.
Eppure si continua a fare e per qualcuno pronunciare quelle parole ha un effetto assai sostanziale.
La cui violazione, per contro, non ha effetti di sorta. Mi pare
bizzarro. Che tenga in piedi le comunità, poi, mi pare cosa difficile a
provarsi.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Lazarus
2017-10-11 08:07:14 UTC
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Raw Message
Post by Namibz
Post by Lazarus
Eppure si continua a fare e per qualcuno pronunciare quelle parole ha un effetto assai sostanziale.
La cui violazione, per contro, non ha effetti di sorta. Mi pare
bizzarro. Che tenga in piedi le comunità, poi, mi pare cosa difficile a
provarsi.
Lo hai fatto il militare?

L.
brif 2014
2017-10-10 09:37:16 UTC
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Raw Message
Post by Namibz
Resto sempre un po' perplesso di fronte all'ambiguità di questo termine,
che invece, per quanto riguarda i migranti dovrebbe essere pacificamente
univoco. L'immigrato è tenuto ad osservare (come gli italiani) le leggi,
è tenuto a frequentare la scuola dell'obbligo se ne ha l'età (e
l'università se ne ha volontà e possibilità). Ha inoltre la necessità
(ma andrebbe incentivata) di imparare la nostra lingua, però
l'integrazione *civile* finisce qui,
E infatti come tu scrivi.
La scuola è il migliore strumento d'integrazione per raggiungere le conoscenze che scrivi: Costituzione, leggi della Repubblica, linguaggio, Storia.

Ciò premesso, fatto salvo quanto scrivi, la questione integrazione va considerata nel significato che gli autoctoni danno a questo termine e nelle
conseguenti politiche dello Stato.

A suo tempo scrissi qualcosa. Ritengo - dato che frequentemente si ritorna
su questo tema, ormai trito e ritrito - di riscrivere le tipologie d'integrazione, riuscite o meno nel mondo. E come intenda una certa fauna
italica che debba essere l'integrazione.

Riassumo i contenuti.

Integrazione per fusione
Sviluppato in America e in Australia, Paesi che hanno raggiunto la
configurazione attuale proprio grazie all'immigrazione. Lo sforzo compiuto è
stato quello di *fondere* le varie culture presenti, per dar vita ad una
nuova società etnicamente e culturalmente omogenea. Tale modello è stato
definito "melting pot".
Risultato: nei fatti si è visto che ciò non è possibile, poiché l'uomo non
si lascia spogliare della sua cultura, dei suoi credo per assumere altre
culture che non gli appartengono. Tutti i componenti si sono avvicinati più
o meno pacificamente, ma senza che vi fosse la fusione sperata, anzi
addirittura alcuni gruppi si sono ghettizzati.

Integrazione per assimilazione
L'adattamento degli emigrati nel Paese di arrivo, definito come
"assimilazione" in analogia al relativo concetto biologico. Gli stranieri
diventano "invisibili", cioè non identificabili rispetto ai nativi.
Il termine ha assunto nel tempo una concezione limitativa, rigida ed
etnocentrica del processo di inserimento.
Il modello è stato perseguito soprattutto dalla Francia, in particolar modo
nei confronti delle colonie. Partendo dal presupposto che la propria cultura
fosse la migliore, ha cercato di imporla ai Paesi colonizzati ed agli
immigrati in Francia.
Risultato: questa modalità si è rivelata poco praticabile, essenzialmente
per lo stesso motivo cui accennavo precedentemente: l'uomo non si lascia
convincere ad abbandonare la propria cultura, per assimilarne
artificialmente un'altra.

Integrazione per segregazione (il modello auspicato dai leghisti)
Per vivere pacificamente, alcuni Paesi, come il Sudafrica, hanno preferito
creare ghetti in cui costringere, in condizioni di oppressione formale e
sistematica, le minoranze etniche in nome della loro presunta inferiorità
razziale e/o culturale.
Risultato: la storia recente ha insegnato che l'essere umano non si lascia
segregare, soprattutto quando ciò significa vivere con minor diritti. Se non
concessi, i diritti vengono conquistati anche con la forza.

Integrazione pluralistica
Accettazione del pluralismo sulla base dell'importanza della
differenziazione culturale.
Si basa sull'opportunità di riconoscere il diritto dei gruppi e degli
individui di essere portatori di valori e attitudini differenti, fino a
quando tali differenze non si traducano in situazioni conflittuali. In altre
parole si parte dall'assunto che le culture siano uguali sul piano del
valore, ma anche dal presupposto che ciascuna cultura non desideri esporsi
al cambiamento. E' la situazione definita come "multiculturale".
Nella pratica si riconoscono a tutti gli stessi diritti, ma ogni etnia vive
per conto proprio, senza specifiche modalità d'interazione.
Risultato: rischio di isolamento delle diverse culture. Per questo motivo il
pluralismo multiculturale *non* viene considerato come il modo migliore di
integrazione con lo straniero.

Integrazione interazionistica
Una accezione più ampia, meno unilaterale e meno ambigua del concetto di
integrazione culturale, è quella che insiste sul carattere di reciprocità,
intendendo l'integrazione stessa come un processo dinamico, nel quale
diversi valori si arricchiscono attraverso la mutua conoscenza, il
rispettivo accomodamento e la reciproca comprensione.
Una integrazione paritetica, intesa come processo di scambio reciproco, tra
autoctoni ed immigrati, di valori culturali ed umani, coordinati ed
equilibrati, si basa sulla valorizzazione e sulla complementarità delle
diversità, impedendo l'interpretazione della "diversità" come "inferiorità".

Il modello che rende possibile questa integrazione è dunque quello
dell'intercultura: le diverse culture si avvicinano tra loro mediante lo
scambio e l'inter-azione.

Solo questo processo d'integrazione può consentire al migrante la conquista
e la conservazione della propria identità, in quanto gli permette di
mantenere e di riconquistare una posizione individuale caratterizzata dai
requisiti di centralità, integrità ed iniziativa, che sono in definitiva i
propri attributi di "identità".

Nel modello interculturale vi è quindi il superamento del concetto di
integrazione come riconoscimento di un certo grado di pluralismo culturale
che permetta all'immigrato di conservare alcuni aspetti della sua identità
etnico-culturale, a favore di uno più ampio, nel quale si sostiene il
diritto alla diversità ed alla partecipazione a tutti i livelli (economico,
sociale, culturale, politico).

So già, Namib, che questo modello, non ti convince.
Ne avevamo già discusso a suo tempo.

Ma viene ritenuto l'unico che permetta una vera reciproca integrazione.

brif
Namibz
2017-10-10 09:56:47 UTC
Rispondi
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Raw Message
Post by brif 2014
Nel modello interculturale vi è quindi il superamento del concetto di
integrazione come riconoscimento di un certo grado di pluralismo culturale
che permetta all'immigrato di conservare alcuni aspetti della sua identità
etnico-culturale, a favore di uno più ampio, nel quale si sostiene il
diritto alla diversità ed alla partecipazione a tutti i livelli (economico,
sociale, culturale, politico).
So già, Namib, che questo modello, non ti convince.
Ne avevamo già discusso a suo tempo.
Ma viene ritenuto l'unico che permetta una vera reciproca integrazione.
Tutte considerazioni interessanti e in parte condivisibili, ma mi sembra
che si cerchi sempre di evitare il vero punctum dolens della questione,
ovvero il rapporto fra "etnie" (qualunque cosa esse siano) ed economia.
Il razzismo italiano (come tutti i razzismi) è rivolto esclusivamente
verso i proletari stranieri (e non solo, come ben sanno gli italiani che
frugano nei cassonetti): con i ricchi arabi, russi, rumeni etc., gli
italiani cercano contatti, lavoro, perfino mance, oboli, regalie,
raccomandazioni. Ai fasciorazzisti non fa ombra l'etnia: usano la
presunta diversità culturale come valvola di sfogo per il disprezzo
sociale (disprezzo spesso accentuato, paradossalmente, dalla vicinanza
di classe: il meno-povero teme il "contagio" del più-povero, invece di
far fronte comune con lui e ottenere, lottando, migliori condizioni di
lavoro per tutti). E, come ho detto, questa cosa riguarda sempre e solo
i proletari (e i sottoproletari; ma qui occorrerebbe fare un mucchio di
distinzioni), italiani e non. Se sono italiani, sono "terroni" o
scansafatiche o "statalari" o stupidi (non ce l'hanno fatta? cazzi loro:
si vede che non meritavano di più); se sono stranieri e neri sono
"selvaggi", se sono rumeni sono zingari e ladri, etc. Ma il meccanismo è
perfettamente identico. Per questo odio parlare di "identità" (chi sono
costoro?): perché sono fumo che nasconde l'arrosto: i rapporti di classe.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
brif 2014
2017-10-10 11:41:29 UTC
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Raw Message
Post by Namibz
Post by brif 2014
Nel modello interculturale vi è quindi il superamento del concetto di
integrazione come riconoscimento di un certo grado di pluralismo culturale
che permetta all'immigrato di conservare alcuni aspetti della sua identità
etnico-culturale, a favore di uno più ampio, nel quale si sostiene il
diritto alla diversità ed alla partecipazione a tutti i livelli (economico,
sociale, culturale, politico).
So già, Namib, che questo modello, non ti convince.
Ne avevamo già discusso a suo tempo.
Ma viene ritenuto l'unico che permetta una vera reciproca integrazione.
Tutte considerazioni interessanti e in parte condivisibili, ma mi sembra
che si cerchi sempre di evitare il vero punctum dolens della questione,
ovvero il rapporto fra "etnie" (qualunque cosa esse siano) ed economia.
L’integrazione evidentemente è ****a valle**** di processi che
permettano il lavoro regolare, le condizioni economiche decenti,
l’accesso all’abitazione, ecc. e , in maggiore misura, l’ottenimento
di quei diritti inalienabili previsti dalla Costituzione.

Un esempio banale.
La Costituzione italiana prevede all’art. 8 che “tutte le confessioni
religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni
religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi
secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con
l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato
sono regolati per legge sulla base di intese con le relative
rappresentanze”

E ancora all’art. 19, “tutti hanno diritto di professare liberamente
la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata,
di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico
il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”.

