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Abbiamo un Re che vuole ringraziare la sicilia
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tattoo
2017-05-19 12:40:47 UTC
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La frase si presta alla presa per il culo

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Il re olandese e i migranti: "Vado a ringraziare la Sicilia da sola sta
salvando l’Europa"
Guglielmo Alessandro d'Olanda (afp)


LÕAIA. Re Guglielmo Alessandro d'Olanda ama lo sport, l'Italia e
soprattutto pilotare aerei di linea in incognito, come ha fatto per più
di vent'anni grazie alla compagnia di bandiera Klm. "Figuravo come
co-pilota, non ero quindi costretto a dire il mio nome", confessa il
monarca che incontriamo nel palazzo Noordeinde dell'Aia, uno dei tre che
lo Stato olandese mette a sua disposizione. "Hai la responsabilità
dell'equipaggio e dei passeggeri, il che significa che devi concentrati
e pensare ad altro rispetto ai problemi di tutti i giorni".

Guglielmo Alessandro verrà in visita in Italia dal 20 al 23 giugno,
portandosi appresso un centinaio d'imprenditori olandesi per "rinforzare
i legami commerciali tra il Nord e il Sud dell'Europa". Ora, l'Italia è
un Paese che conosce bene per avervi trascorso le vacanze da quand'era
bambino, nella casa che la madre possedeva sul Monte Argentario. "Non
vedo l'ora di tornare a Roma, ma stavolta andrò anche a Palermo, per
manifestare solidarietà alla Sicilia che sta affrontando da sola e con
grande coraggio la crisi dei migranti, un problema che riguarda tutti i
Paesi europei".

La corona degli Orange-Nassau costa ai contribuenti olandesi 40 milioni
l'anno, eppure secondo un recente sondaggio l'80% della popolazione
approva la monarchia. Capo di Stato ma senza alcun potere sul governo
dell'Aia, il cinquantenne Guglielmo Alessandro, uomo alto e robusto, con
i capelli castano- rossicci, è un simbolo nazionale nell'accezione
migliore del termine, perché il suo ruolo è di unificare il Paese e di
rappresentarlo. Dice ancora sui migranti: "Nel 2015 ne abbiamo accolti
65mila. Ebbene, sono molto fiero che una volta giunti da noi nessuno di
questi abbia mai passato una sola notte all'addiaccio. Sia pure con
grandi difficoltà, siamo riusciti a gestire la situazione. Se il mio
ruolo di re è di migliorare la nostra società allora devo anche aiutare
questa gente ad assimilarsi. In Europa c'è chi dice che sia difficile
integrare i migranti per motivi economici, ma grazie a Dio la nostra
economia è in crescita, e così il nostro mercato del lavoro, il che
faciliterà questo processo ".

Secondo Guglielmo Alessandro il popolo olandese è frutto di una lunga
trasformazione. "Perché da secoli c'è chi si stabilisce in Olanda per
via della libertà religiosa o della possibilità di stampare libri senza
nessuna censura della chiesa o del potere politico. E Amsterdam è sempre
stata la capitale della tolleranza. Se siamo oggi una democrazia forte è
anche per la nostra eterna lotta contro l'acqua, che ci ha insegnato a
combattere uniti". Appassionato di water management, il re si dice molto
inquieto per le conseguenze dello scioglimento dei ghiacci. "Ci sono
zone più a rischio di altre, e tra queste figura ovviamente l'Olanda. Ma
noi abbiamo la fortuna di difenderci dall'Undicesimo secolo. La nostra
prima grande istituzione democratica nacque per proteggerci dalle
alluvioni e dalle mareggiate. Oggi esportiamo il nostro know-how in
Vietnam, Corea o Indonesia".

Prima di salire sul trono il 30 aprile 2013, quando abdicò sua madre
Beatrice, Guglielmo Alessandro veniva chiamato dagli olandesi il
"principe della birra", perché amava le feste, le macchine di grossa
cilindrata e le belle donne, a quanto pare tutte bionde, come quella che
diventerà sua moglie, Maxima Zorreguieta, figlia di un ministro del
dittatore argentino Jorge Rafael Videla. Guglielmo Alessandro non ha
certo il dono della facondia: per questo motivo è vittima di una satira
feroce su un programma tv molto seguito, in cui lo fanno parlare con
l'accento dei quartieri più poveri dell'Aia. È tuttavia un monarca molto
popolare. Basta vedere con quanto entusiasmo viene celebrato da quattro
anni il "giorno del re", ossia il suo compleanno, che cade il 27 aprile.
È l'aspetto umano che fa il successo della coppia reale. Dopo
l'abbattimento nei cieli dell'Ucraina del volo MH17, che provocò quasi
trecento vittime, molte delle quali olandesi, Guglielmo Alessandro e
Maxima piansero quei morti assieme ai loro parenti. "E poi io sono così
fiero di essere il re dell'Olanda, perché rappresento un piccolo Paese
che però riesce a primeggiare in tanti campi".



Guglielmo sarà in Italia il 20 giugno: an
Loico
2017-05-19 14:15:18 UTC
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Il re olandese e i migranti: "Vado a ringraziare la Sicilia da sola sta
salvando l’Europa"
Guglielmo Alessandro d'Olanda (afp)
Che bravo. Ha fatto anche l'aristocratico bisognino in Sicilia?
r***@gmail.com
2017-05-19 15:11:56 UTC
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salvando l’Europa"
Guglielmo Alessandro d'Olanda (afp)
LÕAIA. Re Guglielmo Alessandro d'Olanda ama lo sport, l'Italia e
soprattutto pilotare aerei di linea in incognito, come ha fatto per più
di vent'anni grazie alla compagnia di bandiera Klm. "Figuravo come
co-pilota, non ero quindi costretto a dire il mio nome", confessa il
monarca che incontriamo nel palazzo Noordeinde dell'Aia, uno dei tre che
lo Stato olandese mette a sua disposizione. "Hai la responsabilità
dell'equipaggio e dei passeggeri, il che significa che devi concentrati
e pensare ad altro rispetto ai problemi di tutti i giorni".
Guglielmo Alessandro verrà in visita in Italia dal 20 al 23 giugno,
portandosi appresso un centinaio d'imprenditori olandesi per "rinforzare
i legami commerciali tra il Nord e il Sud dell'Europa". Ora, l'Italia è
un Paese che conosce bene per avervi trascorso le vacanze da quand'era
bambino, nella casa che la madre possedeva sul Monte Argentario. "Non
vedo l'ora di tornare a Roma, ma stavolta andrò anche a Palermo, per
manifestare solidarietà alla Sicilia che sta affrontando da sola e con
grande coraggio la crisi dei migranti, un problema che riguarda tutti i
Paesi europei".
La corona degli Orange-Nassau costa ai contribuenti olandesi 40 milioni
l'anno, eppure secondo un recente sondaggio l'80% della popolazione
approva la monarchia. Capo di Stato ma senza alcun potere sul governo