Ebbene, nonostante la chiarezza del dettato costituzionale, il nuovo
sindaco di Forza Italia di Sesto san Giovanni (alleato con
i fascio/leghisti) non permette alla comunità islamica la costruzione
di una Moschea (luogo di preghiera) e l’utilizzo del Palazzetto
dello Sport per la Festa del Sacrificio. La più grande ed importante
festa islamica. Palazzetto peraltro concesso ogni anno fin dal 2010.

E non è l’unico sindaco fascio/leghista che esclude la comunità
straniera - islamica in particolare - da diritti riconosciuti dalla
Costituzione e dalle Leggi della Repubblica.

Il PD fa proclami per la “impedita libertà di culto”, ma il Ministro
degli Interni non fa nulla per far rispettare la Costituzione.

In questo contesto è inutile parlare d’integrazione quando sono
proprio alcune Amministrazioni periferiche italiane (razziste,
evidentemente) che si pongono in contrasto con la Costituzione
e vorrebbero "creare ghetti in cui costringere, in condizioni
di oppressione formale e sistematica, le minoranze etniche
in nome della loro presunta inferiorità razziale e/o culturale".
Post by Namibz
Il razzismo italiano (come tutti i razzismi) è rivolto esclusivamente
verso i proletari stranieri ....
Ai fasciorazzisti non fa ombra l'etnia: usano la
presunta diversità culturale come valvola di sfogo per il disprezzo
sociale...
Se sono italiani, sono "terroni" o > scansafatiche o "statalari" o stupidi
(non ce l'hanno fatta? cazzi loro: si vede che non meritavano di più);
se sono stranieri e neri sono "selvaggi", se sono rumeni sono zingari e ladri,
etc. Ma il meccanismo è perfettamente identico.
Direi di dare un taglio al fascio/leghismo e alla fauna sub-umana
di IP.
Sono evidentemente degli inutili perdenti – molto ignoranti - nel
contesto attuale di un Europa e di un Italia multietnica e di scenari
di fine secolo che stimano milioni di stranieri e nuovi cives.
Vanno lasciati agli “orrori”, ai “beduini” e ai “maometto”.
Cerca di comprenderli. Si agitano come tarakany di vecchie case
di Mosca in quanto consapevoli della loro inutilità.

L'accento per il futuro europeo e italiano va posto proprio sulle
politiche che favoriscano l'integrazione.
Post by Namibz
Per questo odio parlare di "identità" (chi sono costoro?): perché sono fumo che nasconde l'arrosto: i rapporti di classe.
I valori, le differenti identità delle 100 e più etnie in Italia
sono cmq una realtà.
Non è esclusivamente la tua agenda economica che detta la vita.
Quanto scrivo sull'integrazione interazionistica ha una sua valenza anche
per i rapporti tra etnie a parità di condizione economica e di status
sociale.

brif
i
2017-10-10 16:42:18 UTC
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Post by Namibz
Post by brif 2014
Nel modello interculturale vi è quindi il superamento del concetto di
integrazione come riconoscimento di un certo grado di pluralismo
culturale che permetta all'immigrato di conservare alcuni aspetti della
sua identità etnico-culturale, a favore di uno più ampio, nel quale si
sostiene il diritto alla diversità ed alla partecipazione a tutti i
livelli (economico, sociale, culturale, politico).
So già, Namib, che questo modello, non ti convince.
Ne avevamo già discusso a suo tempo.
Ma viene ritenuto l'unico che permetta una vera reciproca integrazione.
Tutte considerazioni interessanti e in parte condivisibili, ma mi sembra
che si cerchi sempre di evitare il vero punctum dolens della questione,
ovvero il rapporto fra "etnie" (qualunque cosa esse siano) ed economia.
Il razzismo italiano (come tutti i razzismi) è rivolto esclusivamente
verso i proletari stranieri (e non solo, come ben sanno gli italiani che
frugano nei cassonetti): con i ricchi arabi, russi, rumeni etc., gli
italiani cercano contatti, lavoro, perfino mance, oboli, regalie,
raccomandazioni. Ai fasciorazzisti non fa ombra l'etnia: usano la
presunta diversità culturale come valvola di sfogo per il disprezzo
sociale (disprezzo spesso accentuato, paradossalmente, dalla vicinanza
di classe: il meno-povero teme il "contagio" del più-povero, invece di
far fronte comune con lui e ottenere, lottando, migliori condizioni di
lavoro per tutti). E, come ho detto, questa cosa riguarda sempre e solo
i proletari (e i sottoproletari; ma qui occorrerebbe fare un mucchio di
distinzioni), italiani e non. Se sono italiani, sono "terroni" o
si vede che non meritavano di più); se sono stranieri e neri sono
"selvaggi", se sono rumeni sono zingari e ladri, etc. Ma il meccanismo è
perfettamente identico. Per questo odio parlare di "identità" (chi sono
costoro?): perché sono fumo che nasconde l'arrosto: i rapporti di classe.
cioè, in poche parole, i destri italiani non sono razzisti.
Namibz
2017-10-10 17:30:03 UTC
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Post by i
cioè, in poche parole, i destri italiani non sono razzisti.
No, in poche parole siete razzisti perché non intendete (o non potete
fisicamente) capire un cazzo di quel che succede, e dunque vi
accontentate di "odiare il negro".
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Giovannino
2017-10-10 17:57:28 UTC
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Post by Namibz
Post by i
cioè, in poche parole, i destri italiani non sono razzisti.
No, in poche parole siete razzisti perché non intendete (o non potete
fisicamente) capire un cazzo di quel che succede, e dunque vi
accontentate di "odiare il negro".
non vedo nessuna capacità di comprensione maggiore di quella dei razzisti in chi sostiene che l'immigrazione è naturale come la pioggia. Idioti di segno uguale e contrario, ma entrambi alienati da qualsiasi tentativo di comprendere la realtà
brif 2014
2017-10-10 18:37:49 UTC
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Post by Giovannino
non vedo nessuna capacità di comprensione maggiore di quella dei razzisti in chi sostiene che l'immigrazione è naturale come la pioggia. Idioti di segno uguale e contrario, ma entrambi alienati da qualsiasi tentativo di comprendere la realtà
Chi sosterrebbe che l'immigrazione sia naturale come la pioggia?

brif
Giovannino
2017-10-10 22:53:09 UTC
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Post by brif 2014
Post by Giovannino
non vedo nessuna capacità di comprensione maggiore di quella dei razzisti in chi sostiene che l'immigrazione è naturale come la pioggia. Idioti di segno uguale e contrario, ma entrambi alienati da qualsiasi tentativo di comprendere la realtà
Chi sosterrebbe che l'immigrazione sia naturale come la pioggia?
quell'infame del tuo interlocutore. Quello che su questo non ha niente da dire, ma pontifica sugli immigrati e l'integrazione.