dell'Aia, il cinquantenne Guglielmo Alessandro, uomo alto e robusto, con
i capelli castano- rossicci, è un simbolo nazionale nell'accezione
migliore del termine, perché il suo ruolo è di unificare il Paese e di
rappresentarlo. Dice ancora sui migranti: "Nel 2015 ne abbiamo accolti
65mila. Ebbene, sono molto fiero che una volta giunti da noi nessuno di
questi abbia mai passato una sola notte all'addiaccio. Sia pure con
grandi difficoltà, siamo riusciti a gestire la situazione. Se il mio
ruolo di re è di migliorare la nostra società allora devo anche aiutare
questa gente ad assimilarsi. In Europa c'è chi dice che sia difficile
integrare i migranti per motivi economici, ma grazie a Dio la nostra
economia è in crescita, e così il nostro mercato del lavoro, il che
faciliterà questo processo ".
Secondo Guglielmo Alessandro il popolo olandese è frutto di una lunga
trasformazione. "Perché da secoli c'è chi si stabilisce in Olanda per
via della libertà religiosa o della possibilità di stampare libri senza
nessuna censura della chiesa o del potere politico. E Amsterdam è sempre
stata la capitale della tolleranza. Se siamo oggi una democrazia forte è
anche per la nostra eterna lotta contro l'acqua, che ci ha insegnato a
combattere uniti". Appassionato di water management, il re si dice molto
inquieto per le conseguenze dello scioglimento dei ghiacci. "Ci sono
zone più a rischio di altre, e tra queste figura ovviamente l'Olanda. Ma
noi abbiamo la fortuna di difenderci dall'Undicesimo secolo. La nostra
prima grande istituzione democratica nacque per proteggerci dalle
alluvioni e dalle mareggiate. Oggi esportiamo il nostro know-how in
Vietnam, Corea o Indonesia".
Prima di salire sul trono il 30 aprile 2013, quando abdicò sua madre
Beatrice, Guglielmo Alessandro veniva chiamato dagli olandesi il
"principe della birra", perché amava le feste, le macchine di grossa
cilindrata e le belle donne, a quanto pare tutte bionde, come quella che
diventerà sua moglie, Maxima Zorreguieta, figlia di un ministro del
dittatore argentino Jorge Rafael Videla. Guglielmo Alessandro non ha
certo il dono della facondia: per questo motivo è vittima di una satira
feroce su un programma tv molto seguito, in cui lo fanno parlare con
l'accento dei quartieri più poveri dell'Aia. È tuttavia un monarca molto
popolare. Basta vedere con quanto entusiasmo viene celebrato da quattro
anni il "giorno del re", ossia il suo compleanno, che cade il 27 aprile.
È l'aspetto umano che fa il successo della coppia reale. Dopo
l'abbattimento nei cieli dell'Ucraina del volo MH17, che provocò quasi
trecento vittime, molte delle quali olandesi, Guglielmo Alessandro e
Maxima piansero quei morti assieme ai loro parenti. "E poi io sono così
fiero di essere il re dell'Olanda, perché rappresento un piccolo Paese
che però riesce a primeggiare in tanti campi".
Guglielmo sarà in Italia il 20 giugno: an
Bravo veramente, che uomo.

Ma i Kabobo se li becca la Sicilia e il PD di Isola capo Rizzuto

Di sicuro e' socio di qualche ONG
e
2017-05-19 15:56:01 UTC
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soprattutto pilotare aerei di linea in incognito, come ha fatto per più
di vent'anni grazie alla compagnia di bandiera Klm. "Figuravo come
co-pilota, non ero quindi costretto a dire il mio nome", confessa il
monarca che incontriamo nel palazzo Noordeinde dell'Aia, uno dei tre che
lo Stato olandese mette a sua disposizione. "Hai la responsabilità
dell'equipaggio e dei passeggeri, il che significa che devi concentrati
e pensare ad altro rispetto ai problemi di tutti i giorni".
Guglielmo Alessandro verrà in visita in Italia dal 20 al 23 giugno,
portandosi appresso un centinaio d'imprenditori olandesi per "rinforzare
i legami commerciali tra il Nord e il Sud dell'Europa". Ora, l'Italia è
un Paese che conosce bene per avervi trascorso le vacanze da quand'era
bambino, nella casa che la madre possedeva sul Monte Argentario. "Non
vedo l'ora di tornare a Roma, ma stavolta andrò anche a Palermo, per
manifestare solidarietà alla Sicilia che sta affrontando da sola e con
grande coraggio la crisi dei migranti, un problema che riguarda tutti i
Paesi europei".
La corona degli Orange-Nassau costa ai contribuenti olandesi 40 milioni
l'anno, eppure secondo un recente sondaggio l'80% della popolazione
approva la monarchia. Capo di Stato ma senza alcun potere sul governo
dell'Aia, il cinquantenne Guglielmo Alessandro, uomo alto e robusto, con
i capelli castano- rossicci, è un simbolo nazionale nell'accezione
migliore del termine, perché il suo ruolo è di unificare il Paese e di
rappresentarlo. Dice ancora sui migranti: "Nel 2015 ne abbiamo accolti
65mila. Ebbene, sono molto fiero che una volta giunti da noi nessuno di
questi abbia mai passato una sola notte all'addiaccio. Sia pure con
grandi difficoltà, siamo riusciti a gestire la situazione. Se il mio
ruolo di re è di migliorare la nostra società allora devo anche aiutare
questa gente ad assimilarsi. In Europa c'è chi dice che sia difficile
integrare i migranti per motivi economici, ma grazie a Dio la nostra
economia è in crescita, e così il nostro mercato del lavoro, il che
faciliterà questo processo ".
Secondo Guglielmo Alessandro il popolo olandese è frutto di una lunga
trasformazione. "Perché da secoli c'è chi si stabilisce in Olanda per
via della libertà religiosa o della possibilità di stampare libri senza
nessuna censura della chiesa o del potere politico. E Amsterdam è sempre
stata la capitale della tolleranza. Se siamo oggi una democrazia forte è
anche per la nostra eterna lotta contro l'acqua, che ci ha insegnato a
combattere uniti". Appassionato di water management, il re si dice molto
inquieto per le conseguenze dello scioglimento dei ghiacci. "Ci sono
zone più a rischio di altre, e tra queste figura ovviamente l'Olanda. Ma
noi abbiamo la fortuna di difenderci dall'Undicesimo secolo. La nostra
prima grande istituzione democratica nacque per proteggerci dalle
alluvioni e dalle mareggiate. Oggi esportiamo il nostro know-how in
Vietnam, Corea o Indonesia".
Prima di salire sul trono il 30 aprile 2013, quando abdicò sua madre
Beatrice, Guglielmo Alessandro veniva chiamato dagli olandesi il
"principe della birra", perché amava le feste, le macchine di grossa
cilindrata e le belle donne, a quanto pare tutte bionde, come quella che
diventerà sua moglie, Maxima Zorreguieta, figlia di un ministro del
dittatore argentino Jorge Rafael Videla. Guglielmo Alessandro non ha
certo il dono della facondia: per questo motivo è vittima di una satira
feroce su un programma tv molto seguito, in cui lo fanno parlare con
l'accento dei quartieri più poveri dell'Aia. È tuttavia un monarca molto
popolare. Basta vedere con quanto entusiasmo viene celebrato da quattro
anni il "giorno del re", ossia il suo compleanno, che cade il 27 aprile.
È l'aspetto umano che fa il successo della coppia reale. Dopo
l'abbattimento nei cieli dell'Ucraina del volo MH17, che provocò quasi
trecento vittime, molte delle quali olandesi, Guglielmo Alessandro e
Maxima piansero quei morti assieme ai loro parenti. "E poi io sono così
fiero di essere il re dell'Olanda, perché rappresento un piccolo Paese
che però riesce a primeggiare in tanti campi".
Guglielmo sarà in Italia il 20 giugno: an
Bravo veramente, che uomo.
Ma i Kabobo se li becca la Sicilia e il PD di Isola capo Rizzuto
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Lui è un re, parola di re. Ma è un re senza poteri esecutivi,come un mattarella qualsiasi, quindi la lode è giusta ma lascia il tempo che trova.

Effettivamente il popolo siciliano si dimostra più civile delle altre genti italiche: riceve ogni giorno migliaia di profughi ma cerca di accoglierli, non dà loro cibo per maiali e non fa barricate.

Lampedusa poi è stata formidabile in questi ultimi 10 anni: gente di mare, dalla vita dura, non come i culi molli di voi anonimi che scrivete stronzatine razzista e crudeli seduti in poltrona.

Poi bisogna essere proprio stupidi per utilizzare il cognome di un uomo che ha dato fuori di matto per le cento etnie che ci arrivano nei porti.