Shylock
2017-10-11 06:41:33 UTC
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Post by Giovannino
Post by Namibz
Post by i
cioè, in poche parole, i destri italiani non sono razzisti.
No, in poche parole siete razzisti perché non intendete (o non potete
fisicamente) capire un cazzo di quel che succede, e dunque vi
accontentate di "odiare il negro".
non vedo nessuna capacità di comprensione maggiore di quella dei razzisti in chi sostiene che l'immigrazione è naturale come la pioggia.
oh, e perche' dovrebbe essere innaturale, di grazia?
Massimiliano Catanese
2017-10-10 11:48:00 UTC
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Post by brif 2014
Post by Namibz
Resto sempre un po' perplesso di fronte all'ambiguità di questo termine,
che invece, per quanto riguarda i migranti dovrebbe essere pacificamente
univoco. L'immigrato è tenuto ad osservare (come gli italiani) le leggi,
è tenuto a frequentare la scuola dell'obbligo se ne ha l'età (e
l'università se ne ha volontà e possibilità). Ha inoltre la necessità
(ma andrebbe incentivata) di imparare la nostra lingua, però
l'integrazione *civile* finisce qui,
E infatti come tu scrivi.
La scuola è il migliore strumento d'integrazione per raggiungere le conoscenze che scrivi: Costituzione, leggi della Repubblica, linguaggio, Storia.
Ciò premesso, fatto salvo quanto scrivi, la questione integrazione va considerata nel significato che gli autoctoni danno a questo termine e nelle
conseguenti politiche dello Stato.
A suo tempo scrissi qualcosa. Ritengo - dato che frequentemente si ritorna
su questo tema, ormai trito e ritrito - di riscrivere le tipologie d'integrazione, riuscite o meno nel mondo. E come intenda una certa fauna
italica che debba essere l'integrazione.
Riassumo i contenuti.
Integrazione per fusione
Sviluppato in America e in Australia, Paesi che hanno raggiunto la
configurazione attuale proprio grazie all'immigrazione. Lo sforzo compiuto è
stato quello di *fondere* le varie culture presenti, per dar vita ad una
nuova società etnicamente e culturalmente omogenea. Tale modello è stato
definito "melting pot".
Risultato: nei fatti si è visto che ciò non è possibile, poiché l'uomo non
si lascia spogliare della sua cultura, dei suoi credo per assumere altre
culture che non gli appartengono. Tutti i componenti si sono avvicinati più
o meno pacificamente, ma senza che vi fosse la fusione sperata, anzi
addirittura alcuni gruppi si sono ghettizzati.
Integrazione per assimilazione
L'adattamento degli emigrati nel Paese di arrivo, definito come
"assimilazione" in analogia al relativo concetto biologico. Gli stranieri
diventano "invisibili", cioè non identificabili rispetto ai nativi.
Il termine ha assunto nel tempo una concezione limitativa, rigida ed
etnocentrica del processo di inserimento.
Il modello è stato perseguito soprattutto dalla Francia, in particolar modo
nei confronti delle colonie. Partendo dal presupposto che la propria cultura
fosse la migliore, ha cercato di imporla ai Paesi colonizzati ed agli
immigrati in Francia.
Risultato: questa modalità si è rivelata poco praticabile, essenzialmente
per lo stesso motivo cui accennavo precedentemente: l'uomo non si lascia
convincere ad abbandonare la propria cultura, per assimilarne
artificialmente un'altra.
Integrazione per segregazione (il modello auspicato dai leghisti)
Per vivere pacificamente, alcuni Paesi, come il Sudafrica, hanno preferito
creare ghetti in cui costringere, in condizioni di oppressione formale e
sistematica, le minoranze etniche in nome della loro presunta inferiorità
razziale e/o culturale.
Risultato: la storia recente ha insegnato che l'essere umano non si lascia
segregare, soprattutto quando ciò significa vivere con minor diritti. Se non
concessi, i diritti vengono conquistati anche con la forza.
Integrazione pluralistica
Accettazione del pluralismo sulla base dell'importanza della
differenziazione culturale.
Si basa sull'opportunità di riconoscere il diritto dei gruppi e degli
individui di essere portatori di valori e attitudini differenti, fino a
quando tali differenze non si traducano in situazioni conflittuali. In altre
parole si parte dall'assunto che le culture siano uguali sul piano del
valore, ma anche dal presupposto che ciascuna cultura non desideri esporsi
al cambiamento. E' la situazione definita come "multiculturale".
Nella pratica si riconoscono a tutti gli stessi diritti, ma ogni etnia vive
per conto proprio, senza specifiche modalità d'interazione.
Risultato: rischio di isolamento delle diverse culture. Per questo motivo il
pluralismo multiculturale *non* viene considerato come il modo migliore di
integrazione con lo straniero.
Integrazione interazionistica
Una accezione più ampia, meno unilaterale e meno ambigua del concetto di
integrazione culturale, è quella che insiste sul carattere di reciprocità,
intendendo l'integrazione stessa come un processo dinamico, nel quale
diversi valori si arricchiscono attraverso la mutua conoscenza, il
rispettivo accomodamento e la reciproca comprensione.
Una integrazione paritetica, intesa come processo di scambio reciproco, tra
autoctoni ed immigrati, di valori culturali ed umani, coordinati ed
equilibrati, si basa sulla valorizzazione e sulla complementarità delle
diversità, impedendo l'interpretazione della "diversità" come "inferiorità".
Il modello che rende possibile questa integrazione è dunque quello
dell'intercultura: le diverse culture si avvicinano tra loro mediante lo
scambio e l'inter-azione.
Solo questo processo d'integrazione può consentire al migrante la conquista
e la conservazione della propria identità, in quanto gli permette di
mantenere e di riconquistare una posizione individuale caratterizzata dai
requisiti di centralità, integrità ed iniziativa, che sono in definitiva i
propri attributi di "identità".
Nel modello interculturale vi è quindi il superamento del concetto di
integrazione come riconoscimento di un certo grado di pluralismo culturale
che permetta all'immigrato di conservare alcuni aspetti della sua identità
etnico-culturale, a favore di uno più ampio, nel quale si sostiene il
diritto alla diversità ed alla partecipazione a tutti i livelli (economico,
sociale, culturale, politico).
So già, Namib, che questo modello, non ti convince.
Ne avevamo già discusso a suo tempo.
Ma viene ritenuto l'unico che permetta una vera reciproca integrazione.
sono pero' modelli, ossia obiettivi astratti da raggiungere, con
l' aggravante che uno solo di essi puo' (a tuo dire) funzionare.

E allora prendiamo questo : tutto bello, ma poi ci si deve confrontare
con la realtà.

E appare chiaro allora che ci deve essere una forte volontà e una
apertura mentale fuori dal comune da parte di ognuno di noi per far
si che un tale modello possa funzionare.

E queste condizioni oltretutto devono permanere nel tempo.

Imho si chiede troppo
aiko
2017-10-10 11:52:24 UTC
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Raw Message
Post by Massimiliano Catanese
sono pero' modelli, ossia obiettivi astratti da raggiungere, con
l' aggravante che uno solo di essi puo' (a tuo dire) funzionare.
E allora prendiamo questo : tutto bello, ma poi ci si deve confrontare
con la realtà.
E appare chiaro allora che ci deve essere una forte volontà e una
apertura mentale fuori dal comune da parte di ognuno di noi per far
si che un tale modello possa funzionare.
E queste condizioni oltretutto devono permanere nel tempo.
Imho si chiede troppo
Sono tutte puttanate che trovi scritte nei libri di storia delle scuole
dell'obbligo che non hanno alcuna attinenza con la realtà quotidiana.

Sono le cosidette FakeNews ben confezionate.
brif 2014
2017-10-10 12:36:07 UTC
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Post by aiko
Post by Massimiliano Catanese
sono pero' modelli, ossia obiettivi astratti da raggiungere, con
l' aggravante che uno solo di essi puo' (a tuo dire) funzionare.
E allora prendiamo questo : tutto bello, ma poi ci si deve confrontare
con la realtà.
E appare chiaro allora che ci deve essere una forte volontà e una
apertura mentale fuori dal comune da parte di ognuno di noi per far
si che un tale modello possa funzionare.
E queste condizioni oltretutto devono permanere nel tempo.
Imho si chiede troppo
Sono tutte puttanate
Dicevi, inferiore?

brif
aiko
2017-10-10 12:43:03 UTC
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Post by brif 2014
Post by aiko
Post by Massimiliano Catanese
sono pero' modelli, ossia obiettivi astratti da raggiungere, con
l' aggravante che uno solo di essi puo' (a tuo dire) funzionare.
E allora prendiamo questo : tutto bello, ma poi ci si deve confrontare
con la realtà.
E appare chiaro allora che ci deve essere una forte volontà e una
apertura mentale fuori dal comune da parte di ognuno di noi per far
si che un tale modello possa funzionare.
E queste condizioni oltretutto devono permanere nel tempo.
Imho si chiede troppo
Sono tutte puttanate
Dicevi, inferiore?
brif
Che le fakenews brifiane sono stranote.
Namibz
2017-10-10 12:57:06 UTC
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Post by aiko
Che le fakenews
Una caratteristica veramente triste del gregge fascio-lego-trumpiano è
la loro incapacità di elaborare autonomamente persino lo scarno lessico
delle proprie idiozie. Da quando Coso Buffo ha detto "fake news", tutto
il gregge ripete l'espressione (a proposito e non: "quindici" sarebbe
andato bene ugualmente :) come un mantra... Che brutta vita fa, 'sta
gente. Ne sono lieto, s'intende: ma peggio!
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
brif 2014
2017-10-10 13:21:05 UTC
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Raw Message
Post by Namibz
Post by aiko
Che le fakenews
Una caratteristica veramente triste del gregge fascio-lego-trumpiano è
la loro incapacità di elaborare autonomamente persino lo scarno lessico
delle proprie idiozie. Da quando Coso Buffo ha detto "fake news", tutto
il gregge ripete l'espressione (a proposito e non: "quindici" sarebbe
andato bene ugualmente :) come un mantra... Che brutta vita fa, 'sta
gente. Ne sono lieto, s'intende: ma peggio!
:-)

brif
brif 2014
2017-10-10 12:09:57 UTC
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Post by Massimiliano Catanese
sono pero' modelli, ossia obiettivi astratti da raggiungere,
Non sono astratti. Si riferiscono a modelli utilizzati, consciamente o meno
Post by Massimiliano Catanese
con
l' aggravante che uno solo di essi puo' (a tuo dire) funzionare.
Direi gli ultimi due.
Peraltro togli il "secondo me" e valuta gli altri modelli, che hanno
cmq fallito.
Post by Massimiliano Catanese
E allora prendiamo questo : tutto bello, ma poi ci si deve confrontare
con la realtà.
Certamente, Mr. La Palisse :-)
Post by Massimiliano Catanese
E appare chiaro allora che ci deve essere una forte volontà e una
apertura mentale fuori dal comune da parte di ognuno di noi per far
si che un tale modello possa funzionare.
Lo Stato è in primis il soggetto di definizione delle politiche
d'integrazione
Cmq fa molto nella scuola.
Post by Massimiliano Catanese
E queste condizioni oltretutto devono permanere nel tempo.
Imho si chiede troppo
Si chiede?

brif
r***@gmail.com
2017-10-10 12:27:09 UTC
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Raw Message
Post by brif 2014
Post by Massimiliano Catanese
sono pero' modelli, ossia obiettivi astratti da raggiungere,
Non sono astratti. Si riferiscono a modelli utilizzati, consciamente o meno
ok prendiamo l' ultimo, il migliore (a quanto ho capito e anche
per fissare le idee) :
dove realmente è concretizzato e funziona alla perfezione ?
Post by brif 2014
Post by Massimiliano Catanese
con
l' aggravante che uno solo di essi puo' (a tuo dire) funzionare.
Direi gli ultimi due.
Peraltro togli il "secondo me" e valuta gli altri modelli, che hanno
cmq fallito.
Post by Massimiliano Catanese
E allora prendiamo questo : tutto bello, ma poi ci si deve confrontare
con la realtà.
Certamente, Mr. La Palisse :-)
Beh
certo se spezzi il post ovvio che *quel* pezzetto appare lapalissiano
Post by brif 2014
Post by Massimiliano Catanese
E appare chiaro allora che ci deve essere una forte volontà e una
apertura mentale fuori dal comune da parte di ognuno di noi per far
si che un tale modello possa funzionare.
Lo Stato è in primis il soggetto di definizione delle politiche
d'integrazione. Cmq fa molto nella scuola.
Si, certo.

Ma affinche lo Stato faccia questo è necessaria comunque una FORTE e
COSTANTE determinazione sociale

Quindi siamo d' accapo
Post by brif 2014
Post by Massimiliano Catanese
E queste condizioni oltretutto devono permanere nel tempo.
Imho si chiede troppo
Si chiede?
Si, nel senso che tutte quelle condizioni non sono facili da
ottenere.
brif 2014
2017-10-10 13:17:06 UTC
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Post by r***@gmail.com
Post by brif 2014
Post by Massimiliano Catanese
sono pero' modelli, ossia obiettivi astratti da raggiungere,
Non sono astratti. Si riferiscono a modelli utilizzati, consciamente o meno
ok prendiamo l' ultimo, il migliore (a quanto ho capito e anche
dove realmente è concretizzato e funziona alla perfezione ?
:-)
Quando non esisteva il web - non un secolo fa, peraltro - una ricerca,
di mercato o altro, richiedeva tempi biblici per ore in biblioteca,
lettura degli indici, lettura dei testi, incontri con società
del particolare settore allo studio, ecc.

Oggi bastano poche e ben dirette keywords in Google e il gioco è fatto.

Ritengo che tu abbia compreso quanto sopra. :-)
Se fai questa ricerca individuerai riferimenti a centinaia di simposi,
tavole rotonde, analisi sul tema e anche strumenti d'integrazione.

La cultura peraltro è personale. Qui in IP diventa oggetto di dileggio
o di art. chilometrici.

Cmq, non mi tiro indietro alla tua domanda. [Fermo restando la ricerca
che ti suggerisco di fare :-)].

Il primo luogo d'integrazione è la scuola.
La scuola, dove avviene l'incontro tra diverse etnie, culture, religioni.
E' nella scuola che è superato lo stereotipo "dell'altro pericoloso
e diverso".
E' nella scuola, esempio banale, dove i ragazzini imparano direttamente
dai loro compagni e dalle maestre/professori - il valore del Natale
cristiano o della Festa del Ringraziamento islamico.
E imparano il ***rispetto reciproco***.
Ed è nella scuola che avviene anche la presa di coscienza del rispetto
per la donna, ad esempio.

E dalla scuola, l'avvenuta integrazione - o meglio la conoscenza ed
il rispetto reciproci - si propaga, proprio tramite scolari e studenti,
nelle rispettive famiglie. Italiane e di varie etnie.

Perché alcune "mamme e papà" che tolgono i propri figli dalla scuola
elementare o dagli asili "perché ci sono troppi stranieri" andrebbero
loro per primi integrati alla civiltà e alla conoscenza.

Ci pensano però i loro figli.
Che studiano insieme, giocano insieme, vanno in palestra insieme, vanno
nelle abitazioni per stare insieme e per insegnare ai genitori che
il ragazzino islamico vale quanto il ragazzino cristiano, e non è un
terrorista in erba.

brif
brif 2014
2017-10-10 13:26:27 UTC
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Raw Message
Post by brif 2014
Festa del Ringraziamento islamico.
Meglio, Giorno del Ringraziamento o Festa del Sacrificio.

brif
ilChierico
2017-10-10 13:23:44 UTC
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Post by brif 2014
E imparano il ***rispetto reciproco***.
Ok, hai appena dimostrato che la rappresentanza di sinistra di
it.politica non e' mai andata a scuola.

QED, con buona pace di Feynman :-D
r***@gmail.com
2017-10-10 13:37:00 UTC
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Raw Message
Post by brif 2014
Post by r***@gmail.com
Post by brif 2014
Post by Massimiliano Catanese
sono pero' modelli, ossia obiettivi astratti da raggiungere,
Non sono astratti. Si riferiscono a modelli utilizzati, consciamente o meno
ok prendiamo l' ultimo, il migliore (a quanto ho capito e anche
dove realmente è concretizzato e funziona alla perfezione ?
:-)
Quando non esisteva il web - non un secolo fa, peraltro - una ricerca,
di mercato o altro, richiedeva tempi biblici per ore in biblioteca,
lettura degli indici, lettura dei testi, incontri con società
del particolare settore allo studio, ecc.
Oggi bastano poche e ben dirette keywords in Google e il gioco è fatto.
Ritengo che tu abbia compreso quanto sopra. :-)
Se fai questa ricerca individuerai riferimenti a centinaia di simposi,
tavole rotonde, analisi sul tema e anche strumenti d'integrazione.
La cultura peraltro è personale. Qui in IP diventa oggetto di dileggio
o di art. chilometrici.
Cmq, non mi tiro indietro alla tua domanda. [Fermo restando la ricerca
che ti suggerisco di fare :-)].
Il primo luogo d'integrazione è la scuola.
La scuola, dove avviene l'incontro tra diverse etnie, culture, religioni.
E' nella scuola che è superato lo stereotipo "dell'altro pericoloso
e diverso".
E' nella scuola, esempio banale, dove i ragazzini imparano direttamente
dai loro compagni e dalle maestre/professori - il valore del Natale
cristiano o della Festa del Ringraziamento islamico.
E imparano il ***rispetto reciproco***.
Ed è nella scuola che avviene anche la presa di coscienza del rispetto
per la donna, ad esempio.
E dalla scuola, l'avvenuta integrazione - o meglio la conoscenza ed
il rispetto reciproci - si propaga, proprio tramite scolari e studenti,
nelle rispettive famiglie. Italiane e di varie etnie.
Perché alcune "mamme e papà" che tolgono i propri figli dalla scuola
elementare o dagli asili "perché ci sono troppi stranieri" andrebbero
loro per primi integrati alla civiltà e alla conoscenza.
Ci pensano però i loro figli.
Che studiano insieme, giocano insieme, vanno in palestra insieme, vanno
nelle abitazioni per stare insieme e per insegnare ai genitori che
il ragazzino islamico vale quanto il ragazzino cristiano, e non è un
terrorista in erba.
Dopo lo schiaffetto da professore che m' hai gentilmente rifilato
e che mi tengo e zitto (sono un incassatore) m' hai detto COME
realizzare quel modello.

E va bene

Ma io t' avevo chiesto in quale parte del mondo, se esiste, quel
modello ha avuto SUCCESSO.

Solo nelle scuole ? E' solo quello il luogo dove ha avuto successo ?
brif 2014
2017-10-10 13:55:11 UTC
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Raw Message
Post by r***@gmail.com
Post by brif 2014
Post by r***@gmail.com
Post by brif 2014
Post by Massimiliano Catanese
sono pero' modelli, ossia obiettivi astratti da raggiungere,
Non sono astratti. Si riferiscono a modelli utilizzati, consciamente o meno
ok prendiamo l' ultimo, il migliore (a quanto ho capito e anche
dove realmente è concretizzato e funziona alla perfezione ?
:-)
Quando non esisteva il web - non un secolo fa, peraltro - una ricerca,
di mercato o altro, richiedeva tempi biblici per ore in biblioteca,
lettura degli indici, lettura dei testi, incontri con società
del particolare settore allo studio, ecc.
Oggi bastano poche e ben dirette keywords in Google e il gioco è fatto.
Ritengo che tu abbia compreso quanto sopra. :-)
Se fai questa ricerca individuerai riferimenti a centinaia di simposi,
tavole rotonde, analisi sul tema e anche strumenti d'integrazione.
La cultura peraltro è personale. Qui in IP diventa oggetto di dileggio
o di art. chilometrici.
Cmq, non mi tiro indietro alla tua domanda. [Fermo restando la ricerca
che ti suggerisco di fare :-)].
Il primo luogo d'integrazione è la scuola.
La scuola, dove avviene l'incontro tra diverse etnie, culture, religioni.
E' nella scuola che è superato lo stereotipo "dell'altro pericoloso
e diverso".
E' nella scuola, esempio banale, dove i ragazzini imparano direttamente
dai loro compagni e dalle maestre/professori - il valore del Natale
cristiano o della Festa del Ringraziamento islamico.
E imparano il ***rispetto reciproco***.
Ed è nella scuola che avviene anche la presa di coscienza del rispetto
per la donna, ad esempio.
E dalla scuola, l'avvenuta integrazione - o meglio la conoscenza ed
il rispetto reciproci - si propaga, proprio tramite scolari e studenti,
nelle rispettive famiglie. Italiane e di varie etnie.
Perché alcune "mamme e papà" che tolgono i propri figli dalla scuola
elementare o dagli asili "perché ci sono troppi stranieri" andrebbero
loro per primi integrati alla civiltà e alla conoscenza.
Ci pensano però i loro figli.
Che studiano insieme, giocano insieme, vanno in palestra insieme, vanno
nelle abitazioni per stare insieme e per insegnare ai genitori che
il ragazzino islamico vale quanto il ragazzino cristiano, e non è un
terrorista in erba.
Dopo lo schiaffetto da professore che m' hai gentilmente rifilato
e che mi tengo e zitto (sono un incassatore) m' hai detto COME
realizzare quel modello.
E va bene
Ma io t' avevo chiesto in quale parte del mondo, se esiste, quel
modello ha avuto SUCCESSO.
Solo nelle scuole ? E' solo quello il luogo dove ha avuto successo ?
L'Italia è un paese giovane riguardo le migrazioni.
Le politiche vanno implementate.
Comunque, oltre la scuola, leggi come avviene l'integrazione
a Baranzate.
https://tinyurl.com/y79akbj3

"Comune alle porte di Milano, un terzo dei residenti arriva da un Paese
diverso dall'Italia. Nella sola via Gorizia, quella principale, vivono
persone originarie di 77 Paesi stranieri. Così negozi, condomini, scuole
e oratorio diventano babele. Il sindaco: "Qui vogliamo che nessuno si
senta escluso, per evitare che diventi come Molenbeek. A partire
dai bambini: "Qui sono abituati alla diversità". Il prete amico
dei musulmani: "Ogni etnia è protagonista del quartiere". Come alla
festa del sabato dove ogni comunità presenta musica, tradizioni, cibo".

So già la critica: Baranzate è una realtà minima rispetto all'Italia".
Vero, ma intanto si comici: lavoro, rispetto dell altro, conoscenza.