Gli imbecilli della mia adolescenza chiamavano tutti i meridionali "NAPULI" ( e da Napoli non ne veniva uno!),

gli imbecilli dell'adolescenza di mio padre negli USA chiamavano tutti gli italiani, i latini in generale, DAGOS e ne vietavano l'ingresso nei bar: NO DOGS, NO DAGOS erano gli ignobili cartelli.

Ora che non volessero nei bar mafiosi e vigliacchi pusillanimi che insultano in modo anonimo, magari era pure giusto, ma generalizzare è sempre sbagliato.

ernesto
r***@gmail.com
2017-05-19 16:33:51 UTC
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soprattutto pilotare aerei di linea in incognito, come ha fatto per più
di vent'anni grazie alla compagnia di bandiera Klm. "Figuravo come
co-pilota, non ero quindi costretto a dire il mio nome", confessa il
monarca che incontriamo nel palazzo Noordeinde dell'Aia, uno dei tre che
lo Stato olandese mette a sua disposizione. "Hai la responsabilità
dell'equipaggio e dei passeggeri, il che significa che devi concentrati
e pensare ad altro rispetto ai problemi di tutti i giorni".
Guglielmo Alessandro verrà in visita in Italia dal 20 al 23 giugno,
portandosi appresso un centinaio d'imprenditori olandesi per "rinforzare
i legami commerciali tra il Nord e il Sud dell'Europa". Ora, l'Italia è
un Paese che conosce bene per avervi trascorso le vacanze da quand'era
bambino, nella casa che la madre possedeva sul Monte Argentario. "Non
vedo l'ora di tornare a Roma, ma stavolta andrò anche a Palermo, per
manifestare solidarietà alla Sicilia che sta affrontando da sola e con
grande coraggio la crisi dei migranti, un problema che riguarda tutti i
Paesi europei".
La corona degli Orange-Nassau costa ai contribuenti olandesi 40 milioni
l'anno, eppure secondo un recente sondaggio l'80% della popolazione
approva la monarchia. Capo di Stato ma senza alcun potere sul governo
dell'Aia, il cinquantenne Guglielmo Alessandro, uomo alto e robusto, con
i capelli castano- rossicci, è un simbolo nazionale nell'accezione
migliore del termine, perché il suo ruolo è di unificare il Paese e di
rappresentarlo. Dice ancora sui migranti: "Nel 2015 ne abbiamo accolti
65mila. Ebbene, sono molto fiero che una volta giunti da noi nessuno di
questi abbia mai passato una sola notte all'addiaccio. Sia pure con
grandi difficoltà, siamo riusciti a gestire la situazione. Se il mio
ruolo di re è di migliorare la nostra società allora devo anche aiutare
questa gente ad assimilarsi. In Europa c'è chi dice che sia difficile
integrare i migranti per motivi economici, ma grazie a Dio la nostra
economia è in crescita, e così il nostro mercato del lavoro, il che
faciliterà questo processo ".
Secondo Guglielmo Alessandro il popolo olandese è frutto di una lunga
trasformazione. "Perché da secoli c'è chi si stabilisce in Olanda per
via della libertà religiosa o della possibilità di stampare libri senza
nessuna censura della chiesa o del potere politico. E Amsterdam è sempre
stata la capitale della tolleranza. Se siamo oggi una democrazia forte è