Ricorda che la causa primaria della devianza non è lo status (straniero
o italiano) bensì il rifiuto sociale, l'emarginazione, la ghettizzazione.

brif
unknown
2017-10-10 14:59:26 UTC
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Post by r***@gmail.com
Post by brif 2014
Post by r***@gmail.com
Post by brif 2014
Post by Massimiliano Catanese
sono pero' modelli, ossia obiettivi astratti da raggiungere,
Non sono astratti. Si riferiscono a modelli utilizzati, consciamente o meno
ok prendiamo l' ultimo, il migliore (a quanto ho capito e anche
dove realmente è concretizzato e funziona alla perfezione ?
:-)
Quando non esisteva il web - non un secolo fa, peraltro - una ricerca,
di mercato o altro, richiedeva tempi biblici per ore in biblioteca,
lettura degli indici, lettura dei testi, incontri con società
del particolare settore allo studio, ecc.
Oggi bastano poche e ben dirette keywords in Google e il gioco è fatto.
Ritengo che tu abbia compreso quanto sopra. :-)
Se fai questa ricerca individuerai riferimenti a centinaia di simposi,
tavole rotonde, analisi sul tema e anche strumenti d'integrazione.
La cultura peraltro è personale. Qui in IP diventa oggetto di dileggio
o di art. chilometrici.
Cmq, non mi tiro indietro alla tua domanda. [Fermo restando la ricerca
che ti suggerisco di fare :-)].
Il primo luogo d'integrazione è la scuola.
La scuola, dove avviene l'incontro tra diverse etnie, culture, religioni.
E' nella scuola che è superato lo stereotipo "dell'altro pericoloso
e diverso".
E' nella scuola, esempio banale, dove i ragazzini imparano direttamente
dai loro compagni e dalle maestre/professori - il valore del Natale
cristiano o della Festa del Ringraziamento islamico.
E imparano il ***rispetto reciproco***.
Ed è nella scuola che avviene anche la presa di coscienza del rispetto
per la donna, ad esempio.
E dalla scuola, l'avvenuta integrazione - o meglio la conoscenza ed
il rispetto reciproci - si propaga, proprio tramite scolari e studenti,
nelle rispettive famiglie. Italiane e di varie etnie.
Perché alcune "mamme e papà" che tolgono i propri figli dalla scuola
elementare o dagli asili "perché ci sono troppi stranieri" andrebbero
loro per primi integrati alla civiltà e alla conoscenza.
Ci pensano però i loro figli.
Che studiano insieme, giocano insieme, vanno in palestra insieme, vanno
nelle abitazioni per stare insieme e per insegnare ai genitori che
il ragazzino islamico vale quanto il ragazzino cristiano, e non è un
terrorista in erba.
Dopo lo schiaffetto da professore che m' hai gentilmente rifilato
e che mi tengo e zitto (sono un incassatore) m' hai detto COME
realizzare quel modello.
E va bene
Ma io t' avevo chiesto in quale parte del mondo, se esiste, quel
modello ha avuto SUCCESSO.
Solo nelle scuole ? E' solo quello il luogo dove ha avuto successo ?
al quesito non c'è una risposta seria perchè quel modello non esiste,
esiste nelle pagine dei libri dove si scrivono molte sciocchezze e poche
realtà, vuoi per volontà politica del momento vuoi per ignoranza.
CM
2017-10-10 15:36:05 UTC
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Post by brif 2014
Il primo luogo d'integrazione è la scuola.
La scuola, dove avviene l'incontro tra diverse etnie, culture, religioni.
E' nella scuola che è superato lo stereotipo "dell'altro pericoloso
e diverso".
E' nella scuola, esempio banale, dove i ragazzini imparano direttamente
dai loro compagni e dalle maestre/professori - il valore del Natale
cristiano o della Festa del Ringraziamento islamico.
E imparano il ***rispetto reciproco***.
Ed è nella scuola che avviene anche la presa di coscienza del rispetto
per la donna, ad esempio.
E dalla scuola, l'avvenuta integrazione - o meglio la conoscenza ed
il rispetto reciproci - si propaga, proprio tramite scolari e studenti,
nelle rispettive famiglie. Italiane e di varie etnie.
Perché alcune "mamme e papà" che tolgono i propri figli dalla scuola
elementare o dagli asili "perché ci sono troppi stranieri" andrebbero
loro per primi integrati alla civiltà e alla conoscenza.
Ci pensano però i loro figli.
Che studiano insieme, giocano insieme, vanno in palestra insieme, vanno
nelle abitazioni per stare insieme e per insegnare ai genitori che
il ragazzino islamico vale quanto il ragazzino cristiano, e non è un
terrorista in erba.
Quote, bel modello e per me il modello a cui tendere ed il modello da utilizzare. La naturale conseguenza, e' il mondo del lavoro, dove pero' subentra il pericolo della concorrenza.

Fermo restando quanto hai scritto, e' il motivo per cui diventano preoccupanti le radicalizzazioni, criminali o religiose, degli immigrati di 3/4 generazione: sono persone che DOVREBBERO avere avuto le opportunita' di integrazione di cui parli, ma le hanno scientemente rifiutate.
Com'e' successo? Non gli sono state effettivamente fornite? Altri ambienti hanno annullato i benefici? Il modello e' stato rifiutato? Perche'?
Non ho una soluzione, ma e' un problema che mi ha sempre preoccupato/interessato.

--
saluti
cm
brif 2014
2017-10-10 16:17:46 UTC
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Post by CM
Post by brif 2014
Il primo luogo d'integrazione è la scuola.
La scuola, dove avviene l'incontro tra diverse etnie, culture, religioni.
E' nella scuola che è superato lo stereotipo "dell'altro pericoloso
e diverso".
E' nella scuola, esempio banale, dove i ragazzini imparano direttamente
dai loro compagni e dalle maestre/professori - il valore del Natale
cristiano o della Festa del Ringraziamento islamico.
E imparano il ***rispetto reciproco***.
Ed è nella scuola che avviene anche la presa di coscienza del rispetto
per la donna, ad esempio.
E dalla scuola, l'avvenuta integrazione - o meglio la conoscenza ed
il rispetto reciproci - si propaga, proprio tramite scolari e studenti,
nelle rispettive famiglie. Italiane e di varie etnie.
Perché alcune "mamme e papà" che tolgono i propri figli dalla scuola
elementare o dagli asili "perché ci sono troppi stranieri" andrebbero
loro per primi integrati alla civiltà e alla conoscenza.
Ci pensano però i loro figli.
Che studiano insieme, giocano insieme, vanno in palestra insieme, vanno
nelle abitazioni per stare insieme e per insegnare ai genitori che
il ragazzino islamico vale quanto il ragazzino cristiano, e non è un
terrorista in erba.
Quote, bel modello e per me il modello a cui tendere ed il modello da utilizzare. La naturale conseguenza, e' il mondo del lavoro, dove pero' subentra il pericolo della concorrenza.
Fermo restando quanto hai scritto, e' il motivo per cui diventano preoccupanti le radicalizzazioni, criminali o religiose, degli immigrati di 3/4 generazione: sono persone che DOVREBBERO avere avuto le opportunita' di integrazione di cui parli, ma le hanno scientemente rifiutate.
Com'e' successo? Non gli sono state effettivamente fornite? Altri ambienti hanno annullato i benefici? Il modello e' stato rifiutato? Perche'?
Non ho una soluzione, ma e' un problema che mi ha sempre preoccupato/interessato.
--
saluti
cm
Grazie per il quote.

Le terze generazioni radicalizzate sono un problema quasi
esclusivamente francese. Per via delle colonie e del ritorno
in Francia di tanti cittadini d'oltremare.
Ma ritengo che il motivo primo di quanto accade sia stato
l'errore di aver perseguito una politica di assimilazione
alla cultura francese, ritenendola la migliore in assoluto.
A questo, va coniugato per i giovani il non rispetto degli
obblighi scolastici, la ghettizzazione nelle banlieues
e la mancanza di lavoro.

Cmq le radicalizzazioni religiose non vanno considerate come
norma per le seconde e terze generazioni. Gli islamici in Europa
sono milioni. In Italia, ormai quasi due milioni.

Attenzione poi, non mi riferisco a te, di trarre conclusioni
del caxxo :-)
Come fa il povero Gennaro, penosa gazzetta dei reati degli stranieri,
che cerca di addossare ad un'intera etnia - quella degli islamici
o dei neri, quelli che chiama scimmi - le responsabilità penali
di una minoranza di stranieri sul totale degli stessi stranieri.

Una colpa di razza, di etnia, di status, evidentemente.
A prescindere.

Come accadde in Germania nei confronti di rom ed ebrei.

brif

OT. Perché continui a rispondere a quell'idiota di Lex Tutor?
Tanto non si rende conto delle asfaltate che gli dai e del letame
con cui lo ricopri. L'unico aspetto positivo è osservare il limite
eccezionale, sempre più elevato dopo ogni sua risposta, del ritardo
legaiolo.
CM
2017-10-11 06:36:01 UTC
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Post by brif 2014
Grazie per il quote.
Le terze generazioni radicalizzate sono un problema quasi
esclusivamente francese. Per via delle colonie e del ritorno
in Francia di tanti cittadini d'oltremare.
Ma ritengo che il motivo primo di quanto accade sia stato
l'errore di aver perseguito una politica di assimilazione
alla cultura francese, ritenendola la migliore in assoluto.
Ni. In Francia e' presente maggiormente, ma ti assicuro che e' presente anche in UK, Svezia e Germania, parlando di realta' che conosco di prima mano. E non si esprime nella sola radicalizzazione religiosa, ma in un rifiuto della societa' attraverso comportamenti criminali/violenti. Pensa ai riot londinesi del 2011 per esempio, o ad una certa gang culture che si va diffondendo in Germania e Svezia.
In tutti questi casi parliamo di situazione dove diverse opportunita' di integrazione non hanno funzionato e si e' creato un alienamento, che si esprime in atti criminali/violenti, radicalizzazione religiosa, radicalizzazione politica o un mix di questi.
Post by brif 2014
A questo, va coniugato per i giovani il non rispetto degli
obblighi scolastici, la ghettizzazione nelle banlieues
e la mancanza di lavoro.
Sicuramente, aggiungi la ghettizzazione in altre parti della societa', anche.
Post by brif 2014
Cmq le radicalizzazioni religiose non vanno considerate come
norma per le seconde e terze generazioni. Gli islamici in Europa
sono milioni. In Italia, ormai quasi due milioni.
La radicalizzazione religiosa e' solo una delle conseguenze, come ho scritto sopra. Pero' e' facile notare che i radicalizzati arrestati o protagonisti di attentati in questi ultimi anni provengono principalmente da questa fascia sociale.
Se guardi i riots noterai anche li' una cospicua presenza, idem per le radicalizzazioni politiche.
Post by brif 2014
Attenzione poi, non mi riferisco a te, di trarre conclusioni
del caxxo :-)
Come fa il povero Gennaro, penosa gazzetta dei reati degli stranieri,
che cerca di addossare ad un'intera etnia - quella degli islamici
o dei neri, quelli che chiama scimmi - le responsabilità penali
di una minoranza di stranieri sul totale degli stessi stranieri.
No, vedi sopra.
Post by brif 2014
OT. Perché continui a rispondere a quell'idiota di Lex Tutor?
Effetto incidente al rallentatore temo. Ma e' diventato noioso, non credo continuera'.

--
saluti
cm
Namibz
2017-10-10 16:51:07 UTC
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Post by CM
Fermo restando quanto hai scritto, e' il motivo per cui diventano preoccupanti le radicalizzazioni, criminali o religiose, degli immigrati di 3/4 generazione: sono persone che DOVREBBERO avere avuto le opportunita' di integrazione di cui parli, ma le hanno scientemente rifiutate.
Com'e' successo? Non gli sono state effettivamente fornite? Altri ambienti hanno annullato i benefici? Il modello e' stato rifiutato? Perche'?
Non ho una soluzione, ma e' un problema che mi ha sempre preoccupato/interessato.
A mio avviso, si tratta di un mix di ragioni: se ti accontenti di un
"diagramma marxista" :), e se trascuriamo le origini storiche del
fenomeno esploso con l'11 settembre, io direi che la depressione
economica (e la relativa rinascita dei razzismi) ha avuto due
conseguenze sugli immigrati di III generazione: un atteggiamento di
rifiuto (che, a quel che dicono i sociologi, è però relativamente
tipico, rispetto all'entusiasmo delle prime generazioni, anche in
contesti lontani nel tempo e nello spazio) che ha trovato nella
religione un appiglio tristemente identitario (e le identità sono un
ghetto), e un atteggiamento di rivolta "without a cause", che ha usato
in senso nichilistico la religione (mero tool di una sorta di cupio
dissolvi: la tesi di fondo di Olivier Roy sul jihadismo globale).
Difficile tracciare un confine, tra queste due risposte
(sostanzialmente) individuali alla fine dell'orizzonte di cambiamento.
Poi, ci sono anche le carenze dello Stato, in Italia (anche se non
ovunque), nonché la pratica diffusa dello sfruttamento via lavoro nero,
che certo non coincilierebbe nessuno con la nostra cultura clanica.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
brif 2014
2017-10-10 17:53:10 UTC
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Raw Message
Post by Namibz
Post by CM
Fermo restando quanto hai scritto, e' il motivo per cui diventano preoccupanti le radicalizzazioni, criminali o religiose, degli immigrati di 3/4 generazione: sono persone che DOVREBBERO avere avuto le opportunita' di integrazione di cui parli, ma le hanno scientemente rifiutate.
Com'e' successo? Non gli sono state effettivamente fornite? Altri ambienti hanno annullato i benefici? Il modello e' stato rifiutato? Perche'?
Non ho una soluzione, ma e' un problema che mi ha sempre preoccupato/interessato.
A mio avviso, si tratta di un mix di ragioni: se ti accontenti di un
"diagramma marxista" :),
L'approccio marxiano forse è riduttivo in quanto non tiene conto
a mio avviso dell'entità estremamente ridotta del fondamentalismo
estremo in Europa rispetto ai milioni di islamici presenti.

L'approccio marxiano può essere valido quando è presente un insieme
numeroso e che reagisce in modo similare.

E poi cosa dire dei musulmani del Medio Oriente e non solo,
che pagano con la vita il fatto di essere considerati apostati?
E sono di gran lunga superiori gli islamici morti per attentati
rispetto a quelli cristiani in Europa.
Post by Namibz
e se trascuriamo le origini storiche del
fenomeno esploso con l'11 settembre, io direi che la depressione
economica (e la relativa rinascita dei razzismi) ha avuto due
conseguenze sugli immigrati di III generazione: un atteggiamento di
rifiuto (che, a quel che dicono i sociologi, è però relativamente
tipico, rispetto all'entusiasmo delle prime generazioni, anche in
contesti lontani nel tempo e nello spazio) che ha trovato nella
religione un appiglio tristemente identitario (e le identità sono un
ghetto), e un atteggiamento di rivolta "without a cause", che ha usato
in senso nichilistico la religione (mero tool di una sorta di cupio
dissolvi: la tesi di fondo di Olivier Roy sul jihadismo globale).
Se leggi le storie degli attentatori terroristi di questi ultimi anni
in Europa è difficilmente individuabile ***oggettivamente*** nella
religione il loro legame con il terrore.
E sì, perché quelle persone assumono stupefacenti, bevono alcolici,
non pregano, non frequentano la Mosche, in altre parole non fanno nulla
per essere considerati osservanti della parola del Profeta Maometto.

Questo aspetto mi è stato fatto notare più volte da maomettani praticanti d'Albania.

Resta a mio avviso, quanto tu scrivi e che in parte anch'io ho scritto
in risposta a Minardi.

Il fondamentalismo pesca i suoi adepti nelle fasce emarginate,
nel disagio sociale, nei ghetti, nei giovani senza lavoro.
Un atteggiamento di rivolta, come scrivi, "without a cause",
che usa in senso nichilistico la religione.

Anche il lavoro nero non mi sembra causa scatenante di chi mette
bombe e spara. In nero lavorano centinaia di migliaia di islamici.

Peraltro anche il populismo fascio/leghista - spesso razzista -
pesca i suoi adepti nel disagio economico, nell'incultura (il Pratone
di Pontida è l'icona dell'a-cultura), in chi cerca a priori un nemico,
un responsabile (prima i meridionali, adesso gli stranieri) e rifiuta
chi chiede una società con uguale diritti per tutti.
Di fatto è il disprezzo per la democrazia.

brif
Nomen Nescio
2017-10-10 17:54:52 UTC
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Raw Message
=20
Fermo restando quanto hai scritto, e' il motivo per cui diventano preoc=
cupanti le radicalizzazioni, criminali o religiose, degli immigrati di 3/4 =
generazione: sono persone che DOVREBBERO avere avuto le opportunita' di int=
egrazione di cui parli, ma le hanno scientemente rifiutate.
Com'e' successo? Non gli sono state effettivamente fornite? Altri ambie=
nti hanno annullato i benefici? Il modello e' stato rifiutato? Perche'?
Non ho una soluzione, ma e' un problema che mi ha sempre preoccupato/in=
teressato.
=20
A mio avviso, si tratta di un mix di ragioni: se ti accontenti di un=20
"diagramma marxista" :),
L'approccio marxiano forse =C3=A8 riduttivo in quanto non tiene conto=20
a mio avviso dell'entit=C3=A0 estremamente ridotta del fondamentalismo=20
estremo in Europa rispetto ai milioni di islamici presenti.
L'approccio marxiano pu=C3=B2 essere valido quando =C3=A8 presente un insie=
me=20
numeroso e che reagisce in modo similare. =20
E poi cosa dire dei musulmani del Medio Oriente e non solo,=20
che pagano con la vita il fatto di essere considerati apostati?
E sono di gran lunga superiori gli islamici morti per attentati=20
rispetto a quelli cristiani in Europa.
e se trascuriamo le origini storiche del=20
fenomeno esploso con l'11 settembre, io direi che la depressione=20
economica (e la relativa rinascita dei razzismi) ha avuto due=20
conseguenze sugli immigrati di III generazione: un atteggiamento di=20
rifiuto (che, a quel che dicono i sociologi, =C3=A8 per=C3=B2 relativamen=
te=20
tipico, rispetto all'entusiasmo delle prime generazioni, anche in=20
contesti lontani nel tempo e nello spazio) che ha trovato nella=20
religione un appiglio tristemente identitario (e le identit=C3=A0 sono un=
=20
ghetto), e un atteggiamento di rivolta "without a cause", che ha usato=20
in senso nichilistico la religione (mero tool di una sorta di cupio=20
dissolvi: la tesi di fondo di Olivier Roy sul jihadismo globale).=20
Se leggi le storie degli attentatori terroristi di questi ultimi anni=20
in Europa =C3=A8 difficilmente individuabile ***oggettivamente*** nella=20
religione il loro legame con il terrore.
E s=C3=AC, perch=C3=A9 quelle persone assumono stupefacenti, bevono alcolic=
i,=20
non pregano, non frequentano la Mosche, in altre parole non fanno nulla=20
per essere considerati osservanti della parola del Profeta Maometto.
Questo aspetto mi =C3=A8 stato fatto notare pi=C3=B9 volte da maomettani pr=
aticanti d'Albania.
Resta a mio avviso, quanto tu scrivi e che in parte anch'io ho scritto=20
in risposta a Minardi.
Il fondamentalismo pesca i suoi adepti nelle fasce emarginate,=20
nel disagio sociale, nei ghetti, nei giovani senza lavoro.
Un atteggiamento di rivolta, come scrivi, "without a cause",=20
che usa in senso nichilistico la religione.
Anche il lavoro nero non mi sembra causa scatenante di chi mette=20
bombe e spara. In nero lavorano centinaia di migliaia di islamici.=20
Peraltro anche il populismo fascio/leghista - spesso razzista -=20
pesca i suoi adepti nel disagio economico, nell'incultura (il Pratone=20
di Pontida =C3=A8 l'icona dell'a-cultura), in chi cerca a priori un nemico,=
=20
un responsabile (prima i meridionali, adesso gli stranieri) e rifiuta=20
chi chiede una societ=C3=A0 con uguale diritti per tutti.=20
Di fatto =C3=A8 il disprezzo per la democrazia.
brif
R
O
F
T
L

Un post da far ridere i polli per la marea di cazzate. e fino a
quando i tuoi post saranno come quelli del link sottostante ci sarà
sempre da ridere. Il mago Othelma è un principiante.

http://al.howardknight.net/msgid.cgi?ID=150723652900
Dott. Salvini (immortale)
2017-10-10 17:08:31 UTC
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Post by Namibz
Resto sempre un po' perplesso di fronte all'ambiguità di questo termine,
che invece, per quanto riguarda i migranti dovrebbe essere pacificamente
univoco. L'immigrato è tenuto ad osservare (come gli italiani) le leggi,
è tenuto a frequentare la scuola dell'obbligo se ne ha l'età (e
l'univno il pianeta terra, ma non intendo certo "convertirli" ai miei
valori. Dunque, piano con l'abuso del termine "integrazione", che sembra
positivo ma nasconde un volto molto oscuro.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Integrazione è quando un maometto scassacazzi finisce a fare il pilone in una colata di cemento. In quel caso si può definire ben integrato.