anche per la nostra eterna lotta contro l'acqua, che ci ha insegnato a
combattere uniti". Appassionato di water management, il re si dice molto
inquieto per le conseguenze dello scioglimento dei ghiacci. "Ci sono
zone più a rischio di altre, e tra queste figura ovviamente l'Olanda. Ma
noi abbiamo la fortuna di difenderci dall'Undicesimo secolo. La nostra
prima grande istituzione democratica nacque per proteggerci dalle
alluvioni e dalle mareggiate. Oggi esportiamo il nostro know-how in
Vietnam, Corea o Indonesia".
Prima di salire sul trono il 30 aprile 2013, quando abdicò sua madre
Beatrice, Guglielmo Alessandro veniva chiamato dagli olandesi il
"principe della birra", perché amava le feste, le macchine di grossa
cilindrata e le belle donne, a quanto pare tutte bionde, come quella che
diventerà sua moglie, Maxima Zorreguieta, figlia di un ministro del
dittatore argentino Jorge Rafael Videla. Guglielmo Alessandro non ha
certo il dono della facondia: per questo motivo è vittima di una satira
feroce su un programma tv molto seguito, in cui lo fanno parlare con
l'accento dei quartieri più poveri dell'Aia. È tuttavia un monarca molto
popolare. Basta vedere con quanto entusiasmo viene celebrato da quattro
anni il "giorno del re", ossia il suo compleanno, che cade il 27 aprile.
È l'aspetto umano che fa il successo della coppia reale. Dopo
l'abbattimento nei cieli dell'Ucraina del volo MH17, che provocò quasi
trecento vittime, molte delle quali olandesi, Guglielmo Alessandro e
Maxima piansero quei morti assieme ai loro parenti. "E poi io sono così
fiero di essere il re dell'Olanda, perché rappresento un piccolo Paese
che però riesce a primeggiare in tanti campi".
Guglielmo sarà in Italia il 20 giugno: an
Bravo veramente, che uomo.
Ma i Kabobo se li becca la Sicilia e il PD di Isola capo Rizzuto
Di sicuro e' socio di qualche ONG
Lui è un re, parola di re. Ma è un re senza poteri esecutivi,come un mattarella qualsiasi, quindi la lode è giusta ma lascia il tempo che trova.
Effettivamente il popolo siciliano si dimostra più civile delle altre genti italiche: riceve ogni giorno migliaia di profughi ma cerca di accoglierli, non dà loro cibo per maiali e non fa barricate.
Lampedusa poi è stata formidabile in questi ultimi 10 anni: gente di mare, dalla vita dura, non come i culi molli di voi anonimi che scrivete stronzatine razzista e crudeli seduti in poltrona.
Poi bisogna essere proprio stupidi per utilizzare il cognome di un uomo che ha dato fuori di matto per le cento etnie che ci arrivano nei porti.
Gli imbecilli della mia adolescenza chiamavano tutti i meridionali "NAPULI" ( e da Napoli non ne veniva uno!),
gli imbecilli dell'adolescenza di mio padre negli USA chiamavano tutti gli italiani, i latini in generale, DAGOS e ne vietavano l'ingresso nei bar: NO DOGS, NO DAGOS erano gli ignobili cartelli.
Ora che non volessero nei bar mafiosi e vigliacchi pusillanimi che insultano in modo anonimo, magari era pure giusto, ma generalizzare è sempre sbagliato.
ernesto
Il padre e' un noto nazista