L'IMMORTALE
Namibz
2017-10-10 17:26:11 UTC
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Raw Message
Post by Dott. Salvini (immortale)
Post by Namibz
Resto sempre un po' perplesso di fronte all'ambiguità di questo termine,
che invece, per quanto riguarda i migranti dovrebbe essere pacificamente
univoco. L'immigrato è tenuto ad osservare (come gli italiani) le leggi,
è tenuto a frequentare la scuola dell'obbligo se ne ha l'età (e
l'univno il pianeta terra, ma non intendo certo "convertirli" ai miei
valori. Dunque, piano con l'abuso del termine "integrazione", che sembra
positivo ma nasconde un volto molto oscuro.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Integrazione è quando un maometto scassacazzi finisce a fare il pilone in una colata di cemento. In quel caso si può definire ben integrato.
Vorrei attirare su questo osceno post l'attenzione dei tanti che si sono
scandalizzati per i discorsi di Radicale sulla morte di DEM. Ora, quei
discorsi saranno anche stati inopportuni, pur se innocui - ci può stare
-, ma come giudicare, allora, la presente starnazzata razzista &
filo-omicida della vecchia gallina mendicante che si fa chiamare
"Salvini"? Avete bandito Radicale perché sfotteva un morto. Che dire di
chi il morto lo *invoca* (e naturalmente, con metodi mafiosi: la Lega,
del resto, è una cosca fatta partito, e i suoi elettori sono solo i suoi
picciotti)? Non meriterebbe lo stesso apartheid? O, vabbeh, tanto è solo
lo scemo del villaggio e gli si perdona tutto? Vedete un po' voi, probi
viri...
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Dott. Salvini (immortale)
2017-10-10 17:39:52 UTC
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Raw Message
Il giorno martedì 10 ottobre 2017 19:26:17 UTC+2, Namib hdire di
Post by Namibz
chi il morto lo *invoca* (e naturalmente, con metodi mafiosi: la Lega,
del resto, è una cosca fatta partito, e i suoi elettori sono solo i suoi
picciotti)? Non meriterebbe lo stesso apartheid? O, vabbeh, tanto è solo
lo scemo del villaggio e gli si perdona tutto? Vedete un po' voi, probi
viri...
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
HAHAHAHAHAHAHA.. TU COME LO INTEGRERESTI IL TIZIO CHE HA SGOZZATO 2 RAGAZZINE A MARSIGLIA, SCEMODINASCITA?
MA VEDI DI ANDARE AFFANCULO VAAAAA.....
(A PARTE IL FATTO CHE IO TI HO SEMPLICEMENTE SPIEGATO COSA SI INTENDE PER INTEGRAZIONE DI TALI SOGGETTI, l'auspicio l'hai messo tu)
Poi la filippica da un coglione che auspica piazzali loreto per tutti ogni 5 minuti.. hihihihi manco ridicolo sei, talmente cretino da arrivare secondo pure al concorso dei cretini.
Pacatamente

L'IMMORTALE
brif 2014
2017-10-10 18:33:09 UTC
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Raw Message
Post by Dott. Salvini (immortale)
Poi la filippica da un coglione che auspica piazzali loreto per tutti ogni 5 minuti.. hihihihi
Una risata nervosa, quasi isterica.
Ma non devi temere per te.
Se ti vengono a prendere "venderai cara la pelle".
E si pentiranno.
Non sanno con chi hanno a che fare.
Er noto giustizzzziere dela Garbatela.

I primi cinque li stendi con lo sguardo di Chen.
Altri cinque con l'ascia tuttofare. Quella per i rom.
Qualcuno lo investi con il furgoncino anni '70.

Poi arriva un improvvisa zampata del cane, preoccupato
per i tuoi gemiti.
E ti svegli tutto sudato.

brif
Dott. Salvini (immortale)
2017-10-10 18:37:49 UTC
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Raw Message
Post by brif 2014
Post by Dott. Salvini (immortale)
Poi la filippica da un coglione che auspica piazzali loreto per tutti ogni 5 minuti.. hihihihi
Una risata nervosa, quasi isterica.
Ma non devi temere per te.
Se ti vengono a prendere "venderai cara la pelle".
E si pentiranno.
Non sanno con chi hanno a che fare.
Er noto giustizzzziere dela Garbatela.
I primi cinque li stendi con lo sguardo di Chen.
Altri cinque con l'ascia tuttofare. Quella per i rom.
Qualcuno lo investi con il furgoncino anni '70.
Poi arriva un improvvisa zampata del cane, preoccupato
per i tuoi gemiti.
E ti svegli tutto sudato.
brif
Ecco, ora mi sono spaventato.

l'immortale
CM
2017-10-11 07:04:44 UTC
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Raw Message
Post by Namibz
Ora, quei
discorsi saranno anche stati inopportuni, pur se innocui - ci può stare
-, ma come giudicare, allora, la presente starnazzata razzista &
filo-omicida della vecchia gallina mendicante che si fa chiamare
"Salvini"? Avete bandito Radicale perché sfotteva un morto. Che dire di
chi il morto lo *invoca*
Due cose, poi io parlo per me:
- credo di saper distinguere quando uno parla seriamente da quando fa lo scemo; non credo tu vada in giro ad ammazzare o far violenza su persone anche quando lo scrivi qua, come non credo lo faccia Radicale stesso che l'ha scritto piu' volte. Quelli sono cazzeggi, e valgono una presa per il culo, normale dialettica da bar. Quel post non era cazzeggio, come non erano cazzeggio i vari post identici che son seguiti in questi giorni. Che non son "forse inopportuni", fan proprio cagare a spruzzo. Quando Salvini si e' comportato in maniera simile, ho commentato allo stesso modo, nel caso di vittime di migrazioni se ricordo bene
- io personalmente non ho bandito nessuno, ne' uso il kill file: molto piu' semplicemente, non ritengo radicale scriva nulla di minimamente interessante, non sia interessato ad alcuna discussione e sia palloso/arrogante a livelli siderali. E' semplicemente interessato a raccattare un po' di attenzione ed enunciare i suoi deliri, e non riesce nemmeno a farlo in maniera da troll divertente. Quei post hanno semplicemente segnato un ulteriore passo avanti verso l'idiozia. Punto. Mi vedi mai rispondere ad Ernesto? O paolobarrai? O Catalano? O Toby/Boby quando c'era? O Itechnodemocratic? Discorso simile. Se vuoi puoi criticarmi giustamente per le risposte a Tutor, ma ho spiegato a brif il motivo.