Coglionazzo, ti piace? Della stessa natura di tuo padre.
massivan
2017-05-20 00:21:16 UTC
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Il re olandese e i migranti: "Vado a ringraziare la Sicilia da sola sta
salvando l'Europa"
Guglielmo Alessandro d'Olanda (afp)
LÕAIA. Re Guglielmo Alessandro d'Olanda ama lo sport, l'Italia e
soprattutto pilotare aerei di linea in incognito, come ha fatto per più
di vent'anni grazie alla compagnia di bandiera Klm. "Figuravo come
co-pilota, non ero quindi costretto a dire il mio nome", confessa il
monarca che incontriamo nel palazzo Noordeinde dell'Aia, uno dei tre che
lo Stato olandese mette a sua disposizione. "Hai la responsabilità
dell'equipaggio e dei passeggeri, il che significa che devi concentrati
e pensare ad altro rispetto ai problemi di tutti i giorni".
Guglielmo Alessandro verrà in visita in Italia dal 20 al 23 giugno,
portandosi appresso un centinaio d'imprenditori olandesi per "rinforzare
i legami commerciali tra il Nord e il Sud dell'Europa". Ora, l'Italia è
un Paese che conosce bene per avervi trascorso le vacanze da quand'era
bambino, nella casa che la madre possedeva sul Monte Argentario. "Non
vedo l'ora di tornare a Roma, ma stavolta andrò anche a Palermo, per
manifestare solidarietà alla Sicilia che sta affrontando da sola e con
grande coraggio la crisi dei migranti, un problema che riguarda tutti i
Paesi europei".
La corona degli Orange-Nassau costa ai contribuenti olandesi 40 milioni
l'anno, eppure secondo un recente sondaggio l'80% della popolazione
approva la monarchia. Capo di Stato ma senza alcun potere sul governo
dell'Aia, il cinquantenne Guglielmo Alessandro, uomo alto e robusto, con
i capelli castano- rossicci, è un simbolo nazionale nell'accezione
migliore del termine, perché il suo ruolo è di unificare il Paese e di
rappresentarlo. Dice ancora sui migranti: "Nel 2015 ne abbiamo accolti
65mila. Ebbene, sono molto fiero che una volta giunti da noi nessuno di
questi abbia mai passato una sola notte all'addiaccio. Sia pure con
grandi difficoltà, siamo riusciti a gestire la situazione. Se il mio
ruolo di re è di migliorare la nostra società allora devo anche aiutare
questa gente ad assimilarsi. In Europa c'è chi dice che sia difficile
integrare i migranti per motivi economici, ma grazie a Dio la nostra
economia è in crescita, e così il nostro mercato del lavoro, il che
faciliterà questo processo ".
Secondo Guglielmo Alessandro il popolo olandese è frutto di una lunga
trasformazione. "Perché da secoli c'è chi si stabilisce in Olanda per
via della libertà religiosa o della possibilità di stampare libri senza
nessuna censura della chiesa o del potere politico. E Amsterdam è sempre
stata la capitale della tolleranza. Se siamo oggi una democrazia forte è
anche per la nostra eterna lotta contro l'acqua, che ci ha insegnato a
combattere uniti". Appassionato di water management, il re si dice molto
inquieto per le conseguenze dello scioglimento dei ghiacci. "Ci sono
zone più a rischio di altre, e tra queste figura ovviamente l'Olanda. Ma
noi abbiamo la fortuna di difenderci dall'Undicesimo secolo. La nostra
prima grande istituzione democratica nacque per proteggerci dalle
alluvioni e dalle mareggiate. Oggi esportiamo il nostro know-how in
Vietnam, Corea o Indonesia".
Prima di salire sul trono il 30 aprile 2013, quando abdicò sua madre
Beatrice, Guglielmo Alessandro veniva chiamato dagli olandesi il
"principe della birra", perché amava le feste, le macchine di grossa
cilindrata e le belle donne, a quanto pare tutte bionde, come quella che
diventerà sua moglie, Maxima Zorreguieta, figlia di un ministro del
dittatore argentino Jorge Rafael Videla. Guglielmo Alessandro non ha
certo il dono della facondia: per questo motivo è vittima di una satira
feroce su un programma tv molto seguito, in cui lo fanno parlare con
l'accento dei quartieri più poveri dell'Aia. È tuttavia un monarca molto
popolare. Basta vedere con quanto entusiasmo viene celebrato da quattro
anni il "giorno del re", ossia il suo compleanno, che cade il 27 aprile.
È l'aspetto umano che fa il successo della coppia reale. Dopo
l'abbattimento nei cieli dell'Ucraina del volo MH17, che provocò quasi
trecento vittime, molte delle quali olandesi, Guglielmo Alessandro e
Maxima piansero quei morti assieme ai loro parenti. "E poi io sono così
fiero di essere il re dell'Olanda, perché rappresento un piccolo Paese
che però riesce a primeggiare in tanti campi".
Lui è un re, parola di re. Ma è un re senza poteri esecutivi,come un
mattarella
qualsiasi, quindi la lode è giusta ma lascia il tempo che trova.
"massivan"

C'era una volta un re, di un regno ormai scomparso, che, durante i tempi
d'oro
del T.E.E. saliva sulla locomtiva e faceva il macchinista.

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ma mi morta.... tua , testa di cazzo olimpionico
e frocio con il culo degli altri ...
perché non li fai sbarcare tutti nei tuoi bassi paesi
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