--
saluti
cm
Namibz
2017-10-11 07:29:40 UTC
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Post by CM
Post by Namibz
Ora, quei
discorsi saranno anche stati inopportuni, pur se innocui - ci può stare
-, ma come giudicare, allora, la presente starnazzata razzista &
filo-omicida della vecchia gallina mendicante che si fa chiamare
"Salvini"? Avete bandito Radicale perché sfotteva un morto. Che dire di
chi il morto lo *invoca*
- credo di saper distinguere quando uno parla seriamente da quando fa lo scemo; non credo tu vada in giro ad ammazzare o far violenza su persone anche quando lo scrivi qua, come non credo lo faccia Radicale stesso che l'ha scritto piu' volte. Quelli sono cazzeggi, e valgono una presa per il culo, normale dialettica da bar. Quel post non era cazzeggio, come non erano cazzeggio i vari post identici che son seguiti in questi giorni. Che non son "forse inopportuni", fan proprio cagare a spruzzo. Quando Salvini si e' comportato in maniera simile, ho commentato allo stesso modo, nel caso di vittime di migrazioni se ricordo bene
- io personalmente non ho bandito nessuno, ne' uso il kill file: molto piu' semplicemente, non ritengo radicale scriva nulla di minimamente interessante, non sia interessato ad alcuna discussione e sia palloso/arrogante a livelli siderali. E' semplicemente interessato a raccattare un po' di attenzione ed enunciare i suoi deliri, e non riesce nemmeno a farlo in maniera da troll divertente. Quei post hanno semplicemente segnato un ulteriore passo avanti verso l'idiozia. Punto. Mi vedi mai rispondere ad Ernesto? O paolobarrai? O Catalano? O Toby/Boby quando c'era? O Itechnodemocratic? Discorso simile. Se vuoi puoi criticarmi giustamente per le risposte a Tutor, ma ho spiegato a brif il motivo.
Ok, è un punto di vista accettabile. Il mio, di punto, era che stiamo
diventando tutti (compreso il sottoscritto) un po' insensibili alla
retorica razzista e razziale: ormai fa parte del "paesaggio italiano".
Eppure, dovremmo sapere che gli insulti, le minacce, ecc. --- tutta
questa roba si "stratifica" e crea mostri. Nemmeno io credo che
quell'innocuo citrullo di Salvini intenda ammazzare qualcuno, però il
suo discorso NON è "innocente", perché è una goccia in un fiume che
minaccia di affogare qualcuno (anzi, qualche morto l'ha già fatto). Del
resto, la conosci senz'altro, la storia dell'esclamazione "o sancta
simplicitas!": ma Hus era, chissà?, un vero santo. Io, invece, non vedo
nulla di santo in chi fa gioiosamente massa nei linciaggi, ma si tiene
prudentemente lontano dalle responsabilità penalmente accertabili.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Dott. Salvini (immortale)
2017-10-11 07:41:02 UTC
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Raw Message
Post by Namibz
Post by CM
Post by Namibz
Ora, quei
discorsi saranno anche stati inopportuni, pur se innocui - ci può stare
-, ma come giudicare, allora, la presente starnazzata razzista &
filo-omicida della vecchia gallina mendicante che si fa chiamare
"Salvini"? Avete bandito Radicale perché sfotteva un morto. Che dire di
chi il morto lo *invoca*
- credo di saper distinguere quando uno parla seriamente da quando fa lo scemo; non credo tu vada in giro ad ammazzare o far violenza su persone anche quando lo scrivi qua, come non credo lo faccia Radicale stesso che l'ha scritto piu' volte. Quelli sono cazzeggi, e valgono una presa per il culo, normale dialettica da bar. Quel post non era cazzeggio, come non erano cazzeggio i vari post identici che son seguiti in questi giorni. Che non son "forse inopportuni", fan proprio cagare a spruzzo. Quando Salvini si e' comportato in maniera simile, ho commentato allo stesso modo, nel caso di vittime di migrazioni se ricordo bene
- io personalmente non ho bandito nessuno, ne' uso il kill file: molto piu' semplicemente, non ritengo radicale scriva nulla di minimamente interessante, non sia interessato ad alcuna discussione e sia palloso/arrogante a livelli siderali. E' semplicemente interessato a raccattare un po' di attenzione ed enunciare i suoi deliri, e non riesce nemmeno a farlo in maniera da troll divertente. Quei post hanno semplicemente segnato un ulteriore passo avanti verso l'idiozia. Punto. Mi vedi mai rispondere ad Ernesto? O paolobarrai? O Catalano? O Toby/Boby quando c'era? O Itechnodemocratic? Discorso simile. Se vuoi puoi criticarmi giustamente per le risposte a Tutor, ma ho spiegato a brif il motivo.
Ok, è un punto di vista accettabile. Il mio, di punto, era che stiamo
diventando tutti (compreso il sottoscritto) un po' insensibili alla
retorica razzista e razziale: ormai fa parte del "paesaggio italiano".
Eppure, dovremmo sapere che gli insulti, le minacce, ecc. --- tutta
questa roba si "stratifica" e crea mostri. Nemmeno io credo che
quell'innocuo citrullo di Salvini intenda ammazzare qualcuno, però il
suo discorso NON è "innocente", perché è una goccia in un fiume che
minaccia di affogare qualcuno (anzi, qualche morto l'ha già fatto). Del
resto, la conosci senz'altro, la storia dell'esclamazione "o sancta
simplicitas!": ma Hus era, chissà?, un vero santo. Io, invece, non vedo
nulla di santo in chi fa gioiosamente massa nei linciaggi, ma si tiene
prudentemente lontano dalle responsabilità penalmente accertabili.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Eh già, che schifo quello che vorrebbe morti i terroristi e i loro simpatizzanti.
Invece quello che invoca nuovi piazzali loreto per chiunque non ragioni da deficiente comunista xenofiliaco, quello è un figo.
MA RIVAFFANCULO VA, IPOCRITA RIMBAMBITO.
E SPIEGA LE TUE RAGIONI ALLE FAMIGLIE DELLE DUE RAGAZZINE SGOZZATE.

L'IMMORTALE
Namibz
2017-10-11 08:01:43 UTC
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Post by Dott. Salvini (immortale)
Post by Namibz
Post by CM
Post by Namibz
Ora, quei
discorsi saranno anche stati inopportuni, pur se innocui - ci può stare
-, ma come giudicare, allora, la presente starnazzata razzista &
filo-omicida della vecchia gallina mendicante che si fa chiamare
"Salvini"? Avete bandito Radicale perché sfotteva un morto. Che dire di
chi il morto lo *invoca*
- credo di saper distinguere quando uno parla seriamente da quando fa lo scemo; non credo tu vada in giro ad ammazzare o far violenza su persone anche quando lo scrivi qua, come non credo lo faccia Radicale stesso che l'ha scritto piu' volte. Quelli sono cazzeggi, e valgono una presa per il culo, normale dialettica da bar. Quel post non era cazzeggio, come non erano cazzeggio i vari post identici che son seguiti in questi giorni. Che non son "forse inopportuni", fan proprio cagare a spruzzo. Quando Salvini si e' comportato in maniera simile, ho commentato allo stesso modo, nel caso di vittime di migrazioni se ricordo bene
- io personalmente non ho bandito nessuno, ne' uso il kill file: molto piu' semplicemente, non ritengo radicale scriva nulla di minimamente interessante, non sia interessato ad alcuna discussione e sia palloso/arrogante a livelli siderali. E' semplicemente interessato a raccattare un po' di attenzione ed enunciare i suoi deliri, e non riesce nemmeno a farlo in maniera da troll divertente. Quei post hanno semplicemente segnato un ulteriore passo avanti verso l'idiozia. Punto. Mi vedi mai rispondere ad Ernesto? O paolobarrai? O Catalano? O Toby/Boby quando c'era? O Itechnodemocratic? Discorso simile. Se vuoi puoi criticarmi giustamente per le risposte a Tutor, ma ho spiegato a brif il motivo.
Ok, è un punto di vista accettabile. Il mio, di punto, era che stiamo
diventando tutti (compreso il sottoscritto) un po' insensibili alla
retorica razzista e razziale: ormai fa parte del "paesaggio italiano".
Eppure, dovremmo sapere che gli insulti, le minacce, ecc. --- tutta
questa roba si "stratifica" e crea mostri. Nemmeno io credo che
quell'innocuo citrullo di Salvini intenda ammazzare qualcuno, però il
suo discorso NON è "innocente", perché è una goccia in un fiume che
minaccia di affogare qualcuno (anzi, qualche morto l'ha già fatto). Del
resto, la conosci senz'altro, la storia dell'esclamazione "o sancta
simplicitas!": ma Hus era, chissà?, un vero santo. Io, invece, non vedo
nulla di santo in chi fa gioiosamente massa nei linciaggi, ma si tiene
prudentemente lontano dalle responsabilità penalmente accertabili.
Eh già, che schifo quello che vorrebbe morti i terroristi
Hai scritto "scassacazzi", non "terroristi", ritardato.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
Guiscard
2017-10-11 10:45:57 UTC
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Post by Namibz
Post by Dott. Salvini (immortale)
Eh già, che schifo quello che vorrebbe morti i terroristi
Hai scritto "scassacazzi", non "terroristi", ritardato.
E' una sparata da NG come se ne leggono tante.
No, non credo che possa stratificarsi o creare mostri, come hai scritto tu.
Vediamo di dare il giusto peso alle cose, bastano e avanzano i complottisti
convinti che tutti gli antiberlusconiani siano pagati dal PD e da Uber.

Siamo su it.politica, nessuno di noi sposta alcunche'.
Namibz
2017-10-11 10:50:27 UTC
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Post by Guiscard
Post by Namibz
Post by Dott. Salvini (immortale)
Eh già, che schifo quello che vorrebbe morti i terroristi
Hai scritto "scassacazzi", non "terroristi", ritardato.
E' una sparata da NG come se ne leggono tante.
No, non credo che possa stratificarsi o creare mostri, come hai scritto tu.
Vediamo di dare il giusto peso alle cose, bastano e avanzano i complottisti
convinti che tutti gli antiberlusconiani siano pagati dal PD e da Uber.
Siamo su it.politica, nessuno di noi sposta alcunche'.
Il fatto che siano (indubbiamente) "discorsi da bar" non li derubrica a
cazzate. Dopotutto, il nazismo è nato in birreria, no? Prima lo
straniero (al bar, alle poste, su IP, FB etc.) diventa "negro", poi
"sporco negro", poi "scimmia", poi "invasore", qualcuno (ed è già
successo, anche se facciamo tutti finta di averlo dimenticato), al
"negro", gli spara. Le parole non sono mai innocenti. Figliano.
--
Namib
---
Die Arbeiter haben kein Vaterland (Karl Marx)
MaxBass #I-D +GTT
2017-10-11 07:21:34 UTC
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Post by Namibz
Vorrei attirare su questo osceno post l'attenzione dei tanti che si sono
scandalizzati per i discorsi di Radicale sulla morte di DEM. Ora, quei
discorsi saranno anche stati inopportuni, pur se innocui - ci può stare
-, ma come giudicare, allora, la presente starnazzata razzista &
filo-omicida della vecchia gallina mendicante che si fa chiamare
"Salvini"?
C'è chi per allungarsi il pisello prende l'auto più costosa del mondo e chi vomita bile su un NG.
Certo la seconda fa molto più senso...
Post by Namibz
Avete bandito Radicale perché sfotteva un morto. Che dire di
chi il morto lo *invoca*
Che è una merda.
Ma non è una novità.
Massimiliano Catanese
2017-10-11 14:08:18 UTC
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Post by Namibz
Vorrei attirare su questo osceno post l'attenzione dei tanti che
si sono scandalizzati per i discorsi di Radicale sulla morte di
DEM.
se credi che questi squilibrati si siano davvero scandalizzati
sei fuori come un citofono in una notte di mezza estate, Nami'.
Post by Namibz
Avete bandito Radicale perché sfotteva un morto.
Allora sei tonto Nami'. Eh ! Abbi pazienza ! Intanto io non lo
sfottevo. Io ho detto SERIAMENTE quello che penso di lui per
quanto ho potuto vedere.

E poi :
Non hanno bandito nessuno. Semplicemente loro (un piccolo
sottoinsieme di questa fogna) fingono di non leggermi e hanno
deciso di non rispondermi.

Facendomi un grosso favore : che ci facevo con le risposte di
quei 4 deficienti ? Me lo spieghi ? No dai, seriamente.

E smettila di difendermi : non sia mai mi dovessero "perdonare"
e ricominciare a scassarmi il cazzo con le loro irritantissime
idiozie.

Davvero

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